ROMA – Non c’è il via libera a Matteo Ricci, non c’è neanche un orientamento ufficioso a scaricarlo da far trapelare. Anche se la decisione di Giuseppe Conte di prendere tempo, quando di tempo ne è rimasto poco, sembra andare indirettamente nella direzione di un non semplicissimo — per la storia e l’identità profonda del M5S — nulla osta alla candidatura dell’eurodeputato del Pd indagato. La situazione, insomma, va deglutita con calma, senza accelerare.
Ieri sera il presidente dei 5 Stelle ha riunito i fedelissimi: vicepresidenti e capigruppo. È stato ribadito che serve qualche giorno per leggere bene le carte di “affidopoli” e farsi un’idea precisa: cioè se l’idea di “legalità” del Movimento sia compatibile con quanto emerge dall’inchiesta rispetto all’operato passato di Ricci. Quanto tempo? Anche questo non si sa. «Quello che ci vuole per capire il quadro completo, davvero è così, non ci sono giochetti...», risponde uno dei presenti all’incontro. Il 30 luglio l’ex sindaco di Pesar…
ROMA – Non c’è il via libera a Matteo Ricci, non c’è neanche un orientamento ufficioso a scaricarlo da far trapelare. Anche se la decisione di Giuseppe Conte di prendere tempo, quando di tempo ne è rimasto poco, sembra andare indirettamente nella direzione di un non semplicissimo — per la storia e l’identità profonda del M5S — nulla osta alla candidatura dell’eurodeputato del Pd indagato. La situazione, insomma, va deglutita con calma, senza accelerare.
Ieri sera il presidente dei 5 Stelle ha riunito i fedelissimi: vicepresidenti e capigruppo. È stato ribadito che serve qualche giorno per leggere bene le carte di “affidopoli” e farsi un’idea precisa: cioè se l’idea di “legalità” del Movimento sia compatibile con quanto emerge dall’inchiesta rispetto all’operato passato di Ricci. Quanto tempo? Anche questo non si sa. «Quello che ci vuole per capire il quadro completo, davvero è così, non ci sono giochetti...», risponde uno dei presenti all’incontro. Il 30 luglio l’ex sindaco di Pesaro è atteso in Procura per chiarire la propria posizione. Potrebbe essere uno snodo decisivo per i 5 Stelle. Molto influirà, ancora, se o quali ulteriori dettagli usciranno fuori sui giornali.
Ad oggi Ricci si è mosso con grande cautela e attenzione verso l’alleato: avvertendo Conte subito dopo Elly Schlein dell’avviso di garanzia, ricordando i valori comuni suoi con quelli del M5S sull’onestà e la trasparenza. Alle scorse Europee nelle Marche il Movimento prese 63 mila voti, il 9,7 per cento. Facile che siano meno in una elezione regionale, come da trend storico dei 5 Stelle, ma per Ricci e il centrosinistra sono fondamentali per provare a vincere.
Temporeggiare serve non solo a leggere le carte — e un avvocato come Conte ha l’esperienza per esprimere un giudizio tecnico e politico abbastanza in fretta — ma anche a calcolare o tamponare gli effetti di una decisione opposta, cioè rompere l’alleanza, magari senza neanche presentare una propria lista marchigiana a settembre. Anche perché a nessuno in via di Campo Marzio sfugge che ci sono altre quattro elezioni regionali in ballo e un sistema di coalizione ormai consolidato che sta per battezzare Roberto Fico candidato presidente in Campania.