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Legge elettorale, si riparte: maggioranza per il proporzionale con premio. I timori dell’opposizione

Urne aperte in Liguria

 
Dopo le parole di Meloni, si riapre il cantiere per la riforma che dovrà essere in linea con quella del premierato
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Siamo ancora a “carissimo amico”, tuttavia l’annuncio della premier Giorgia Meloni sulla legge elettorale ha provocato una certa maretta nel centrosinistra, che è andato a chiedere rassicurazioni al presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, il forzista Nazario Pagano. Di legge elettorale si parla ma non si quaglia mai. La nuova legge, che dovrà sostituire l’attuale Rosatellum, deve essere tagliata addosso alla madre di tutte le riforme: il premierato. Né il premierato potrà prendere il volo se non c’è una adeguata legge elettorale. E quella che si sta immaginando in casa della destra è un sistema proporzionale con premio e indicazione del candidato premier.

Per la sinistra si tratta di finire in un ring: faranno a cazzotti Elly Schlein e Giuseppe Conte, senza ripari all’orizzonte? Altro tema caldissimo: coalizione decisa prima o dopo il voto? Prima è modello tedesco. La questione legge elettorale sembrava sonnolenta, covare sotto la cenere, ma Giorgia Meloni …

Siamo ancora a “carissimo amico”, tuttavia l’annuncio della premier Giorgia Meloni sulla legge elettorale ha provocato una certa maretta nel centrosinistra, che è andato a chiedere rassicurazioni al presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, il forzista Nazario Pagano. Di legge elettorale si parla ma non si quaglia mai. La nuova legge, che dovrà sostituire l’attuale Rosatellum, deve essere tagliata addosso alla madre di tutte le riforme: il premierato. Né il premierato potrà prendere il volo se non c’è una adeguata legge elettorale. E quella che si sta immaginando in casa della destra è un sistema proporzionale con premio e indicazione del candidato premier.

Per la sinistra si tratta di finire in un ring: faranno a cazzotti Elly Schlein e Giuseppe Conte, senza ripari all’orizzonte? Altro tema caldissimo: coalizione decisa prima o dopo il voto? Prima è modello tedesco. La questione legge elettorale sembrava sonnolenta, covare sotto la cenere, ma Giorgia Meloni tra un viaggio e una questione internazionale l’ha rispolverata. Anzi. Ha detto che è sempre stata sul tavolo, affidata ad alcuni fedelissimi che devono trovare la quadra. Una indicazione di massima già c’è: proporzionale con premio e indicazione del candidato per Palazzo Chigi. Non piace a Schlein, ma magari gusta a Conte. Per ora nessun abboccamento tra i due schieramenti. Qualche battuta e siparietto in Transatlantico non bastano. Pagano ipotizza che se ne parlerà a settembre.

Il centrosinistra è sul piede di guerra per una altra faccenda elettorale: il ritocco della soglia dei ballottaggi per le comunali dal 50 al 40%. La proposta della Lega che piace a tutta la destra. “Inaccettabile”, tuona Alessandro Alfieri responsabile riforme del Pd. E aggiunge che nessuno si siede a nessun tavolo se si va avanti a forzature. Sempre Alfieri: “Al momento non vediamo nessun confronto serio da parte della maggioranza, che va avanti solo a forzature". I nodi sono tanti: vanno dalla portata del premio all’introduzione delle preferenze. Certo è che a colpi di mano non si va da nessuna parte e perciò la scelta del modello elettorale deve essere condivisa tra gli schieramenti. Dei dettagli – che pure fanno la sostanza – si può discutere.

Comunque del testo della legge elettorale se ne stanno occupando Giovanni Donzelli, di Fdl, Andrea Paganella per la Lega, Pino Bicchielli per Noi Moderati, Alessandro Battilocchio per Forza Italia. A sinistra Alessandro Alfieri, Federico Fornaro, Raffaella Paita. Matteo Renzi, ex premier, solleva il tema presidente del Consiglio, ritenendo che l’obiettivo meloniano sia quello di “mettere il nome del premier sulla scheda”. Così si crea un bel problema al centrosinistra, di certo. Ma è il minimo per il premierato che vuole Meloni.

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