Interviene sul massacro in corso a Gaza promettendo di battersi “per il cessate fuoco a Gaza” e sostenendo che non si possono più accettare “carneficine e carestie”. Antonio Tajani, in apertura dei lavori al consiglio nazionale di Forza Italia aggiunge: “Lo abbiamo detto al governo israeliano. Noi siamo amici di Israele, ma credo che sia arrivato il momento di un immediato cessate il fuoco. Anche Hamas ha le sue responsabilità. Non può utilizzare il proprio popolo come scudo per non fare cessare la guerra”. Ma un attimo dopo trova una soluzione che fa insorgere le opposizioni: “Il riconoscimento del nuovo Stato palestinese deve avvenire in contemporanea con il riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele. A noi - dice - interessa la pace, non la vittoria di uno sull’altro. Siamo il Paese al mondo che ha accolto il maggior numero di rifugiati da Gaza insieme a Qatar ed Egitto”.
È il giorno del consiglio nazionale dei berlusconiani che tracciano il nuovo corso del partito, in cui…
Interviene sul massacro in corso a Gaza promettendo di battersi “per il cessate fuoco a Gaza” e sostenendo che non si possono più accettare “carneficine e carestie”. Antonio Tajani, in apertura dei lavori al consiglio nazionale di Forza Italia aggiunge: “Lo abbiamo detto al governo israeliano. Noi siamo amici di Israele, ma credo che sia arrivato il momento di un immediato cessate il fuoco. Anche Hamas ha le sue responsabilità. Non può utilizzare il proprio popolo come scudo per non fare cessare la guerra”. Ma un attimo dopo trova una soluzione che fa insorgere le opposizioni: “Il riconoscimento del nuovo Stato palestinese deve avvenire in contemporanea con il riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele. A noi - dice - interessa la pace, non la vittoria di uno sull’altro. Siamo il Paese al mondo che ha accolto il maggior numero di rifugiati da Gaza insieme a Qatar ed Egitto”.
È il giorno del consiglio nazionale dei berlusconiani che tracciano il nuovo corso del partito, in cui anche i segretari regionali saranno eletti dalla base e non nominati direttamente da Arcore, come avveniva in passato.
Antonio Tajani nella sua lunga introduzione dedica la battaglia sulla giustizia e la separazione delle carriere a Silvio Berlusconi, ma contestualmente manda in soffitta il suo modello di partito.
Una nuova Forza Italia
Lo dice senza troppi giri di parole: “Il partito deve rinnovarsi, siamo arrivati a 150mila iscritti lo scorso, anno, ma la classe dirigente di un partito deve essere scelta dalla base, non imposta da un segretario o dai vice. Dobbiamo avere il coraggio di far eleggere i segretari regionali – chiede - non è né per rafforzare o indebolire il segretario nazionale. Non c'è più il leader Berlusconi. Un segretario che ha paura della democrazia non va bene. Dopo la morte di Berlusconi tutti pensavano che saremmo spariti. Invece quello di oggi è un partito vivo”.
Ius scholae
Insiste, il segretario di FI, sul tema che ha spaccato la maggioranza all’alba della lunga estate: “È una norma più severa di quella che c’è in vigore oggi: perché la cittadinanza italiana non è una barzelletta. Il problema dei prossimi anni sarà quello della manodopera”. E sulla proposta di legare il diritto alla cittadinanza al percorso scolastico dei figli di migranti, aggiunge: “Preferite i maranza o preferite i ragazzi che vanno a scuola per dieci anni con profitto? Io i maranza non li voglio. Voglio ragazzi per bene anche se non sono figli di genitori non italiani”.
La separazione delle carriere
Per il segretario forzista, che sul ricordo di Berlusconi incassa la standing ovation dell’assemblea, “il voto conclusivo sulla riforma della giustizia e la separazione delle carriere è un momento storico, una vittoria epocale, politica e morale che non ha nulla a che vedere con le interpretazioni malevole fatte, perché nessuno vuole attaccare la magistratura. Vogliamo permettere ad ogni italiano di sentirsi non una vittima ma un cittadino libero, giudicato in base a prove dell’accusa e e della difesa, con un giudice terzo che dovrà decidere”. “Lo dedichiamo - osserva mentre la platea si alza in piedi - a Silvio Berlusconi, perché è stato lui a volerla ed è stato una vittima della violazione del principio “nulla poena sine lege”, perché non si può colpire qualcuno per una cosa che prima non era reato e poi lo diventa. Andremo avanti per evitare che la magistratura sia politicizzata, io sono contrario alle correnti nei partiti, figuriamoci nella magistratura. Un cittadino non può sentirsi garantito se viene giudicato da un suo avversario politico. Sarebbe come se ci fossero Carabinieri di centrodestra e di centrosinistra”.
Il taglio alle tasse
“Non possiamo non essere protagonisti nella battaglia contro la pressione fiscale. Nonostante l’azione del governo. La pressione fiscale è ancora troppo alta in Italia. Bisogna avere il coraggio di prendere l’ascia e tagliare”. Tajani ha confermato che FI insisterà nella richiesta di abbattimento dell’aliquota per il ceto medio dal 35 al 33%, allargando la platea fino a 60mila euro. “Sarà una battaglia prioritaria e siamo convinti di portare a casa un risultato positivo”.