Dopo il caso del film di Kaufman, il ministero della Cultura revoca 66 milioni di credito d'imposta
di Miriam Di PeriIl ministero della Cultura ha passato al setaccio le produzioni cinematografiche che hanno goduto del credito d’imposta. E ha revocato concessioni per 66 milioni di euro. L’annuncio arriva direttamente dal Mic, per voce della sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni. Che precisa anche che il documento di revoca è firmato da Nicola Borrelli, già a capo della direzione generale cinema e audiovisivo, il cui passo indietro dall’incarico è arrivato appena dieci giorni fa, al termine di un lungo faccia a faccia con il ministro, Alessandro Giuli. Nessun riferimento della nota del ministero al caso Kaufman – l’americano accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda di un anno ritrovate a Villa Pamphili a Roma – ma quello che Borgonzoni definisce “un lungo e scrupoloso lavoro di verifica e controllo” arriva soltanto a seguito dei difficili giorni successivi al delitto.
Cult…
Il ministero della Cultura ha passato al setaccio le produzioni cinematografiche che hanno goduto del credito d’imposta. E ha revocato concessioni per 66 milioni di euro. L’annuncio arriva direttamente dal Mic, per voce della sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni. Che precisa anche che il documento di revoca è firmato da Nicola Borrelli, già a capo della direzione generale cinema e audiovisivo, il cui passo indietro dall’incarico è arrivato appena dieci giorni fa, al termine di un lungo faccia a faccia con il ministro, Alessandro Giuli. Nessun riferimento della nota del ministero al caso Kaufman – l’americano accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda di un anno ritrovate a Villa Pamphili a Roma – ma quello che Borgonzoni definisce “un lungo e scrupoloso lavoro di verifica e controllo” arriva soltanto a seguito dei difficili giorni successivi al delitto.
Cultura, il ministro Giuli: "Nessun rapporto diretto tra il Ministero e Kaufmann"
A fine giugno era stato proprio il ministro Giuli a sottolineare in risposta al question time al Senato che “nessun film fantasma” avrebbe più potuto “approfittare delle risorse pubbliche. Basta sprechi e truffe: i soldi dei contribuenti andranno solo a chi fa davvero cinema”. Nessun riferimento esplicito, appunto, ma a monte si intravedeva la vicenda di Stelle della notte (film mai realizzato) per il quale Kaufman, alias Rexal Ford, regista, aveva ricevuto dal ministero un finanziamento di 860 mila euro.
Adesso il ministero rende noto il lavoro complessivo fatto sulle richieste di credito d’imposta che erano già state esitate: 66 milioni verranno revocati, mentre altre richieste per 22 milioni di euro sono state respinte.
“L'attività di vigilanza – osserva Borgonzoni – si inserisce in una più ampia e articolata azione ispettiva avviata su diverse centinaia di opere audiovisive, svolta in collaborazione con la guardia di Finanza e finalizzata ad accertare la correttezza nell'utilizzo delle risorse pubbliche destinate al sostegno dell'industria cinematografica e audiovisiva nazionale”.
Secondo la sottosegretaria, “le verifiche delle domande formalmente regolari, sono state condotte mediante l'acquisizione e l'approfondita analisi di ulteriori documenti e attraverso controlli incrociati. E hanno permesso di accertare la non spettanza del beneficio – spiega ancora Borgonzoni -. A seguito di tali accertamenti, oltre alla revoca dei 66 milioni già concessi, non sono state approvate e risultano quindi respinte richieste di credito d'imposta per ulteriori 22 milioni di euro”.
“Si tratta di una delle azioni della Dgca del Mic, che si inserisce nel quadro più generale delle varie modifiche messe in atto per tutelare uno strumento che nel tempo ha dimostrato di poter essere esposto ad abusi e utilizzi impropri di risorse pubbliche. L'obiettivo prioritario è quello di garantire che gli strumenti a disposizione continuino a sostenere le imprese realmente meritevoli, nel rispetto dei principi di trasparenza, legalità e corretta gestione delle risorse pubbliche. Un lungo lavoro durato anni e intensificatosi negli ultimi mesi", evidenzia la sottosegretaria.
Capitolo chiuso? Affatto. Il vaso di Pandora rischia di essere stato appena sollevato: "Le attività ispettive – è l'impegno di Borgonzoni - proseguiranno con un potenziamento del sistema di controlli e grazie anche alle nuove unità di personale in arrivo, per assicurare un utilizzo equo, efficiente e conforme dei fondi pubblici, contribuendo così a rafforzare la competitività e l'integrità del comparto audiovisivo italiano, su cui stiamo lavorando io e il ministro Giuli".