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Caso Almasri, insorge il centrosinistra: “Il Guardasigilli mente, ora si deve dimettere”

(ansa)

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Schlein chiede a Meloni di riferire alle Camere, Conte definisce Nordio un “bugiardo”. E Bonelli (Avs): la premier lo faccia lasciare
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Mentire al Paese non è una pratica condonata, in democrazia. Si dimetta, reclamano le opposizioni sul piede di guerra. Carlo Nordio non può restare al suo posto un minuto di più, rivendicano Pd, M5s, con Avs, Iv e +Europa, ora che quella mail agli atti dell’inchiesta del Tribunale dei ministri mostrerebbe che il Guardasigilli ha detto il falso, o che il falso gli è stato consegnato dalla sua struttura di via Arenula, sulla liberazione del torturatore libico Almasri. Il passo indietro a lui, e l’assunzione di responsabilità alla premier.

«Meloni venga in Parlamento a riferire», insiste Elly Schlein. «Governo di bugiardi», li fotografa Giuseppe Conte. Insieme, con i colleghi della minoranza, prima alla Camera e poi al Senato, hanno chiesto un’informativa del ministro della Giustizia e, quindi, della presidente del Consiglio. Un altro pressing nelle ore in cui pesa il clamoroso smacco della Libia, con il respingimento martedì, a Bengasi, del titolare dell’Interno Matteo Piantedosi, costr…

Mentire al Paese non è una pratica condonata, in democrazia. Si dimetta, reclamano le opposizioni sul piede di guerra. Carlo Nordio non può restare al suo posto un minuto di più, rivendicano Pd, M5s, con Avs, Iv e +Europa, ora che quella mail agli atti dell’inchiesta del Tribunale dei ministri mostrerebbe che il Guardasigilli ha detto il falso, o che il falso gli è stato consegnato dalla sua struttura di via Arenula, sulla liberazione del torturatore libico Almasri. Il passo indietro a lui, e l’assunzione di responsabilità alla premier.

«Meloni venga in Parlamento a riferire», insiste Elly Schlein. «Governo di bugiardi», li fotografa Giuseppe Conte. Insieme, con i colleghi della minoranza, prima alla Camera e poi al Senato, hanno chiesto un’informativa del ministro della Giustizia e, quindi, della presidente del Consiglio. Un altro pressing nelle ore in cui pesa il clamoroso smacco della Libia, con il respingimento martedì, a Bengasi, del titolare dell’Interno Matteo Piantedosi, costretto a rientrare con l’ordine «di lasciare immediatamente il territorio», insieme agli omologhi maltese e greco. Su Almasri il chiarimento in aula sarà ineludibile, ma certo non è alle porte. «Ci vuole tempo a organizzare un’informativa», avverte Luca Ciriani, ministro dei Rapporti col Parlamento.

Il tempo servirà a moltiplicare le domande: tutti mentivano? Le carte in mano ai giudici proverebbero che Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto di via Arenula, sapeva, e chiedeva “prudenza” via mail sull’arresto di Almasri fin dal pomeriggio di domenica 19 gennaio, ma Nordio afferma in Parlamento che al ministero hanno saputo solo il lunedì 20, anche per questo sfumò la cattura definitiva del generale, accusato di stupri di minori e crimini contro l’umanità. E c’è chi ricorda le parole che la presidente del Consiglio sibilò contro Lo Voi. Solo per domandare: ora chi è che ha ferito l’onore del Paese.

«Quello che sta accadendo è un danno alla nazione», s’indignò la premier, nel video postato per i cittadini, quando il procuratore di Roma osò trasmetterle notizia dell’invio dell’indagine sui misteri del caso Almasri. La segretaria Pd ribalta quelle parole. «Ci aspettiamo che la premier torni alle Camere a chiarire una vicenda che lede fortemente credibilità e dignità dell’Italia», chiede Schlein. «Proprio nel giorno in cui si scopre che il governo di Giorgia Meloni, che poteva trattenere Almasri ma invece l’ha liberato e riaccompagnato comodamente a casa con un volo di Stato, avrebbe detto il falso in Parlamento perché il governo sarebbe stato informato poco dopo l’arresto, diversamente da quanto affermato da Nordio». Ma mentire in aula «significa mentire al Paese: e mentire al Paese è una pratica che una democrazia non può non produrre conseguenze».

È sferzante il leader M5s. «Dicono no al salario minimo e per giunta aumentano le tasse. Sono stati bugiardi anche sul caso Almasri – dice Conte – Abbiamo rimpatriato con un volo di Stato uno stupratore di bambini e adesso abbiamo le prove. Nordio vada a casa, sono un governo di bugiardi». Anche Renzi offre l’imbarazzante ricostruzione: «Sulla vicenda Almasri ormai è tutto chiaro: Meloni ha mentito nel video da Palazzo Chigi, Nordio ha mentito al Parlamento. Mi preoccupa questo, non mi interessa la vicenda giudiziaria o l’avviso di garanzia». Mentre da Avs, Nicola Fratoianni si chiede: «Quando la principale collaboratrice del ministro della Giustizia invita ad utilizzare la massima segretezza e sistemi di comunicazione “riservati” che cosa si vuole nascondere di tanto imbarazzante, se non una violazione delle norme? Quando Nordio dice il falso al Parlamento, cosa deve aspettare una premier per farlo dimettere?».

Non è solo questione politica, analizza Angelo Bonelli, «ma istituzionale. Nordio aveva detto che era venuto a conoscenza dell’arresto del libico il 20 gennaio, notizia sconfessata dagli atti. Ma Nordio deve dimettersi anche perché ha consentito che un criminale fosse liberato e riportato con un aereo di Stato a casa». Nella sua Libia che proprio ieri attraverso la Procura generale – beffardo segnale – ha emesso un ordine di comparizione, con gravissime accuse, per il torturatore salvato da Roma.

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