ROMA – Matteo Ricci «è e rimane il nostro candidato. Ha detto di essere estraneo alla vicenda e abbiamo fiducia che la magistratura lo proverà», dice Elly Schlein parlando a un convegno sul lavoro assieme ad Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. È la prima volta che la segretaria del Pd si esprime pubblicamente sull’inchiesta che riguarda il candidato presidente del Pd nelle Marche. Giuseppe Conte al seminario non va, incontra gli esponenti marchigiani del M5S in una riunione online per fare il punto sulla situazione, e a loro consegna alcune riflessioni tra cui questa: «Un’altra Bibbiano non è accettabile per una forza matura come la nostra. Se si fa di tutta l’erba un fascio rinunciamo a fare politica, l’avviso di garanzia non è una condanna».
Oggi cominciano g…
ROMA – Matteo Ricci «è e rimane il nostro candidato. Ha detto di essere estraneo alla vicenda e abbiamo fiducia che la magistratura lo proverà», dice Elly Schlein parlando a un convegno sul lavoro assieme ad Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. È la prima volta che la segretaria del Pd si esprime pubblicamente sull’inchiesta che riguarda il candidato presidente del Pd nelle Marche. Giuseppe Conte al seminario non va, incontra gli esponenti marchigiani del M5S in una riunione online per fare il punto sulla situazione, e a loro consegna alcune riflessioni tra cui questa: «Un’altra Bibbiano non è accettabile per una forza matura come la nostra. Se si fa di tutta l’erba un fascio rinunciamo a fare politica, l’avviso di garanzia non è una condanna».
Oggi cominciano gli interrogatori dei coinvolti nell’inchiesta “affidopoli” con Massimiliano Santini, già principale collaboratore di Ricci accusato di essersi intascato 100 mila euro di soldi pubblici. Quello dell’ex sindaco invece è fissato per mercoledì e solo dopo i 5 Stelle scioglieranno la riserva, cioè se sostenere ancora la corsa del candidato o meno.
Nel frattempo Conte, dopo essersi confrontato con i vertici nazionali del partito due giorni fa, ha chiesto al territorio di consegnargli gli umori della base. La decisione finale sarà romana, il presidente del M5S non ha dato un orientamento personale, si è limitato alle enunciazioni di principio. Ha ricordato che «etica pubblica, trasparenza e legalità sono valori fondamentali e non negoziabili, per noi sono costitutivi». Il riferimento a Bibbiano però ricorda il pericolo di fare scelte sbagliate, condizionati da delle inchieste in divenire: quello era il Movimento di Luigi Di Maio, il Pd e gli amministratori locali vennero messi alla gogna (anche da Lega e FdI) con l’accusa addirittura di rubare i bambini alle famiglie, poi alla fine tutto si rivelò una bolla di sapone.
La questione generale non riguarda solo la tenuta dell’alleanza nelle Marche, ma a cascata può toccare altre regioni. E la tensione non è poca. Pina Picierno, esponente della minoranza riformista dem, mai tenera con i 5 Stelle, che vedrebbe volentieri fuori dal centrosinistra, attacca Conte: «Da “avvocato del popolo” a capo del tribunale del popolo: Conte pretende di “leggere le carte” sul caso Ricci e poi di emettere la sua personale sentenza. Il giustizialismo a corrente alternata del M5S, che difese Appendino da una condanna, ora si abbatte su un amministratore specchiato». La ex sindaca di Torino le ha risposto per le rime: «Se per difendere un collega di partito serve stravolgere i fatti e riscrivere la storia, il problema non è la mia condanna, ma il tuo concetto di serietà. Le buffonate lasciamole alla destra». Il mio caso, continua la vicepresidente del Movimento, «lo conoscono tutti: una condanna per responsabilità oggettiva, che ha aperto un ampio dibattito sul perimetro delle responsabilità dei sindaci». Controreplica della vicepresidente del Parlamento europeo: «I condannati amici si salvano e gli indagati degli altri si buttano a mare? Non può funzionare così».