ROMA – Il varco, a fatica, è aperto. In poche ore, la proposta di Forza Italia al centrosinistra — consegnata a Repubblica — di approvare assieme lo Ius scholae raccoglie il via libera delle opposizioni. Di tutte le opposizioni, anche se con sfumature. Si dice infatti pronta al confronto parlamentare su quel testo la segreteria del Pd. Apre senza tentennamenti Giuseppe Conte. Dice sì anche Alleanza verdi e sinistra. Confermano la propria disponibilità Azione, Italia Viva e +Europa. Resta un nodo, però: è pronto il partito fondato da Silvio Berlusconi a calendarizzare il testo? Antonio Tajani dice di sì, anche se non immediatamente. Teme che una mossa azzardata possa spaccare il governo. Per questo, le minoranze ragionano di un’opzione che accorcerebbe i tempi (e sotto sotto non sarebbe sgradita a FI): chiedere di incardinare una delle proposte del “campo largo” sulla cittadinanza, per poi invece assumere come testo base quello degli azzurri. È una strategia su cui torneremo tra poco. …
ROMA – Il varco, a fatica, è aperto. In poche ore, la proposta di Forza Italia al centrosinistra — consegnata a Repubblica — di approvare assieme lo Ius scholae raccoglie il via libera delle opposizioni. Di tutte le opposizioni, anche se con sfumature. Si dice infatti pronta al confronto parlamentare su quel testo la segreteria del Pd. Apre senza tentennamenti Giuseppe Conte. Dice sì anche Alleanza verdi e sinistra. Confermano la propria disponibilità Azione, Italia Viva e +Europa. Resta un nodo, però: è pronto il partito fondato da Silvio Berlusconi a calendarizzare il testo? Antonio Tajani dice di sì, anche se non immediatamente. Teme che una mossa azzardata possa spaccare il governo. Per questo, le minoranze ragionano di un’opzione che accorcerebbe i tempi (e sotto sotto non sarebbe sgradita a FI): chiedere di incardinare una delle proposte del “campo largo” sulla cittadinanza, per poi invece assumere come testo base quello degli azzurri. È una strategia su cui torneremo tra poco.
Ma ripartiamo dall’inizio. Dalla svolta sancita dal portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi su questo giornale: «Siamo pronti a votare anche subito con le opposizioni la riforma». Una linea che al mattino Tajani rivendica. «Siamo disponibili a discuterla con tutti quanti. Il Parlamento è sovrano». Consapevole della scossa imposta alla destra, il vicepremier prova comunque a blandire gli alleati: «È un testo diverso da quello del Pd: chiediamo dieci anni di scuola con profitto. Una previsione più restrittiva della situazione attuale». In realtà, i tempi per la cittadinanza si accorciano di almeno due anni. Ma il vicepremier sembra quasi temere la mano tesa del centrosinistra, forse preoccupato dal fatto che un’effettiva disponibilità delle opposizioni possa mettere a repentaglio la tenuta del governo.
Il problema è che le minoranze sembrano disposte a svelare un eventuale bluff, stavolta. I primi ad esporsi sono i riformisti del Pd. Parla Graziano Delrio: «Non lasciamo cadere l’apertura di Forza Italia, i diritti prima di tutto». E si fa sentire anche Simona Malpezzi: «Bene, le proposte ci sono, diamo questa possibilità ai bambini che sono a scuola con i nostri figli?». Poi si espone anche Michela Di Biase: «Forza Italia chieda subito la calendarizzazione, il Pd sarà pronto a discuterne». Infine, l’apertura della segreteria dem.
Chi coglie immediatamente l’esistenza di un varco è Giuseppe Conte. «La nostra battaglia per lo Ius scholae è antica. Se davvero FI è conseguente, ci ride il cuore. Non aspettiamo altro. La questione è così importante che potremmo anche rinunciare a un po’ di ferie. Facciamolo subito». E anche Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli ci stanno, «siamo pronti a confrontarci nel merito». A favore anche Carlo Calenda — «se FI porta al voto questa legge, la sosterremo» — Italia Viva e +Europa.
È uno scenario intollerabile per la destra. La Lega si fa subito sentire, affidando prima alla segreteria e poi a Rossano Sasso la propria contrarietà. «È una proposta tecnicamente sbagliata e irricevibile — dice il deputato — Ci sono bambini che arrivano alla secondaria e conoscono 19-20 parole in italiano. Siamo contrari a regalare la cittadinanza a un ragazzino che non sa neanche l’italiano». Passa qualche ora e Fratelli d’Italia si mette di traverso, anche se con toni diversi. «Tajani? La nostra posizione sulla cittadinanza è nota — dice Giovanni Donzelli — e diciamo che si è anche un po’ rafforzata con il referendum. Dopodiché ovviamente non siamo tutti lo stesso partito, ciascuno ha le proprie sensibilità». in realtà, la posizione dei meloniani non è così chiara: nel luglio 2022 anche Giorgia Meloni si diceva favorevole alla riforma. «Siamo d’accordo con lo Ius scholae. Sono dieci anni di obbligo scolastico».
Nel pomeriggio, Tajani è in Aula al Senato. E Matteo Renzi lo incalza: «Fa sul serio e presenterà la proposta?». Poi aggiunge: «Ha tanta paura di Meloni, serve un po’ di coraggio». Il vicepremier giura che gli azzurri proporranno di incardinare il testo, ma che non accadrà prestissimo: «Ora ci sono sette decreti, è tutto ingolfato». E però, fonti di FI sussurrano che uno dei partiti di opposizione potrebbe chiedere presto di calendarizzare una proposta sulla cittadinanza, per provocare l’abbinamento automatico in commissione del testo di FI e farlo approdare in aula. A quel punto, il bivio: approvare la riforma con le opposizioni o rinnegare un anno di promesse.