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“Parole fuori luogo, la Cassazione non fa mai politica”

Raffaello Magi 

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Raffaello Magi, consigliere di Cassazione, difende i colleghi: “Il Guardasigilli sbaglia, a volte occorre più consapevolezza del ruolo”
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"Il clima in Cassazione? Ottimo. Da alcuni giorni funzionano perfettamente i condizionatori, irrinunciabili quando fuori c'è aria asfissiante". Gioca d'ironia, da magistrato e uomo del sud, il consigliere di Cassazione Raffaello Magi, anche se avrebbe poca voglia di scherzare. "Per tutti noi si è già espressa in maniera impeccabile la nostra prima presidente, Margherita Cassano", sottolinea. Sessantadue anni, da una dozzina giudice della Suprema Corte, oltre che componente delle Sezioni unite penali, Magi è stato anche, venti anni fa in Corte d'Assise a Santa Maria Capua Vetere, l'estensore della sentenza "Spartacus 1" contro il gotha della mafia casalese: 3200 pagine che decapitarono con una raffica di ergastoli e condanne i padrini di Gomorra e i loro complici di politica e imprese.

Consigliere Magi, se la destra ha cominciato a cannoneggiare il Palazzaccio, se il ministro attacca così frontalmente l'ufficio del Massimario, è lecito immaginare che per la prima volta la suprema Cort…

"Il clima in Cassazione? Ottimo. Da alcuni giorni funzionano perfettamente i condizionatori, irrinunciabili quando fuori c'è aria asfissiante". Gioca d'ironia, da magistrato e uomo del sud, il consigliere di Cassazione Raffaello Magi, anche se avrebbe poca voglia di scherzare. "Per tutti noi si è già espressa in maniera impeccabile la nostra prima presidente, Margherita Cassano", sottolinea. Sessantadue anni, da una dozzina giudice della Suprema Corte, oltre che componente delle Sezioni unite penali, Magi è stato anche, venti anni fa in Corte d'Assise a Santa Maria Capua Vetere, l'estensore della sentenza "Spartacus 1" contro il gotha della mafia casalese: 3200 pagine che decapitarono con una raffica di ergastoli e condanne i padrini di Gomorra e i loro complici di politica e imprese.

Consigliere Magi, se la destra ha cominciato a cannoneggiare il Palazzaccio, se il ministro attacca così frontalmente l'ufficio del Massimario, è lecito immaginare che per la prima volta la suprema Corte viva una fase diversa?

"Invece no. Dal punto di vista del nostro approccio e della nostra attività, non cambia nulla. La Corte affronta ogni giorno molte decine di casi, forse troppi, con la serenità di sempre e la consapevolezza di essere il fronte ultimo per la tutela dei diritti delle persone. Ma, questo, i cittadini credo lo sappiano bene. Sarebbe importante lo ricordassero anche le istituzioni".

Si scopra: lei parla da toga rossa? Perché in questi giorni è anche candidato per Md, sezione Anm della Cassazione, il voto tra pochi giorni. E Gasparri, da senatore, ha indicato la Cassazione come un "centro sociale di estremisti".

"Francamente non so star dietro alle dichiarazioni di esponenti politici. Ma chi critica e usa certe formule davvero non conosce i compiti di analisi e valutazione di quell'Ufficio"

Le accuse che hanno scatenato un putiferio sono però quelle di ieri, del ministro della Giustizia Nordio: che bolla il lavoro del Massimario sul decreto sicurezza come un intervento “ improprio, irriverente e imprudente”.

"Ecco, le affermazioni del ministro della Giustizia sono invece di grande rilievo perché il Guardasigilli è titolare della azione disciplinare nei confronti di ogni magistrato. Quelle parole hanno un peso del tutto diverso".

Esaminiamole. Nordio sostiene che quei giudici sono usciti dal perimetro. Hanno fatto un'azione impropria.

"Assodato che non condivido nulla della sua valutazione, ma è un trascurabile parere personale, mi sembra che parli più da politico a cui risulta sgradito il senso della relazione, che da ministro. Ora capisco che viviamo in un'epoca social ma questo, a mio parere, non dovrebbe consentire attacchi fuori registro alla giurisdizione o alle singole decisioni, che possono sempre essere criticate ma con argomenti tecnici o comunque appropriati".

Il ministro cita anche il presidente Mattarella: attribuendo ai giudici la volontà di essere irriverenti col Capo dello Stato.

"Mi sembra un tentativo davvero singolare di trascinare nel dibattito o nell’agone ciò che non può essere mai trascinato, ovvero il rigore e l‘ imparzialità riconosciute del nostro capo dello Stato. Peraltro, come i giuristi sanno, il potere del capo dello Stato di muovere rilievi al testo di legge si muove su un binario molto stretto e non è per nulla paragonabile ad una analisi tecnica dei contenuti del provvedimento legislativo. Ma la risposta migliore la darà il tempo"

Cosa intende? Spera nella Corte Costituzionale?

"Solo con il tempo si vedrà se il problema vero è insito nel Massimario, presunto covo di giudici irriverenti, o in alcune criticità del testo di legge. Per non dire che, in campo penale da molti anni, tutta la Accademia italiana è contraria alla introduzione di nuovi reati tranne che sia del tutto indispensabile".

L'offensiva contro la Cassazione era cominciata mesi fa: con l'attacco alle Sezioni Unite per la sentenza sgradita sul risarcimento ai migranti del caso "Diciotti". La presidente Cassano fu costretta a intervenire dopo le critiche di Meloni: ve lo aspettavate?

"La nostra presidente lo ha fatto, anche in quell'occasione, con esemplare rispetto e chiarezza parlando di attacchi inaccettabili. La verità è che oggi il legislatore non è mai un soggetto del tutto libero da vincoli e da obblighi di osservare la Costituzione, le norme europee e i Trattati internazionali. Ci vuole, forse, una nuova pedagogia istituzionale".

Sta dicendo che la destra non sa neanche stare nel Palazzo?

"Ma io non parlo di etichette o di colori: parlo solo di consapevolezza del ruolo istituzionale di ciascuno. A volte si perde".

Lei si presenta alle urne per l'Anm: che modello di magistrato in mente, con quali parole?

"Ascolto, innanzitutto. Ma faccio prima a farle un nome: il mio modello di magistrato democratico è stato Vincenzo Albano, che a Napoli fu amato da tutti, colleghi, avvocati, uomini delle istituzioni. Io spero di avvicinarmi al suo esempio”

C'è una scelta anche più importante alle porte. Il Csm dovrà decidere, a breve, per la successione di Cassano: in gioco due nomi di rilievo, Stefano Mogini e Pasquale D'Ascola. Pensa che queste tensioni e conflitti potranno incidere, preparare pressioni?

"Qui lasci che mi avvalga della facoltà di non rispondere"

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