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Piantedosi respinto accusa la Ue: “Eccesso di zelo dei funzionari”

Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi 

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Il ministro dell’Interno bloccato all’aeroporto di Benina e invitato a lasciare il Paese ora spiega: “L’incidente non mina i rapporti con Bengasi. Se qualche appassionato dell'immigrazione incontrollata crede di festeggiare è sulla strada sbagliata”
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I pescherecci da 500 persone a bordo che da settimane i trafficanti della Cirenaica fanno partire in direzione Creta non fanno paura al Viminale. Matteo Piantedosi, respinto lunedì a Bengasi come «persona non gradita» insieme alla delegazione europea guidata dal commissario agli Affari interni Magnus Brunner, non teme ritorsioni da parte del leader della Cirenaica Khalifa Haftar. Tantomeno ritiene che i rapporti bilaterali siano stati in alcun modo incrinati dal seppur spiacevolissimo incidente in cui il ministro dell’Interno sottolinea di essere stato coinvolto solo in quanto membro della delegazione europea.

La sola parola “respingimento”, però, fa venire l’orticaria a Piantedosi : «Non c’è stato nessun respingimento, si è trattato di un incontro annullato all’ultimo momento per un risentimento da parte libica su qualche eccesso di zelo da parte di qualche funzionario della delegazione europea», dice al Tg1. Il riferimento è all’ambasciatore della Ue in Libia, Nicola Orlando, e al s…

I pescherecci da 500 persone a bordo che da settimane i trafficanti della Cirenaica fanno partire in direzione Creta non fanno paura al Viminale. Matteo Piantedosi, respinto lunedì a Bengasi come «persona non gradita» insieme alla delegazione europea guidata dal commissario agli Affari interni Magnus Brunner, non teme ritorsioni da parte del leader della Cirenaica Khalifa Haftar. Tantomeno ritiene che i rapporti bilaterali siano stati in alcun modo incrinati dal seppur spiacevolissimo incidente in cui il ministro dell’Interno sottolinea di essere stato coinvolto solo in quanto membro della delegazione europea.

La sola parola “respingimento”, però, fa venire l’orticaria a Piantedosi : «Non c’è stato nessun respingimento, si è trattato di un incontro annullato all’ultimo momento per un risentimento da parte libica su qualche eccesso di zelo da parte di qualche funzionario della delegazione europea», dice al Tg1. Il riferimento è all’ambasciatore della Ue in Libia, Nicola Orlando, e al suo divieto assoluto di photo opportunity della delegazione europea accolta all’aeroporto di Benina dai rappresentanti del governo di stabilità nazionale di Osama Hammas non riconosciuto dalla comunità internazionale. Un «eccesso di zelo» che Piantedosi avrebbe serenamente evitato visto che appena un mese fa non aveva avuto alcun problema a ricevere al Viminale, con tanto di foto e video ufficiali, Saddam Haftar, figlio del leader della Cirenaica.

In Libia, prima a Tripoli e poi a Bengasi, Piantedosi era andato con l’obiettivo di ottenere garanzie che l’estate sarebbe trascorsa senza ulteriori impennate di partenze verso le coste italiane. Una missione necessaria visto l’aumento del 50 % di barconi partiti dalle spiagge libiche.

A Tripoli, la delegazione europea aveva incontrato Imad Trabelsi, il ministro dell’Interno del governo di unità nazionale di Abdul Hamid Dbeibeh. «La prima parte della visita era andata benissimo, con un incontro ricco di spunti - dice Piantedosi - Se qualche appassionato dell’immigrazione indiscriminata crede di compiacersi per quanto accaduto si sbaglia: noi andiamo avanti anche contro i trafficanti di esseri umani. Con la Libia c’è un rapporto strutturato ed un incidente, pur serio, non gestito dalla nostra parte, non minerà la collaborazione che da tempo abbiamo avviato con quel Paese».

Ingoiato il boccone amaro, resta il tema di come e quando riprendere il dialogo con i leader della Cirenaica, la regione da cui in questo momento i trafficanti muovono migliaia di migranti. Ne parlerà con la premier Giorgia Meloni. Al momento, non ci sono appuntamenti nè telefonate in agenda. «Mi auguro che si possa chiarire tutto nel tempo più rapido possibile - dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani - Per quanto mi riguarda, si tratta di un problema di incomprensione tra diplomatici dell’Ue perché era una missione organizzata dall’Ue, non dall’Italia».

E se la Grecia, preoccupatissima per la nuova rotta su Creta, risponde annunciando la sospensione per tre mesi delle richieste di asilo di chi arriva dal Nordafrica, a Bruxelles la strada scelta sembra quella di ignorare l’accaduto. «Continueremo ad impegnarci con entrambi gli attori sia nell’est che nell’ovest del Paese».

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