Sotto inchiesta e a processo in numerose procure e tribunali per violenza squadrista e tentata ricostituzione del partito fascista; abusivi in un palazzo pubblico nel centro di Roma – a due passi da Montecitorio – che occupano da 22 anni, dove ha sede il movimento e dove dirigenti e militanti abitano con le famiglie. Insomma: non proprio le credenziali migliori per presentare una proposta di legge da portare in Parlamento. Ma CasaPound lo fa. I “fascisti del terzo millennio” – autodefinizione – hanno annunciato sui canali ufficiali l’intenzione, dopo l’estate, di “portare la remigrazione” alla Camera e al Senato della Repubblica. Come? Con, appunto, una proposta di legge ad hoc alla quale – stando a quanto spiegano i vertici della tartaruga frecciata neofascista – starebbero lavorando “tecnici, esperti e costituzionalisti”. Come riportato in un articolo sul Primato Nazionale – l’house organ del movimento – e come spiegato in un video sul canale Telegram dal portavoce Luca Marsella, la…
Sotto inchiesta e a processo in numerose procure e tribunali per violenza squadrista e tentata ricostituzione del partito fascista; abusivi in un palazzo pubblico nel centro di Roma – a due passi da Montecitorio – che occupano da 22 anni, dove ha sede il movimento e dove dirigenti e militanti abitano con le famiglie. Insomma: non proprio le credenziali migliori per presentare una proposta di legge da portare in Parlamento. Ma CasaPound lo fa. I “fascisti del terzo millennio” – autodefinizione – hanno annunciato sui canali ufficiali l’intenzione, dopo l’estate, di “portare la remigrazione” alla Camera e al Senato della Repubblica. Come? Con, appunto, una proposta di legge ad hoc alla quale – stando a quanto spiegano i vertici della tartaruga frecciata neofascista – starebbero lavorando “tecnici, esperti e costituzionalisti”. Come riportato in un articolo sul Primato Nazionale – l’house organ del movimento – e come spiegato in un video sul canale Telegram dal portavoce Luca Marsella, la presentazione della proposta di legge sulla remigrazione sarà il 6 settembre a Grosseto alla ormai tradizionale festa nazionale di Cpi (acronimo di CasaPound Italia) denominata Direzione Rivoluzione.
“Vogliamo coinvolgere altri movimenti, comunità militanti, associazioni, comitati civici, studenti e lavoratori e chiunque voglia difendere la nostra nazione”, dice Marsella che lancia un roboante appello urbi et orbi: “È il momento della riconquista e ci sarà bisogno anche di te”. Ma in cosa consiste la “proposta politica concreta sulla remigrazione”? CasaPound - che sul tema remigrazione, come altri gruppi neofascisti italiani, ha lanciato da mesi una campagna a tappeto - se la prende con il decreto flussi approvato dal governo Meloni che “prometteva blocchi navali e confini sicuri” e che invece “spalanca le porte a 500mila nuovi immigrati”. All’attacco anche contro lo Ius scholae di cui “si discute nel centrodestra”. Insomma: Cpi – in crisi da tempo, sia politicamente sia nei numeri - prova a rilanciarsi a destra di Meloni e forse anche di Vannacci (anche se Marsella nel video riconosce a quest’ultimo di “parlare chiaro”). Tra un processo e l’altro, dalla sede occupata di via Napoleone III promettono che la proposta di legge sulla remigrazione sarà “un vero documento tecnico attuabile” e che prevede questi punti: “espulsione degli irregolari, rimpatrio volontario di chi non si è mai integrato, stop a nuovi ingressi, priorità assoluta agli italiani”. Ancora il portavoce Marsella: “Lo metteremo nero su bianco per portare la remigrazione in Parlamento e farla votare”.
Fin qui tutto più o meno in linea con le proposte che gruppi e partiti di ultradestra hanno portato avanti quest’anno e che ruotano intorno alla parola chiave “remigrazione”. Ma il punto più interessante sta proprio nelle intenzioni, forse al momento velleitarie, ma chissà, di Cpi: quel “porteremo la proposta di legge in Parlamento”. Come? Grazie a chi? Esistono già degli accordi con qualche forza politica della maggioranza di governo per “portare la remigrazione” alla Camera e al Senato e farla votare? “Non vogliamo il tuo voto, non vogliamo i tuoi soldi, vogliamo la tua presenza, in piazza, è il momento di alzare il livello, di portare la remigrazione nel dibattito politico”, dicono i vertici della formazione neofascista. Ma è evidente che dei parlamentari sensibili alla causa e pronti a fare da traghettatori sono necessari. In questi mesi il partito che più si è esposto sulla remigrazione è la Lega di Matteo Salvini: fece clamore, il 17 maggio scorso, la partecipazione al Remigration Summit organizzato dall’ultradestra europea e xenofoba e ospitato in un teatro cittadino dal sindaco leghista Andrea Cassani, di alcuni esponenti della Lega. A riprova di una piena e totale comunione di intenti sul piano di remigrazione.
Se a offrire una sponda alla proposta di Cpi a settembre in Parlamento potrà essere qualche deputato salviniano, al momento, non è ancora dato sapere. I rapporti tra Lega e CasaPound si interruppero nel lontano 2016 – dopo quasi due anni di feeling e iniziative comuni decise da Matteo Salvini -. Se e cosa possa essere cambiato da allora a oggi è difficile dirlo. E FdI? È ipotizzabile una “collaborazione” – “esterna”, magari non esplicitata – con il primo partito di governo? Numerosi suoi esponenti, negli anni, si sono schierati in difesa di Cpi. Ci sono stati anche rapporti e interlocuzioni politiche “in chiaro”: le partecipazioni di alcuni big – tra cui attuali esponenti di governo – alle kermesse e iniziative dei “fascisti del terzo millennio”, tra gli altri Ignazio La Russa, Andrea Del Mastro, Paola Frassinetti, Carlo Fidanza. Da quando è al governo FdI formalmente tiene le distanze da gruppi come Cpi, anche se esistono terreni di contiguità ideologica e culturale e momenti durante i quali destra di governo e estrema destra “di strada” sembrano idealmente vicini (basti pensare ad Acca Larentia o a Sergio Ramelli). Per capire se e come Cpi scoprirà le sue carte sulla “remigrazione in Parlamento” bisognerà aspettare il 6 settembre.