ROMA – In questo Paese continuiamo a tenere nel sottoscala i diritti di tantissime persone in carne e ossa. La legge sulla cittadinanza va modificata perché discrimina troppe persone nate e cresciute qui. Per noi bisogna aprire questo dibattito, subito». Pierfrancesco Majorino, responsabile delle politiche migratorie nella segreteria del Pd, apre alla proposta dello Ius scholae targata Forza Italia, che ha già spaccato il centrodestra. Una riforma che per l’esponente dem verte attorno a un dibattito «non più rinviabile perché riguarda la vita delle persone».
Il Pd da tempo insiste sullo Ius soli.
«C’è una proposta a prima firma della deputata Ouidad Bakkali, presentata alla Camera da un anno. Quel ddl prevede al suo interno anche l’istituto dello Ius culturae come uno degli strumenti possibili. Ecco, con questo approccio si discuta, confrontandoci sulla proposta di Forza Italia, che è ancora molto minimalista dal punto di vista degli effetti sulla società».
La Lega sostiene che ci …
ROMA – In questo Paese continuiamo a tenere nel sottoscala i diritti di tantissime persone in carne e ossa. La legge sulla cittadinanza va modificata perché discrimina troppe persone nate e cresciute qui. Per noi bisogna aprire questo dibattito, subito». Pierfrancesco Majorino, responsabile delle politiche migratorie nella segreteria del Pd, apre alla proposta dello Ius scholae targata Forza Italia, che ha già spaccato il centrodestra. Una riforma che per l’esponente dem verte attorno a un dibattito «non più rinviabile perché riguarda la vita delle persone».
Il Pd da tempo insiste sullo Ius soli.
«C’è una proposta a prima firma della deputata Ouidad Bakkali, presentata alla Camera da un anno. Quel ddl prevede al suo interno anche l’istituto dello Ius culturae come uno degli strumenti possibili. Ecco, con questo approccio si discuta, confrontandoci sulla proposta di Forza Italia, che è ancora molto minimalista dal punto di vista degli effetti sulla società».
La Lega sostiene che ci siano ragazzi al secondo ciclo scolastico che conoscono ancora «19 o 20 parole di italiano».
«Penso che la Lega sia molto coerente con la sua impostazione razzista. D’altronde, da un partito guidato da Salvini e Vannacci non ci si può aspettare nulla di diverso. La realtà è un’altra: le nostre scuole sono piene di bambini di serie A e bambini di serie B. Non lo possiamo più accettare».
Il dialogo con FI potrebbe contribuire a spostare l’asse della riforma a sinistra?
«La proposta forzista è un passo avanti molto parziale, ma resta comunque un passo avanti. Essendoci di mezzo la vita delle persone, siamo pronti a discuterne. Chiediamo a Forza Italia però serietà: in queste ore leggiamo da parte di Forza Italia tutto e il suo contrario. A volte si ha l’impressione che il diritto alla cittadinanza sia utilizzato più per agitare il centrodestra, che per una effettiva volontà di portarlo avanti. Il nostro obiettivo è di far sì che si facciano passi avanti, è un tema troppo importante per non spendere le nostre energie».
Nelle stesse ore in cui il centrodestra si spacca sulla cittadinanza, la Consulta ha parlato di violazione delle libertà personali a proposito dei Cpr.
«I centri in Albania sono una oscenità. Con 800 milioni di euro si sarebbero potute abbattere le liste d’attesa nella sanità, invece si sono sprecati per far vedere che c’è un luogo dove deportare le persone, che è totalmente inutile. Sulla questione migratoria il governo si fa guidare da una logica di emergenza permanente, sarebbe il momento che in questo Paese si aprisse una discussione vera sul superamento della Bossi-Fini, anche su questo abbiamo presentato una nostra proposta a prima firma Delrio».
Noi Moderati frena sullo Ius scholae, appellandosi al mancato raggiungimento del quorum al referendum sulla cittadinanza.
«Quel quesito è nato dalla mobilitazione di ragazze e ragazzi di seconda generazione, grazie ai quali si è riaperto un dibattito. Una cosa deve essere chiara: non si può discutere sulla testa delle persone senza ascoltarle. Per questo continuiamo a chiedere il coinvolgimento delle associazioni nell’iter parlamentare. Attorno a questo tema non si può innescare un giochino tra schieramenti, come se non stessimo parlando della vita della gente. Quel quesito referendario è stato la risposta della società civile all’immobilismo parlamentare».
Il confronto con FI servirà a superare quell’immobilismo?
«La nostra vuole essere una spinta verso un cambiamento. Su questo il confronto sarà con tutti. È FI che deve chiarire se questa volta fa sul serio o meno».