✕

Libia, boom di sbarchi. Von der Leyen e Meloni: sì a una nuova missione

(ansa)

Ascolta l'audio

Il parlamento greco ha approvato lo stop dell’esame delle domande di asilo per gli stranieri in arrivo dal nord Africa via mare
2 minuti di lettura

l dialogo tra Europa e Libia sui flussi migratori tra la sponda africana e quella europea del Mediterraneo andrà avanti. Nonostante la delegazione di ministri europei, tra i quali anche l’italiano Matteo Piantedosi, sia stata respinta appena qualche giorno fa dopo aver raggiunto la Libia. È un portavoce della Commissione Ue a rendere noto che a margine della conferenza di Roma sull’Ucraina «la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, la premier Giorgia Meloni, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, e il primo ministro maltese Robert Abela hanno concordato di proseguire il dialogo con la Libia e di continuare con l’approccio del Team Europe, decidendo di rinviare la delegazione in Libia per proseguire la visita».

Un annuncio che arriva nella stessa giornata in cui i dati dell’Unhcr smentiscono il governo Meloni, dimostrando come gli sbarchi in Italia dalla Libia siano pressoché raddoppiati nell’ultimo anno. Numeri alla mano, delle 31.238 persone migranti arrivate in …

l dialogo tra Europa e Libia sui flussi migratori tra la sponda africana e quella europea del Mediterraneo andrà avanti. Nonostante la delegazione di ministri europei, tra i quali anche l’italiano Matteo Piantedosi, sia stata respinta appena qualche giorno fa dopo aver raggiunto la Libia. È un portavoce della Commissione Ue a rendere noto che a margine della conferenza di Roma sull’Ucraina «la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, la premier Giorgia Meloni, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, e il primo ministro maltese Robert Abela hanno concordato di proseguire il dialogo con la Libia e di continuare con l’approccio del Team Europe, decidendo di rinviare la delegazione in Libia per proseguire la visita».

Un annuncio che arriva nella stessa giornata in cui i dati dell’Unhcr smentiscono il governo Meloni, dimostrando come gli sbarchi in Italia dalla Libia siano pressoché raddoppiati nell’ultimo anno. Numeri alla mano, delle 31.238 persone migranti arrivate in Italia dal l° gennaio al 7 luglio, quasi 27mila sono partite dai porti di Tripolitana e Cirenaica (lo scorso anno erano state 14mila).

Ma nonostante i premier di Italia, Grecia e Malta abbiano concordato con von der Leyen di rinviare la delegazione Ue in Libia, ieri il Parlamento ellenico ha approvato la sospensione di tre mesi dell’esame delle domande di asilo per i migranti provenienti dal nord Africa via mare. La misura era stata annunciata lo scorso mercoledì proprio dal premier Mitsotakis, in risposta all’aumento degli sbarchi, sulle coste di Creta, dei migranti salpati dalla Libia.

Il testo prevede anche la creazione di una struttura chiusa permanente a Creta per i migranti e la reclusione fino a cinque anni per chiunque decida di rimanere in Grecia dopo che la sua domanda di asilo è stata rifiutata. Lo dice espressamente il ministro dell’Immigrazione, Thanos Plevris: «Da questo momento in poi, la strada per i migranti clandestini sarà la prigione o l’espulsione». Il ministro ha anche definito la pressione migratoria dalla Libia «un’operazione di invasione dell’Europa», sostenendo che «sulle coste della Libia occidentale si trovano 3 milioni di migranti. Se il flusso venisse permesso, allora dovremmo parlare di sostituzione della popolazione».

La Grecia, dunque, si prepara a frenare gli sbarchi, ma le organizzazioni umanitarie insorgono: «Nel momento stesso in cui la Grecia approva quel provvedimento - osserva Erasmo Palazzotto, capo missione del progetto Tom (tutti gli occhi sul Mediterraneo) di Arci - viola la convenzione di Ginevra e viola anche, è bene ricordarlo, la carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. E questa cosa avviene nel silenzio assoluto». In Italia, intanto, non si placano le polemiche attorno a quella che il Pd chiama la «figuraccia» di Piantedosi in Libia. Per la vicepresidente dem, Chiara Gribaudo, «il governo sminuisce il respingimento del ministro, dimostrando quanto sia ridicolo. Peccato che la situazione sia drammatica. Per un giorno il ministro si è sentito come i migranti si sentono sempre».

Critica anche Italia Viva: per il vicepresidente dei renziani, Davide Faraone, «ad andare dietro le parole della propaganda di Meloni, si scopre una realtà lontana anni luce dagli slogan del governo: gli arrivi sono quasi raddoppiati. Ecco i risultati del governo del blocco navale e della deterrenza dei centri in Albania. E questo nonostante l’umiliazione fatta patire a Piantedosi a Bengasi. La verità è una sola: con il centrodestra il Mediterraneo è diventato un colabrodo».

Leggi i commenti