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Zaccaro: “Nordio somiglia a Trump anche se si crede Churchill, vuole addomesticare le toghe”

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Intervista al magistrato segretario di Area: “Da 30 anni la politica ci attacca ma mai nessuno aveva messo in discussione il nostro diritto a esprimere opinioni”
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ROMA – «Il ministro Nordio pensa di essere Churchill ma in realtà mi pare somigli più a Trump: ha la stessa idiosincrasia verso il diritto di critica e lo stesso progetto di addomesticare i magistrati, riducendone la indipendenza».

Giovanni Zaccaro, il segretario di Area, la corrente progressista dei magistrati, è stato il primo a saltare sulla sedia quando ha letto le parole del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, contro l’intervista a Repubblica del magistrato Gianfranco Piccirillo.

«Sono allibito. È un caso senza precedenti nella storia di un Paese, il nostro, che pure ha conosciuto un ventennio di attacchi frontali alla magistratura da parte della politica».

Cosa c’è di diverso in queste parole di Nordio?

«La politica prova a delegittimare la magistratura da più di vent’anni. Siamo stati accusati di essere politicizzati, delle “indagini a orologeria” ma mai nessuno aveva messo in discussione il diritto dei magistrati a esprimere le proprie opinioni».

I magistrati hanno diritto…

ROMA – «Il ministro Nordio pensa di essere Churchill ma in realtà mi pare somigli più a Trump: ha la stessa idiosincrasia verso il diritto di critica e lo stesso progetto di addomesticare i magistrati, riducendone la indipendenza».

Giovanni Zaccaro, il segretario di Area, la corrente progressista dei magistrati, è stato il primo a saltare sulla sedia quando ha letto le parole del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, contro l’intervista a Repubblica del magistrato Gianfranco Piccirillo.

«Sono allibito. È un caso senza precedenti nella storia di un Paese, il nostro, che pure ha conosciuto un ventennio di attacchi frontali alla magistratura da parte della politica».

Cosa c’è di diverso in queste parole di Nordio?

«La politica prova a delegittimare la magistratura da più di vent’anni. Siamo stati accusati di essere politicizzati, delle “indagini a orologeria” ma mai nessuno aveva messo in discussione il diritto dei magistrati a esprimere le proprie opinioni».

I magistrati hanno diritto a esprimerle?

«Quando si parla di diritto, credo sia un dovere. Chiaramente non su argomenti che si stanno trattando, nell’esercizio delle proprie funzioni, in quel momento o che si potrebbero affrontare in futuro. Ma in questo caso il dottor Piccirillo ha espresso un parere scientifico, che addirittura era stato al centro di un articolo pubblicato su una delle più prestigiose riviste di settore, acquisito anche dalla Corte penale internazionale, articolo nel quale venivano esposti gli stessi concetti poi ripetuti nell’intervista a Repubblica. La verità è che con questo intervento di Nordio mette in evidenza una certa idea della magistratura: quella che i magistrati non sono altro che degli alti burocrati che devono obbedire a una gerarchia. Ha calato la maschera: il suo modello è Trump che licenzia i magistrati che indagano i suoi amici. Per fortuna in Italia c’è ancora la Costituzione che ha consentito alla magistratura di non farsi intimidire dal terrorismo, dalle mafie. Non sarà per questo che il ministro la vuole riformare?».

Nordio è un magistrato.

«Questo rende tutto ancora più incredibile. Dovrebbe sapere che un ministro non può minacciare un’azione disciplinare. O la fa. Oppure no. E infine: nello stesso intervento ha criticato la sezione disciplinare del Csm, davvero facendo un torto alla nostra storia. Che è anche la sua. Nordio è ossessionato dalle correnti. Eppure a suo tempo è stato nominato con questo sistema dal Consiglio. Due sono le cose: o dice il falso oggi. Oppure anche lui è stato beneficiato dalle correnti. Io credo che tutto questo, però, sia una precisa strategia per arrivare ad altro».

Alla separazione delle carriere?

«Al tentativo di nascondere il fallimento di questa stagione di amministrazione della giustizia. L’Italia, se si continua così, fallirà gli obiettivi del Pnrr. Il Csm, con grande spirito di collaborazione, proprio in questi giorni ha offerto un ventaglio di soluzioni pratiche per rimediare. E il ministro che fa? Invece di ringraziare. E lavorare insieme. Attacca in questa maniera. Siamo increduli».

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