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Braga: “Nessuna ambiguità, il Pd rimane al fianco di Sala”

Chiara Braga 

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Intervista alla capogruppo dem alla Camera: “La maggioranza è garantista con gli amici e giustizialista con gli avversari. Noi ci fidiamo dei magistrati”
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«Noi abbiamo massima fiducia nel lavoro della magistratura e siamo i primi a chiedere che le indagini chiariscano se ci sono responsabilità individuali», premette Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera, «però non consentiamo alla destra — garantista con gli amici sotto processo o condannati come Santanchè e Delmastro, ma giustizialista con gli avversari — di screditare il buon governo delle giunte di centrosinistra a Milano».

Voi però le dimissioni di Santanchè e Delmastro le avete chieste. Farete lo stesso con Sala?

«Sono situazioni molto diverse. Delmastro è stato condannato in primo grado per ragioni attinenti al suo mandato e continua a fare il sottosegretario. Santanchè è stata rinviata a giudizio con accuse pesanti e sta ancora al governo».

E quindi, il sindaco di Milano deve restare o no?

«Il Pd è al fianco del sindaco e della sua giunta, convinto della correttezza del suo operato, della serietà e del coraggio con cui ha guidato la città in anni difficili e di trasformazio…

«Noi abbiamo massima fiducia nel lavoro della magistratura e siamo i primi a chiedere che le indagini chiariscano se ci sono responsabilità individuali», premette Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera, «però non consentiamo alla destra — garantista con gli amici sotto processo o condannati come Santanchè e Delmastro, ma giustizialista con gli avversari — di screditare il buon governo delle giunte di centrosinistra a Milano».

Voi però le dimissioni di Santanchè e Delmastro le avete chieste. Farete lo stesso con Sala?

«Sono situazioni molto diverse. Delmastro è stato condannato in primo grado per ragioni attinenti al suo mandato e continua a fare il sottosegretario. Santanchè è stata rinviata a giudizio con accuse pesanti e sta ancora al governo».

E quindi, il sindaco di Milano deve restare o no?

«Il Pd è al fianco del sindaco e della sua giunta, convinto della correttezza del suo operato, della serietà e del coraggio con cui ha guidato la città in anni difficili e di trasformazioni profonde. Questo lavoro deve continuare nell’interesse della città».

Ma allora perché siete stati così timidi, avete impiegato molte ore per uscire a sua difesa con una nota del segretario provinciale del Pd?

«Nessuna timidezza. Il dialogo fra lui e Schlein è stato costante e continuo. Le notizie sull’inchiesta sono trapelate nella notte, abbiamo avuto la necessità di capire. Non c’è nessuna ambiguità nel sostenere Sala e nel seguire con attenzione l’evolversi della situazione».

Per l’assessore Tancredi i pm chiedono l’arresto: almeno lui, deve fare un passo indietro?

«Ha dato la disponibilità a dimettersi, un gesto importante e opportuno non solo per tutelare se stesso ma anche nell’interesse della coalizione che amministra la città».

Milano è stata governata bene?

«Milano è cambiata molto, ha vissuto delle trasformazioni positive sotto il profilo ambientale, del trasporto pubblico e della inclusione sociale, ma questa crescita impetuosa ha generato delle contraddizioni che devono essere affrontate. Il Pd è stato un fattore di spinta per rinnovare e migliorare le politiche a partire da una svolta nell’urbanistica: il nuovo Pgt è uno strumento essenziale per risolvere il tema del bisogno di casa e del diverso equilibrio tra interessi privati, quando legittimi, e il valore pubblico da redistribuire a tutela della fasce che fanno più fatica e rischiano di restare escluse da questi processi di trasformazione».

Il presidente del Senato La Russa la pensa diversamente: l’inchiesta per lui dimostra l’inadeguatezza delle giunte di sinistra.

«C’è una destra sempre pronta a speculare sulle indagini della magistratura per colmare la propria inconsistenza politica. È solo propaganda. Ed è grave che ad agitarla sia la seconda carica dello Stato. Lo sanno pure i sassi che La Russa ha un disegno e un interesse sulla città di Milano».

FdI e Lega hanno chiesto a Sala di andar via. FI, Nm, persino la premier si sono sfilati. Che segnale è?

«Prendo atto che non tutti a destra usano i toni e le argomentazioni del presidente del Senato. Per fortuna non si riconoscono nelle sue parole. Vedo una differenza significativa: il giudizio sull’operato di Sala e della sua giunta non può essere travisato da un giudizio strumentale».

Però anche il M5S, sulla carta vostro alleato, ha chiesto il passo di lato del sindaco. Non è uno sfregio?

«Il M5S a Milano è all’opposizione non certo da oggi e alcuni toni non sono condivisibili. Però con loro stiamo costruendo coalizioni competitive nelle regioni e in Parlamento condividiamo tante battaglie. Certo, alcune uscite fanno dispiacere, ma non pregiudicano il lavoro positivo che stiamo facendo insieme».

Per il ministro Crosetto le toghe vogliono sostituire il legislatore. È d’accordo?

«No, sono due piani diversi e non sovrapponibili. Anche qui: usare questa vicenda per attaccare la magistratura è deprimente».

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