La discussione sulla legge sul fine vita rischia di slittare a dopo l’estate. A dirlo è lo stesso Francesco Zaffini (FdI), presidente della Commissione Affari Sociali che insieme a quella della Giustizia deve esaminare il testo. “Non so se ce la facciamo prima dell’estate – spiega Zaffini – Molto dipende dalle opposizioni, da quanti emendamenti presentano. Se sono 10-20 su cose mirate, è un conto, si può discutere. Ma se ne arrivano 100 si va a settembre”. Le opposizioni hanno da subito attaccato lo schema della legge proposto dalla maggioranza, per una serie di previsioni che si ritengono in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale che nel 2019 ha aperto al suicidio assistito nel nostro Paese chiedendo al Parlamento di fare una legge sulla materia.
Il termine spostato
Ieri scadeva il termine per presentare gli emendamenti alle commissioni, ma si è deciso di rinviare l’appuntamento al 17 luglio. Per quel giorno però era in programma l’inizio della discussione in aula, che…
La discussione sulla legge sul fine vita rischia di slittare a dopo l’estate. A dirlo è lo stesso Francesco Zaffini (FdI), presidente della Commissione Affari Sociali che insieme a quella della Giustizia deve esaminare il testo. “Non so se ce la facciamo prima dell’estate – spiega Zaffini – Molto dipende dalle opposizioni, da quanti emendamenti presentano. Se sono 10-20 su cose mirate, è un conto, si può discutere. Ma se ne arrivano 100 si va a settembre”. Le opposizioni hanno da subito attaccato lo schema della legge proposto dalla maggioranza, per una serie di previsioni che si ritengono in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale che nel 2019 ha aperto al suicidio assistito nel nostro Paese chiedendo al Parlamento di fare una legge sulla materia.
Il termine spostato
Ieri scadeva il termine per presentare gli emendamenti alle commissioni, ma si è deciso di rinviare l’appuntamento al 17 luglio. Per quel giorno però era in programma l’inizio della discussione in aula, che a questo punto verrà spostato. Non è chiaro a quando si andrà, anche alla luce delle parole di Zaffini. Di certo, il Parlamento deve votare su una serie di provvedimenti prima della pausa estiva e non è detto che si riesca a trovare spazio per inserire il fine vita.
Le audizioni e gli emendamenti
Lo spostamento di una settimana è stato deciso per fare le audizioni di quattro costituzionalisti indicati dalla maggioranza (si tratta dei professori Esposito e Violini) e dall’opposizione (Amato e Zagrebelsky). Sono state proprio le opposizioni a chiedere di ascoltare gli esperti per sottoporre questioni legate alla costituzionalità della norma. Dall’opposizione potrebbero essere presentati una cinquantina di emendamenti. Il Pd pensava a 20-30, anche se con gli spostamenti delle date e soprattutto con le audizioni potrebbero un po’ cambiare le cose.
Le nuove sentenze della Consulta
L’allungamento dei tempi per l’approvazione della legge potrebbe farla arrivare dopo due sentenze fondamentali della Corte Costituzionale. La prima riguarda la richiesta di eutanasia di una donna che ha avuto il via libera al suicidio assistito ma non è in grado di somministrarsi il farmaco da sola a causa delle sue condizioni di salute. La seconda riguarda il ricorso presentato alla Consulta dal governo contro la legge Toscana che ha dato disposizioni sui tempi di risposta delle Asl alle istanze di chi chiede il suicidio assistito e sulla messa a disposizione del farmaco e di professionisti sanitari da parte del sistema pubblico. La Corte potrebbe dare nuove indicazioni, o specificare certi aspetti, nelle sentenze, delle quali la nuova norma dovrà tenere conto.
“No a rinvii”
"Qando serve blindare gli equilibri di governo, perché c’è sempre uno scambio dentro la maggioranza, corrono. Quando si tratta di affrontare i nodi veri del Paese si rinvia sempre. Lo abbiamo denunciato e lo diciamo ancora oggi perché non abbiamo nessuna intenzione di consentire ancora giochi politici sul fine vita”: a dirlo è Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato. Uno dei temi dibattuti è il ruolo del servizio sanitario nazionale, che la legge esclude da tutte le procedure legate al suicidio assistito e che invece l’opposizione vorrebbe protagonista. “Parliamo di persone in condizione di grande sofferenza di cui deve farsi carico lo stato”, dice Boccia. Secondo Mariastella Gelmini di Noi Moderati “il rinvio del termine della presentazione degli emendamenti al disegno di legge sul fine vita può servire a stemperare i toni e creare la maggiore condivisione possibile per una norma che chiama in causa la coscienza di ogni parlamentare. Una legge necessaria che serve a scongiurare gli abusi e le interpretazioni allargate che avrebbero voluto alcune Regioni”.