“Stiamo facendo un viaggio nelle realtà industriali del Paese, si avvia un percorso per ascoltare, cosa che non sta facendo il governo di Giorgia Meloni”. Elly Schlein apre la conferenza del Pd sulle Politiche industriali dal titolo “Le rotte del futuro”, organizzata dal responsabile Forum industria Andrea Orlando. “La promessa e l’impegno è quella che il vostro contributo non rimarrà qui dentro ma andrà ad arricchire le proposte del Pd sulla politica industriale che serve al Paese e all'Europa. Il governo non lo sta facendo. Dazi e costo dell’energia sono i problemi più grandi”.
Dunque la segretaria Pd chiede alla premier di non sottovalutare l’impatto dei dazi “per le sue amicizie”. “Più ancora della tariffa – spiega - i danni li fa l'incertezza. E questo signore che governa oggi gli Stati Uniti, nostro importante partner a cui non vogliamo rinunciare nonostante le difficoltà, è un signore che via tweet si permette di generare, da quando si è insediato, otto mesi di incertezza, che …
“Stiamo facendo un viaggio nelle realtà industriali del Paese, si avvia un percorso per ascoltare, cosa che non sta facendo il governo di Giorgia Meloni”. Elly Schlein apre la conferenza del Pd sulle Politiche industriali dal titolo “Le rotte del futuro”, organizzata dal responsabile Forum industria Andrea Orlando. “La promessa e l’impegno è quella che il vostro contributo non rimarrà qui dentro ma andrà ad arricchire le proposte del Pd sulla politica industriale che serve al Paese e all'Europa. Il governo non lo sta facendo. Dazi e costo dell’energia sono i problemi più grandi”.
Dunque la segretaria Pd chiede alla premier di non sottovalutare l’impatto dei dazi “per le sue amicizie”. “Più ancora della tariffa – spiega - i danni li fa l'incertezza. E questo signore che governa oggi gli Stati Uniti, nostro importante partner a cui non vogliamo rinunciare nonostante le difficoltà, è un signore che via tweet si permette di generare, da quando si è insediato, otto mesi di incertezza, che sono per il nostro Paese il peggior nemico allo sviluppo. Il dato delle imprese italiane che hanno ritardato i propri investimenti a causa di questa incertezza è pari al 58 per cento. I dazi ancora prima di essere firmati, il 2 aprile di quest'anno, avevano già cominciato a fare danni all'economia italiana".
"C'è una enorme preoccupazione perché – sottolinea ancora Schlein - al di là di quanto Meloni minimizzi per non urtare la sensibilità di Trump, i dazi sarebbero un danno disastroso per la nostra economia, una economia fortemente votata all'export. Anche soltanto i dazi al 10% vorrebbe dire 20 miliardi di export in meno nel 2026 e il rischio di perdere 118 mila posti di lavoro. Quindi non ci possiamo permettere che per le sue amicizie politiche Meloni sottovaluti questo impatto”.
Il Pd vuole così avviare un percorso diverso. “Vogliamo far emergere – dice Orlando - le nostre proposte per l'alternativa, confrontarci con le forze del lavoro e delle imprese e cercare un terreno comune con le altre forze dell'opposizione. Dobbiamo evitare di restare incastrati nella trappola della destra che da un lato destruttura le politiche europee in atto e impedisce all'Unione di esercitare un ruolo nell'ambito delle politiche industriali, facendo crescere il rischio di una sostanziale colonizzazione produttiva del nostro continente e dall'altro addossa all'Europa le proprie inadeguatezza. Per questo la sfida è duplice, dare una base di massa collegandosi ai corpi sociali europei alla battaglia per la re-industrializzazione e sfidare il governo Meloni con un Piano nazionale per l'industria. L'Europa non può essere usata come alibi per evitare di fare ciò che si può fare nella dimensione nazionale".