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L’Anci scrive al Viminale: “Le città non sono sicure, servono agenti e risorse”

(ansa)

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La lettera dei sindaci a Piantedosi: “Chiediamo un confronto”. L’appello rivolto anche al Guardasigilli: “Troppi recidivi”
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La lettera è stata protocollata al Viminale qualche giorno fa. E rimbalza tra i sindaci dello Stivale, crucciati, come scrive il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, dal fatto di avere risorse «assolutamente insufficienti» per far fronte ai problemi «crescenti» legati alla sicurezza. Il sindaco di Napoli, eletto col centrosinistra e dal novembre scorso al timone dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, ha sentito in questi mesi i colleghi di tutti gli schieramenti. Non è insomma una missiva di parte, quella atterrata sulla scrivania del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

I toni, pur cordiali, sono schietti. I sindaci italiani sollecitano più soldi e più agenti da schierare, soprattutto «nelle aree più difficili delle nostre città». Al governo dei “decreti sicurezza”, i Comuni chiedono di «avviare un confronto sulle problematiche relative alla sicurezza urbana, complesse e crescenti». Il tema, si legge nella lettera datata 3 luglio, «fa capo allo Stato e al governo na…

La lettera è stata protocollata al Viminale qualche giorno fa. E rimbalza tra i sindaci dello Stivale, crucciati, come scrive il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, dal fatto di avere risorse «assolutamente insufficienti» per far fronte ai problemi «crescenti» legati alla sicurezza. Il sindaco di Napoli, eletto col centrosinistra e dal novembre scorso al timone dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, ha sentito in questi mesi i colleghi di tutti gli schieramenti. Non è insomma una missiva di parte, quella atterrata sulla scrivania del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

I toni, pur cordiali, sono schietti. I sindaci italiani sollecitano più soldi e più agenti da schierare, soprattutto «nelle aree più difficili delle nostre città». Al governo dei “decreti sicurezza”, i Comuni chiedono di «avviare un confronto sulle problematiche relative alla sicurezza urbana, complesse e crescenti». Il tema, si legge nella lettera datata 3 luglio, «fa capo allo Stato e al governo nazionale», ma tocca poi alle amministrazioni locali far fronte al contrasto «al degrado urbano, al disagio sociale, alla diffusione di quei fenomeni che provocano maggiore allarme sociale». Gli enti locali però oggi si ritrovano «senza strumenti e risorse necessarie ed autonome per bilanciare e calibrare gli interventi». Da qui la richiesta di «un momento di confronto e valutazione» con Piantedosi, «per provare ad imprimere un salto di qualità».

Per l’Anci «servono certamente risorse ed anche una maggiore flessibilità nell’utilizzo delle stesse», considerato che ad oggi «l’unico fondo finalizzato alla sicurezza urbana è assolutamente insufficiente». Altra richiesta: «Servono risorse umane ed un rafforzamento del corpo di polizia municipale», oltre a una maggiore condivisione dei «piani di dislocazione delle forze dell’ordine» e un rafforzamento dei «sistemi di illuminazione e di videosorveglianza».

L’ultima richiesta riguarda il Guardasigilli, Carlo Nordio. L’Anci chiede al governo una «strategia che coinvolga anche l’amministrazione della giustizia contro i reati predatori comuni, che vedono una costante recidiva e quindi una scarsissima effettività della sanzione e che concorrono significativamente alla concreta insicurezza dei cittadini». Per questo l’Anci chiede un vertice non solo con Piantedosi, ma anche con il ministro della Giustizia.

Secondo fonti governative, il pressing dei sindaci non rimarrà inascoltato. Almeno nella forma: lunedì Piantedosi ha incontrato i sindaci di Milano, Roma e Napoli, proprio per discutere di sicurezza. Mentre il vertice chiesto dall’Anci alla fine è stato fissato per martedì prossimo.

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