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Sicurezza, stretta sui furti: intesa Piantedosi-sindaci

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L’Anci al Viminale: va riformata la Cartabia. Il ministro annuncia 65 milioni ai comuni per la videosorveglianza
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L’intesa di massima c’è. E l’obiettivo è arrivare al superamento di alcuni punti della riforma Cartabia, limitatamente ai reati minori. Ma la comunione d’intenti tra i primi cittadini esasperati dal tema sicurezza nelle grandi città e il governo arriva soltanto al termine di una giornata di segnali di fumo, più o meno espliciti. I sindaci dell’Anci lanciano l’allarme sicurezza nei grandi centri con una lettera rivolta al Viminale. Il ministro risponde e li convoca. In serata, Matteo Piantedosi parla di «un clima di grande collaborazione istituzionale e di condivisione dei problemi». Anche il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, lo descrive come un incontro «disteso e cordiale». E insieme lanciano un «tavolo di coordinamento su temi specifici legati alla sicurezza urbana, con un approccio integrato».

Nessuno dei due lo dice apertamente al termine del vertice al Viminale, ma quel che filtra è volontà trasversale sulle modifiche alla Cartabia, su cui c’è una condiv…

L’intesa di massima c’è. E l’obiettivo è arrivare al superamento di alcuni punti della riforma Cartabia, limitatamente ai reati minori. Ma la comunione d’intenti tra i primi cittadini esasperati dal tema sicurezza nelle grandi città e il governo arriva soltanto al termine di una giornata di segnali di fumo, più o meno espliciti. I sindaci dell’Anci lanciano l’allarme sicurezza nei grandi centri con una lettera rivolta al Viminale. Il ministro risponde e li convoca. In serata, Matteo Piantedosi parla di «un clima di grande collaborazione istituzionale e di condivisione dei problemi». Anche il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, lo descrive come un incontro «disteso e cordiale». E insieme lanciano un «tavolo di coordinamento su temi specifici legati alla sicurezza urbana, con un approccio integrato».

Nessuno dei due lo dice apertamente al termine del vertice al Viminale, ma quel che filtra è volontà trasversale sulle modifiche alla Cartabia, su cui c’è una condivisione bipartisan anche all’interno dell’associazione dei sindaci. Un tabù superato già prima del vertice, quando Manfredi ha sottolineato che «c’è un tema sui recidivi, quindi va fatta una valutazione di quello che è stato l’impatto della riforma, su quelli che sono stati ovviamente i risultati in questi mesi, e valutare poi se ci debbano essere dei correttivi e quali». Punto rilanciato poco dopo anche dal procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, che ha parlato di «opportunità di tornare alla procedibilità di ufficio per alcune tipologie di furto, come il furto con destrezza e quello delle auto parcheggiate in strada».

Un appello lanciato nelle stesse ore in cui Piantedosi rispondeva al question time alla Camera impegnandosi a destinare «oltre 65 milioni di euro delle risorse del Fondo sviluppo e coesione assegnate al ministero dell’Interno per la realizzazione di impianti di videosorveglianza, a beneficio in particolare dei Comuni». L’obiettivo è esportare il modello “Roma, Milano, Napoli”: «Ho incontrato al Viminale i sindaci, i prefetti e i questori - osserva il ministro in aula a Montecitorio - L’istituzione delle ‘zone rosse’, nelle sole tre città metropolitane ha consentito di controllare oltre 500 mila persone, con l’adozione di 3.500 provvedimenti di allontanamento a carico di soggetti pericolosi con precedenti penali, di cui il 75% stranieri». In serata, infine, il vertice insieme ai sindaci

Dal gennaio 2023 al 6 luglio scorso, ha proseguito Piantedosi, «sono stati in tutto 1.022 i servizi realizzati nelle tre città, con l’impiego di 72.371 unità delle forze di polizia e 6.300 agenti delle polizie locali. Oltre 655 mila sono state le persone controllate, 1.378 quelle arrestate e più di 1.400 gli stranieri espulsi».

E d’altronde se il caso è stato sollevato da sindaci di centrodestra e di centrosinistra, il tema evidentemente esiste ovunque, e supera le divisioni politiche. I sottosegretari della Lega sono già al lavoro per varare decreti in questa direzione e il M5s ha fatto intendere che, nel merito, ci starebbe.

Il problema, in sintesi, è che al momento ai sensi della Cartabia per arrestare un borseggiatore serve la querela del derubato. Non basta che lo additi un testimone: senza la denuncia del diretto interessato il poliziotto o il carabiniere non possono intervenire. E poiché le vittime sono spesso turisti, sono pochi quelli che si sottopongono all’iter burocratico. Questo i malviventi l’hanno capito bene, e l’effetto è una sostanziale impunità di chi commette in modo seriale piccoli reati contro la proprietà come i furti con destrezza. Adesso un nuovo asse tra sindaci e governo potrebbe portare a una proposta di modifica bipartisan.

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