PONTIDA (Bergamo) – Che Matteo Salvini attacchi i giudici, il finanziere George Soros orditore di complotti o la sinistra non è una sorpresa, che invece metta nel mirino Mediaset sì. Ed è quello che è accaduto ieri sera, alla festa locale del partito. Il segretario federale parla dal palco alla platea di militanti seduti ai tavoli, sciorina una serie di recriminazioni a cui la base è abituata sin dagli albori della retorica bossiana: la Lega senza giornali, senza tv, senza sindacati, osteggiata perché scomoda.
E quindi, dopo aver citato anche La7 - considerata anche da Giorgia Meloni ostile al governo - eccoci al punto, Salvini tira in mezzo anche le reti della famiglia Berlusconi. "Accendi la televisione ed è sempre tutta colpa della Lega, sta accadendo anche a Mediaset e questo mi dispiace molto umanamente. Sento la mancanza di Silvio Berlusconi...", spiega il vicepresidente del Consiglio. Un leader politico la cui stella è nata anche grazie ai generosi inviti negli studi di Cologno…
PONTIDA (Bergamo) – Che Matteo Salvini attacchi i giudici, il finanziere George Soros orditore di complotti o la sinistra non è una sorpresa, che invece metta nel mirino Mediaset sì. Ed è quello che è accaduto ieri sera, alla festa locale del partito. Il segretario federale parla dal palco alla platea di militanti seduti ai tavoli, sciorina una serie di recriminazioni a cui la base è abituata sin dagli albori della retorica bossiana: la Lega senza giornali, senza tv, senza sindacati, osteggiata perché scomoda.
E quindi, dopo aver citato anche La7 - considerata anche da Giorgia Meloni ostile al governo - eccoci al punto, Salvini tira in mezzo anche le reti della famiglia Berlusconi. "Accendi la televisione ed è sempre tutta colpa della Lega, sta accadendo anche a Mediaset e questo mi dispiace molto umanamente. Sento la mancanza di Silvio Berlusconi...", spiega il vicepresidente del Consiglio. Un leader politico la cui stella è nata anche grazie ai generosi inviti negli studi di Cologno Monzese, oltre ovviamente alle tematiche affrontate in questi anni dalle varie trasmissioni, un'agenda per molto tempo sovrapponibile alle istanze e agli umori dei leghisti in versione nazionalista.
Ma qualcosa, evidentemente, è cambiato. In primis anche la radicalizzazione a destra dello stesso ‘Capitano’. Così Salvini vede la Lega un po' snobbata, se non - parole sue - attaccata dai media della "famiglia", ancora oggi capaci di influenzare un pezzo di opinione pubblica. La visione politica liberal ed europeista di Marina Berlusconi, espressa pubblicamente più volte negli ultimi tempi, forse ha un ruolo nella sua contestazione. Ma anche la competizione interna alla coalizione tra Carroccio e Forza Italia, agli antipodi su diverse questioni (vedi ad esempio lo ius scholae), può spiegare l'insofferenza del vicepremier e l'affondo contro il colosso editoriale (una volta?) amico.