Cattaneo (FI) alla Lega: “Sui dazi serve una voce unica. Errore sparare adesso sull’Europa”
di Ernesto Ferrara“Adesso sui dazi dobbiamo rimanere uniti. Parlare con un’unica voce come governo. Niente falli di reazione a Trump e negoziare negoziare negoziare. Senza sparare sull’Europa perché non serve”. Avverte di non voler fare polemica ma un messaggio alla Lega lo lancia Alessandro Cattaneo, deputato, ex capogruppo di FI alla Camera, ora responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia. Le parole del sottosegretario leghista al lavoro Claudio Durigon di oggi a Repubblica sui dazi non sono andate particolarmente a genio ai forzisti: “Ci troviamo in questa situazione per colpa dell’Europa: di questa Unione guidata da Ursula von der Leyen a completa trazione tedesca”, ha detto l’esponente del Carroccio. “Da liberale non ho imbarazzo nel dire che i dazi sono una ricetta economica sbagliata , detto questo dobbiamo ora rimanere lucidi. Ognuno le sue sensibilità e le porta dentro l’esperienza di governo. L’importante però poi è parlare compatti. E quello lo sta facendo bene Giorgia Meloni”.
Cattaneo, s…
“Adesso sui dazi dobbiamo rimanere uniti. Parlare con un’unica voce come governo. Niente falli di reazione a Trump e negoziare negoziare negoziare. Senza sparare sull’Europa perché non serve”. Avverte di non voler fare polemica ma un messaggio alla Lega lo lancia Alessandro Cattaneo, deputato, ex capogruppo di FI alla Camera, ora responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia. Le parole del sottosegretario leghista al lavoro Claudio Durigon di oggi a Repubblica sui dazi non sono andate particolarmente a genio ai forzisti: “Ci troviamo in questa situazione per colpa dell’Europa: di questa Unione guidata da Ursula von der Leyen a completa trazione tedesca”, ha detto l’esponente del Carroccio. “Da liberale non ho imbarazzo nel dire che i dazi sono una ricetta economica sbagliata , detto questo dobbiamo ora rimanere lucidi. Ognuno le sue sensibilità e le porta dentro l’esperienza di governo. L’importante però poi è parlare compatti. E quello lo sta facendo bene Giorgia Meloni”.
Cattaneo, siete irritati per l'affondo della Lega contro l'Unione europea di Ursula von der Leyen a trazione tedesca che, secondo il partito del vicepremier Salvini, sarebbe colpevole dei dazi al 30% dal primo agosto annunciati dal presidente Usa Donald Trump?
“Sono più forzature giornalistiche queste. Ogni partito porta le sue sensibilità ma ora dobbiamo rimanere uniti. Per essere solidi nella risposta dobbiamo avere un’unica voce. E’ importante anche negoziare non rispondere d’istinto e cercare fino all’ultimo di ridurre l’impatto dei dazi. Come liberali riteniamo siano sbagliati, sarebbe meglio fossero zero. Se però dovessero essere contenute le percentuali forse potrebbero essere assorbite dalla resilienza del nostro sistema produttivo. Viceversa avremmo molte più preoccupazioni. Trump comunque ci ha abituato a mosse e contromosse, vediamo. Adesso occorre rafforzare l’Europa”.
Appunto, va detto ai vostri alleati leghisti.
“Se guardiamo a come sono andate le negoziazioni con Cina e Canada o con i Paesi del Far East, l’Europa è quella che si è mossa in maniera più lucida. Ha cercato la via del dialogo. E della negoziazione parallela con gli Usa anche sul fronte delle spese militari della Nato. Sappiamo che la Germania è quella che avrà il maggior danno dai possibili dazi e abbiamo già sperimentato che la nostra economia è collegata alla loro, specie sul manifatturiero. Dentro un’auto tedesca c’è il 30% di forniture italiane. L’area Euro è interconnessa. E come Europa dobbiamo muoverci. Non si deve sparare sull’Europa, che è uno sport diffuso soprattutto nelle opposizioni. Certo va detto che anche l’Europa deve cambiare, forse dovremo fare e accelerare delle cose che ripetiamo da tempo. L’elezione diretta del presidente della Commissione Ue ad esempio. Forse dovremo pensare ad una Ue a due velocità: i Paesi che ci stanno bene, gli altri no. Ma l’Europa serve. E nella partita sui dazi sarà fondamentale”.
Meloni sta giocando bene il suo ruolo da pontiera con Trump?
“Negli atti parlamentari e nelle decisioni che abbiamo preso come governo l’Italia è un Paese serio, non ci siamo mai divisi, il mandato a Meloni è ampio e coerente e la presidente del Consiglio si sta muovendo bene insieme all’azione di Antonio Tajani in Europa e attraverso la Farnesina. Durigon porta dentro una sensibilità, noi un’altra, nessuna polemica. Il governo nel suo insieme sta facendo bene”.
Sbagliato dunque pensare subito a controdazi come ipotizza Macron?
“Assolutamente. Occorre muoversi con cautela. No a falli di reazione e negoziare negoziare negoziare. Sarebbe controproducente l’atteggiamento di sfida”.