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Procaccini (FdI): “Un errore attaccare ora von der Leyen, bisogna sostenere l’Europa”

Nicola Procaccini 
Intervista all’eurodeputato di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo dei conservatori Ecr
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ROMA – «Sosteniamo adesso la Commissione Ue di Ursula von der Leyen e non pensiamo a trattative tra singoli Paesi e controdazi». Nicola Procaccini, europarlamentare di FdI e co-presidente del gruppo dei conservatori Ecr chiede unità e risponde così, indirettamente, alle ultime uscite della Lega.

Cosa pensa debba fare in questo momento von der Leyen?

«Quello che adesso sta facendo: ovvero trattare il più possibile. Ancora è tutto aperto, la data di entrata in vigore dei dazi è stata spostata di mese in mese. Quando sento parlare di controdazi per me è una assurdità».

Ma voi sostenete Ursula? Perché sulla sfiducia siete usciti?

«La mozione non era contro la von der Leyen, ma contro la Commissione di cui fa parte l’italiano e collega di partito Raffae…

ROMA – «Sosteniamo adesso la Commissione Ue di Ursula von der Leyen e non pensiamo a trattative tra singoli Paesi e controdazi». Nicola Procaccini, europarlamentare di FdI e co-presidente del gruppo dei conservatori Ecr chiede unità e risponde così, indirettamente, alle ultime uscite della Lega.

Cosa pensa debba fare in questo momento von der Leyen?

«Quello che adesso sta facendo: ovvero trattare il più possibile. Ancora è tutto aperto, la data di entrata in vigore dei dazi è stata spostata di mese in mese. Quando sento parlare di controdazi per me è una assurdità».

Ma voi sostenete Ursula? Perché sulla sfiducia siete usciti?

«La mozione non era contro la von der Leyen, ma contro la Commissione di cui fa parte l’italiano e collega di partito Raffaele Fitto. Quella mozione era velleitaria e sbagliata nell’obiettivo. Ricordo che prima al posto di Fitto c’era Timmermans, il propositore del green deal».

Non è un problema per il partito della premier stare in Europa in un gruppo che ha chiesto la sfiducia?

«I colleghi che l’hanno proposta sono all’opposizione nel proprio paese. Mi rendo conto che ci sono delle contraddizioni ma questo perché i gruppi europei sono più complessi».

E in Italia la posizione della Lega non vi crea imbarazzo?

«Nella posizione della Lega ci possono essere cose che condivido, come i cosiddetti autodazi che l’Ue si è imposta e che sfavoriscono la competitività europea. Quello che non condivido è il tema di trattare singolarmente. La nostra forza verso gli Usa è essere un mercato comune di 500 milioni di persone. L’Italia da sola sarebbe debole».

Il governo Meloni si è detto sempre “ponte” con Trump? Ma intanto è arrivata la lettera con il 30 per cento di dazi.

«Sono convinto che se c’è ancora una trattativa è anche merito del ruolo che sta avendo la premier per facilitare il dialogo. Ma è evidente che sia noi sia Trump pensiamo ai nostri interessi reciproci. La politica estera non è fatta di amici e nemici ma di interessi che si scontrano e si incontrano. Meloni sta lavorando per il dialogo. A differenza di pensa ora a muscolari».

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