Un’immagine tra tante altre: una madre, con il volto devastato, tiene tra le braccia il suo bambino scheletrico, probabilmente in procinto di morire. Morire di fame e, soprattutto, di sete. Queste immagini sono diventate abituali. Ma raccontano l’orrore. Raccontano l’impotenza di un popolo bombardato ogni giorno nel sonno, anche se non è armato, anche se non si trova su un campo di battaglia. Il …