✕

Ius scholae, la destra va in tilt. Forza Italia agli alleati: “Studiate la legge”

Il segretario di Forza Italia Antonio Tajani 

 
Tajani insiste: la goccia scava la roccia. Ma la Lega vuole restrizioni sulla cittadinanza. Lollobrigida: non è una priorità
2 minuti di lettura

ROMA – La Lega torna ad attaccare, da Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida tenta la difficile mediazione nella coalizione, Forza Italia non molla la presa. Non accenna a sfumare lo scontro nel centrodestra attorno al tema della cittadinanza. Ma con un impegno, che arriva dal capogruppo berlusconiano alla Camera, Paolo Barelli: «Sullo Ius scholae non cadrà il governo», mentre Antonio Tajani si dice fiducioso: «La goccia - dice - scava la roccia». Le opposizioni tornano a sottolineare che si tratta di un tema che riguarda almeno un milione di ragazzi che studia sugli stessi banchi di scuola dei figli degli italiani, ma il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, Lega, la liquida con un netto «per carità». Da IV il senatore Enrico Borghi incalza: «Se le stanno dando di santa ragione, litigando su fisco, rottamazione, cuneo fiscale, Rai, legge elettorale, terzo mandato e cittadinanza. Quella che appariva come una “invencible armada” inizia a mostrare sinistri scricchiolii».

…

ROMA – La Lega torna ad attaccare, da Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida tenta la difficile mediazione nella coalizione, Forza Italia non molla la presa. Non accenna a sfumare lo scontro nel centrodestra attorno al tema della cittadinanza. Ma con un impegno, che arriva dal capogruppo berlusconiano alla Camera, Paolo Barelli: «Sullo Ius scholae non cadrà il governo», mentre Antonio Tajani si dice fiducioso: «La goccia - dice - scava la roccia». Le opposizioni tornano a sottolineare che si tratta di un tema che riguarda almeno un milione di ragazzi che studia sugli stessi banchi di scuola dei figli degli italiani, ma il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, Lega, la liquida con un netto «per carità». Da IV il senatore Enrico Borghi incalza: «Se le stanno dando di santa ragione, litigando su fisco, rottamazione, cuneo fiscale, Rai, legge elettorale, terzo mandato e cittadinanza. Quella che appariva come una “invencible armada” inizia a mostrare sinistri scricchiolii».

È in effetti un’altra giornata ad alta tensione nelle forze di centrodestra. Per il forzista Barelli «non si tratta di tenere il punto, ma di non fermarsi all’ignoranza, dal verbo ‘ignorare’». Cita il suo segretario nazionale e torna a punzecchiare gli alleati, soprattutto la Lega: «La nostra è una proposta di buonsenso e Tajani dice “non mi faccio censurare da chi la legge non l’ha neanche letta”». E non manca una stilettata finale ai salviniani: «Se qualcuno vuole attirare l’attenzione per coprire altre problematiche interne, lo faccia. Noi siamo sereni». A fargli sponda è il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, FI, che parla di Ius scholae come di «un tema reale» e «un’esigenza» perché «il Paese ha anche bisogno di giovani che rimangano a produrre». Ma da via Bellerio i vertici della Lega battono un colpo soltanto per evidenziare che quella riforma «potrebbe essere rivista solo in senso più restrittivo». A stemperare i toni tra i due alleati ai ferri corti è il meloniano Francesco Lollobrigida, secondo cui Fratelli d’Italia è sempre stato pronto «a discutere del tema cittadinanza» invitando le due forze politiche a un confronto che passi «meno sui giornali e più in Parlamento». Messaggio recepito? Non si direbbe, considerate le dichiarazioni, ancora più tranchant, del leghista e vicepresidente del Senato, Stefano Candiani: «Non si capisce la ragione di questo continuare a insistere da parte di Tajani. La declasserei come una nuova uscita estiva da sole caldo».

Ad appellarsi alle forze politiche perché non facciano cadere nel vuoto ancora una volta una riforma attesa da tempo è il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: «Ci avviamo sempre di più verso la possibilità di avere nuovi italiani: bisogna partire dai giovani che studiano in Italia. Può essere una base molto positiva per lavorare sull’integrazione». Per il segretario di +Europa, Riccardo Magi, quello innescato nel centrodestra è «un corto circuito della cattiveria verso migliaia di ragazzi e ragazze italiani in tutto e per tutto, tranne che per una legge vecchia di 30 anni. Nonché un cortocircuito dell’irresponsabilità, visto che una riforma della cittadinanza è uno dei modi con cui affrontare il crollo demografico». E Avs incalza: «Orribile che la destra usi la questione della cittadinanza per una guerra interna». Una contesa che non sembra ancora destinata a venire archiviata.

Leggi i commenti