Il governo riduce i vincoli antimafia per gli autotrasportatori. Il Pd: “È per il Ponte”
di Antonio FraschillaROMA – Il governo ci riprova, e sempre via ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Dopo lo stop di Mattarella a una modifica dei controlli antimafia in tema di appalti pubblici, a partire dal ponte sullo Stretto, al dl Infrastrutture in votazione nelle commissioni di merito alla Camera arriva uno strano emendamento del governo, approvato, che alleggerisce il peso dell’iter delle interdittive antimafia per vietare alle aziende contratti pubblici. In particolare nel settore degli autotrasporti, un comparto chiave negli appalti edili e non solo e anche per il Ponte, chiaramente.
L’emendamento del governo al dl Infrastrutture modifica le norme attualmente vigenti in materia di esercizio della professione di autotrasportatore: oggi basta la semplice informativa prefettizia antimafia per fare venire meno il criterio “dell’onorabilità” per esercitare la professione. L’informativa è il primo passo per l’interdittiva definitiva che arriva con la cosiddetta” comunicazione” alla fine dell’…
ROMA – Il governo ci riprova, e sempre via ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Dopo lo stop di Mattarella a una modifica dei controlli antimafia in tema di appalti pubblici, a partire dal ponte sullo Stretto, al dl Infrastrutture in votazione nelle commissioni di merito alla Camera arriva uno strano emendamento del governo, approvato, che alleggerisce il peso dell’iter delle interdittive antimafia per vietare alle aziende contratti pubblici. In particolare nel settore degli autotrasporti, un comparto chiave negli appalti edili e non solo e anche per il Ponte, chiaramente.
L’emendamento del governo al dl Infrastrutture modifica le norme attualmente vigenti in materia di esercizio della professione di autotrasportatore: oggi basta la semplice informativa prefettizia antimafia per fare venire meno il criterio “dell’onorabilità” per esercitare la professione. L’informativa è il primo passo per l’interdittiva definitiva che arriva con la cosiddetta” comunicazione” alla fine dell’iter burocratico, spesso molto lungo. L’informativa è basata su valutazioni discrezionali del prefetto, che comunque devono poggiare su basi fondanti per la scelta e contestabili dall'azienda e che hanno a che fare con tentativi “avvenuti” di infiltrazione delle mafie. Con la modifica del governo si prevede che per vietare contratti occorra la “comunicazione”. In soldoni tutte le aziende che dal 2014 hanno ricevuto informative antimafia possono tornare ad avere contratti pubblici.
Non è un mistero che il tema del movimento merci sia stato e sia, al Sud soprattutto, oggetto spesso di infiltrazioni mafiose. Per il Partito democratico quello del governo e del ministro Salvini è un atto grave, anche in vista della costruzione del Ponte: “Ci risiamo – dice il deputato e componente della segreteria nazionale dem Giuseppe Provenzano - e ancora una volta la firma è quella di Salvini. Il governo indebolisce la normativa antimafia. Ci aveva già provato sul Ponte, ma era stato fermato e ora per aggirare le riserve approva una norma sugli autotrasportatori”. "L'emendamento del governo approvato oggi in commissione sul dl infrastrutture è un preoccupante passo indietro sulla normativa antimafia in un settore particolarmente permeabile come quello dell'autotrasporto", dice il capogruppo dem in commissione Trasporti Anthony Barbagallo, che aggiunge: "Si tratta di un pericoloso passo indietro che restringe molto il campo dei controlli antimafia".
Provenzano chiede un intervento della commissione Antimafia:” È evidente che l’interesse è sempre quello che ruota intorno ai lavori sullo Stretto. Dove peraltro, ci sono diverse procure - come appreso dalla vicenda che ha coinvolto De Gennaro e Prestipino - che stanno indagando su possibili infiltrazioni mafiose. A questo punto, sul rapporto tra mafie e Ponte deve intervenire la Commissione antimafia, non per sovrapporsi alle indagini ma per fare luce sull’adeguatezza degli strumenti normativi di contrasto e sull’impatto delle riforme di Salvini. Noi lo chiediamo, e ci aspettiamo che la destra, che ha impegnato i lavori della Commissione nelle ricostruzioni storiche, non si sottragga al dovere di confrontarsi sullo stato della lotta alla mafia, oggi”.
Con una nota il Mit replica ai dem: “In merito alle notizie circolate circa un presunto collegamento tra il recente emendamento al decreto-legge Infrastrutture e il progetto del Ponte sullo Stretto, si precisa che l’intervento normativo non ha alcuna connessione con tale opera. L’emendamento in questione, presentato dal Governo su impulso del ministro dell’Interno e approvato dalle competenti Commissioni parlamentari, ha esclusivamente lo scopo di riallineare la disciplina dei requisiti per l’esercizio della professione di autotrasportatore alla normativa antimafia vigente. L’intervento normativo stabilisce che, ai fini dell’iscrizione all’Albo degli autotrasportatori, venga acquisita una comunicazione antimafia liberatoria. In ogni caso il Prefetto, se sussistono tentativi di infiltrazione mafiosa, può intervenire con il potere di interdittiva. La modifica, pertanto, non comporta alcuna riduzione del livello di prevenzione amministrativa antimafia, ma assicura coerenza e attualità nella verifica dei requisiti di onorabilità per l’accesso alla professione, in linea con i principi stabiliti dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza consolidata”.