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Gaza, Mattarella: “Sparare e uccidere sui luoghi di preghiera è contro attese dell’umanità”

Sergio Mattarella a Tesero (ansa)

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Il capo dello Stato in Trentino ricorda la strage di Stava: “Sviluppo sostenibile una conquista ottenuta a caro prezzo”
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TESERO (TRENTO) – "Oggi sentiamo lo Stato vicino", dice dal palco del teatro comunale il sindaco della piccola Tesero, Massimiliano Deflorian, e mentre parla ha il fiatone per l'emozione. Sergio Mattarella è seduto in prima fila ed è qui, in questa valle tra Bolzano e Trento, per commemorare i 40 anni dalla strage di Stava, una tragedia che dimostra come "la mancanza di controllo, etica e responsabilità nella ricerca del profitto" può uccidere: allora morirono 268 persone, 28 erano bambini. Una frana proveniente dai bacini minerari di Prestavel finì a giù valle, col fiume di fango che correva a 90 chilometri orari.

Il presidente della Repubblica prima porta una corona di fiori al cimitero, poi arriva alla celebrazione pubblica, accolto da cittadini e turisti che sventolano le bandierine dell'Italia. Alla cerimonia parlano anche sopravvissuti, è memoria ma anche riflessione sul presente: Stava, la non lontanissima Vajont, l'ambientalismo di Alex Langer che veniva da qui e la fondazione…

TESERO (TRENTO) – "Oggi sentiamo lo Stato vicino", dice dal palco del teatro comunale il sindaco della piccola Tesero, Massimiliano Deflorian, e mentre parla ha il fiatone per l'emozione. Sergio Mattarella è seduto in prima fila ed è qui, in questa valle tra Bolzano e Trento, per commemorare i 40 anni dalla strage di Stava, una tragedia che dimostra come "la mancanza di controllo, etica e responsabilità nella ricerca del profitto" può uccidere: allora morirono 268 persone, 28 erano bambini. Una frana proveniente dai bacini minerari di Prestavel finì a giù valle, col fiume di fango che correva a 90 chilometri orari.

Il presidente della Repubblica prima porta una corona di fiori al cimitero, poi arriva alla celebrazione pubblica, accolto da cittadini e turisti che sventolano le bandierine dell'Italia. Alla cerimonia parlano anche sopravvissuti, è memoria ma anche riflessione sul presente: Stava, la non lontanissima Vajont, l'ambientalismo di Alex Langer che veniva da qui e la fondazione che porta il suo nome che porta avanti il ricordo della strage, storie dove tutto si lega, "non è concepibile pensare come avviene ancora oggi solo alla massimizzazione del profitto", spiega l'economista Stefano Zamagni.

Poi parla la prima carica dello Stato: "Le ragioni della vita devono venire prima dello sfruttamento", esordisce. "Qui vi sono state responsabilità delle aziende coinvolte, con l'errata concezione del rapporto tra uomo e ambiente, dove profitti e lavoro si ritenevano superiori all'etica civile". Cultura, istituzioni, economia e società devono riflettere e porsi l'obiettivo della conversione ecologica, sottolinea Mattarella, perché le risorse naturali "non devono essere sfruttate senza ritegno". Per tutte queste ragioni è "necessario riconciliarsi con l'ambiente, in armonia con i territori", una necessità per il presente e il futuro che "riguarda anche la coesione sociale e la democrazia".

Avverte ancora il capo dello Stato: "La prospettiva dello sviluppo sostenibile è stata una conquista conseguita a caro prezzo, una conquista della quale talvolta sembra che taluni vogliano liberarsi, quasi fosse un fastidio anziché un investimento col futuro". Il progresso quindi "non si misura sulla base del profitto economico che se ne ricava, indifferente ai costi sociali, ambientali, umani".

La platea alla fine applaude in piedi, fuori si sentono le campane che suonano a festa mentre sullo schermo vengono rimandate le immagini del 1985: oltre ai morti e decine di feriti, la frana distrusse alberghi, case, fattorie, capannoni, ponti. La causa di tutto fu l’instabilità dei bacini stessi, che non erano stati messi in sicurezza e soprattutto sarebbero dovuti stare a valle. Furono condannati in dieci, ma nessuno di loro scontò la pena. Un'altra e ulteriore ferita mai sanata.

Mattarella nell'anniversario del disastro in Val di Stava: "Lo sviluppo sostenibile è una conquista"

Ma la giornata di Mattarella non si è conclusa a Tesero: l’altra tappa è a Rovereto, per la celebrazione del centenario della campana dei caduti. Il tema del suo intervento davanti alle autorità non poteva non essere la ricerca della pace e la condanna della guerra, delle occupazioni, del terrorismo, della violenza.

Il presidente della Repubblica non cita l’invasione russa, né le stragi israeliane di palestinesi a Gaza o il 7 ottobre ad opera di Hamas. Ma i riferimenti nelle sue parole sono chiari: “Assistiamo a massacri di giovani a festeggiare ascoltando musica, ma non ci si limita al pur triste compito di colpire soldati contrapposti: si spara e si uccide su luoghi di preghiera, si spara dove si distribuisce acqua a chi ha sete e pane a chi ha fame. Si colpiscono anche i soccorritori che prestano aiuto ai feriti, e tutto questo non solo un contrasto radicale con le attese dell’umanità ma genera altre violenze”, rimarca Mattarella.

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