Onorevole Serracchiani, ha ragione Nordio quando dice che nei paesi civili non si impugnano le assoluzioni?
«Intanto dovrebbe dirci quali sono questi paesi civili perché far riferimento a ordinamenti che sono profondamente diversi e lontani dal nostro non è solo fuorviante, è un errore da matita rossa. In secondo luogo, il ministro mi sembra ignorante nel senso etimologico della parola, cioè ignora che nel nostro ordinamento l’art. 111 della Costituzione prevede che tutte le sentenze sono ricorribili per Cassazione: un principio che noi dobbiamo a un grande giurista, quello sì sopraffino, che è Piero Calamandrei».
Principio che il Guardasigilli ha promesso di cancellare poiché, sono parole sue, “la lentezza della giustizia dipende anche dall’incapacità di molti magistrati di opporsi all’evidenza”.
«È la prova della guerra che hanno dichiarato ai magistrati. I tre gradi di giudizio non sono un capriccio, ma una garanzia a tutela dei cittadini. Per ridurre i tempi, si dovrebbe inves…
Onorevole Serracchiani, ha ragione Nordio quando dice che nei paesi civili non si impugnano le assoluzioni?
«Intanto dovrebbe dirci quali sono questi paesi civili perché far riferimento a ordinamenti che sono profondamente diversi e lontani dal nostro non è solo fuorviante, è un errore da matita rossa. In secondo luogo, il ministro mi sembra ignorante nel senso etimologico della parola, cioè ignora che nel nostro ordinamento l’art. 111 della Costituzione prevede che tutte le sentenze sono ricorribili per Cassazione: un principio che noi dobbiamo a un grande giurista, quello sì sopraffino, che è Piero Calamandrei».
Principio che il Guardasigilli ha promesso di cancellare poiché, sono parole sue, “la lentezza della giustizia dipende anche dall’incapacità di molti magistrati di opporsi all’evidenza”.
«È la prova della guerra che hanno dichiarato ai magistrati. I tre gradi di giudizio non sono un capriccio, ma una garanzia a tutela dei cittadini. Per ridurre i tempi, si dovrebbe investire sugli organici, sulla digitalizzazione, sulla organizzazione della macchina giudiziaria prima che sul processo. Il governo non ha fatto nulla, il loro sport preferito è secernere offese e minacce contro chiunque osi criticarli».
Anche i magistrati però non sono mai stati teneri nei confronti sia suoi sia del governo.
«Ma per forza! Abbiamo un Guardasigilli incontinente verbale, che ogni giorno ci regala una perla di saggezza. Ieri ha detto che il sovraffollamento delle carceri è necessario per evitare i suicidi dei detenuti, oggi chiede sanzioni per un magistrato che si è limitato a fare una riflessione strettamente giuridica sulla vicenda Almasri. Si muove come fosse l’avventore di un bar che commenta le notizie sentite al telegiornale, ma è il ministro della Giustizia che peraltro non sta facendo niente per rendere più efficiente la giustizia».
La “colpa” del procuratore Piccirillo è aver messo in evidenza gli errori del ministero sul caso Almasri. Non era meglio evitare?
«E perché? Ha parlato da giurista. La verità è che questo governo ha un problema serio con il dissenso. Non tollerano le libere opinioni. Oltretutto su questa vicenda appare ogni giorno più chiaro che il ministro Nordio ha mentito al Parlamento. Perciò, se avesse un minimo di dignità, dovrebbe dimettersi e lasciare Via Arenula oggi stesso. Ha liberato un criminale libico, l’esatto opposto di quanto fatto dalla Germania che un criminale libico l’ha arrestato sulla base di un mandato della Corte penale internazionale. Ma non gli viene il dubbio di aver fatto qualche sbaglio? Che non è più possibile mentire? Noi stiamo ancora aspettando che ci dica la verità non solo su Almasri, ma pure su chi ha spiato i giornalisti. Sono episodi gravi, su cui non è stato capace di dare nessuna risposta».
Però sembra in sintonia con Meloni: anche la premier parla di accanimento dei giudici. C’è un disegno? E se sì, quale?
«La riforma costituzionale, per il modo con cui è stata fatta e le conseguenze che produrrà, non riguarda la separazione delle carriere ma della magistratura. L’obiettivo è indebolirne l’indipendenza per sottoporla al controllo dell’esecutivo. Seguono il modello Trump: sottomissione al potere politico e provvedimenti disciplinari per chi disubbidisce».
Nordio ha anche attaccato il Csm, dice che lì decidono le correnti.
«L’ennesima sciocchezza, dimostra come il ministro non abbia alcun senso delle istituzioni. Ricordo che a presiedere il Csm è il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e forse Nordio dovrebbe aver più rispetto della Costituzione e del nostro presidente della Repubblica».