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Il repulisti di via Arenula, tutti i cambi alla Giustizia nell’era Nordio Bartolozzi

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L’ultima in ordine di tempo è Giuliana Palumbo
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ROMA – L’ultima in ordine di tempo è Giuliana Palumbo, dal 2018 direttore generale della statistica e analisi organizzativa presso il dipartimento per l’innovazione tecnologica per la giustizia, sul delicato dossier Pnrr. Anche lei, come tanti in questi anni di guida targata Carlo Nordio, è stata allontanata. La decisione è stata presa dal capo dipartimento Antonella Ciriello, che sta scegliendo persone di sua fiducia, e ha avuto il via libera definitivo della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, che controlla ogni movimento all’interno del dicastero.

Funzionaria di Banca d’Italia, Palumbo era stata scelta dall’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, poi confermata dalla ministra Marta Cartabia e, a novembre 2024, dal ministro Nordio. Sul sito del ministero è stato già pubblicato il bando per sostituirla.

Ma non è una novità. La fuga da via Arenula, o in alcuni casi la cacciata, è iniziata da tempo. Tra i primi a lasciare il capo di gabinetto, Alberto Rizzo, il cui posto è stato preso propr…

ROMA – L’ultima in ordine di tempo è Giuliana Palumbo, dal 2018 direttore generale della statistica e analisi organizzativa presso il dipartimento per l’innovazione tecnologica per la giustizia, sul delicato dossier Pnrr. Anche lei, come tanti in questi anni di guida targata Carlo Nordio, è stata allontanata. La decisione è stata presa dal capo dipartimento Antonella Ciriello, che sta scegliendo persone di sua fiducia, e ha avuto il via libera definitivo della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, che controlla ogni movimento all’interno del dicastero.

Funzionaria di Banca d’Italia, Palumbo era stata scelta dall’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, poi confermata dalla ministra Marta Cartabia e, a novembre 2024, dal ministro Nordio. Sul sito del ministero è stato già pubblicato il bando per sostituirla.

Ma non è una novità. La fuga da via Arenula, o in alcuni casi la cacciata, è iniziata da tempo. Tra i primi a lasciare il capo di gabinetto, Alberto Rizzo, il cui posto è stato preso proprio da Bartolozzi. Poi Maria Rosaria Covelli, direttrice dell’ispettorato generale; Giovanni Russo, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (posto rimasto vacante da dicembre a giugno, nonostante l’emergenza carceraria, quando è stato scelto Stefano Carmine De Michele).

Sono andati via anche Vincenzo De Lisi, direttore generale dei sistemi informativi automatizzati, e la capo ufficio stampa Raffaella Calandra. Ettore Sala è passato dall’essere capo del Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia a rivestire l’incarico di direttore generale per le infrastrutture digitali e assistenza all’utenza. Un declassamento.

Tra i casi più eclatanti quello di Luigi Birritteri, legato alle tensioni maturate in seguito al rilascio del torturatore libico Nijeem Osama Almasri. Eppure il dirigente avuto incarichi nel dicastero della Giustizia incarichi con altri cinque ministri di diversa estrazione politica, ma nel caso di Nordio ha chiesto di rientrare in servizio alla procura generale della Cassazione. Infine tra gli addii anche quello di Gaetano Campo, a capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria. Scelto da Nordio e poi andato via, come tanti altri in questi anni che stanno terremotando il dicastero.

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