Nel Movimento 5 Stelle la chiamano semplicemente «prudenza». Ma l’attendismo di Giuseppe Conte inizia a spazientire il Pd, che mai ha messo in discussione la candidatura di Matteo Ricci alla presidenza delle Marche, nonostante l’avviso di garanzia che l’ex sindaco di Pesaro ha ricevuto martedì scorso nell’ambito dell’inchiesta Affidopoli.
In via di Campo Marzio, invece, i pentastellati vogliono aspettare gli interrogatori di garanzia tra dopodomani e il 31 luglio per confermare o meno il sostegno al candidato di centrosinistra. Un tempo che a tanti parlamentari dem appare infinito in una campagna elettorale così breve. Inoltre, ed è ciò che preoccupa di più, la riserva che ancora M5S non scioglie non farebbe che indebolire Ricci agli occhi degli elettori.
«Prendere una decisione non è facilissimo», fa presente uno dei parlamentari più vicini a Conte. Anche se ormai M5S è lontano dalla tentazioni giustizialiste e, come ha detto l’ex premier, «un avviso di garanzia non è una condanna…
Nel Movimento 5 Stelle la chiamano semplicemente «prudenza». Ma l’attendismo di Giuseppe Conte inizia a spazientire il Pd, che mai ha messo in discussione la candidatura di Matteo Ricci alla presidenza delle Marche, nonostante l’avviso di garanzia che l’ex sindaco di Pesaro ha ricevuto martedì scorso nell’ambito dell’inchiesta Affidopoli.
In via di Campo Marzio, invece, i pentastellati vogliono aspettare gli interrogatori di garanzia tra dopodomani e il 31 luglio per confermare o meno il sostegno al candidato di centrosinistra. Un tempo che a tanti parlamentari dem appare infinito in una campagna elettorale così breve. Inoltre, ed è ciò che preoccupa di più, la riserva che ancora M5S non scioglie non farebbe che indebolire Ricci agli occhi degli elettori.
«Prendere una decisione non è facilissimo», fa presente uno dei parlamentari più vicini a Conte. Anche se ormai M5S è lontano dalla tentazioni giustizialiste e, come ha detto l’ex premier, «un avviso di garanzia non è una condanna», nel quartier generale stellato vogliono essere sicuri che non emergano elementi nuovi. Il Pd invece non ha dubbi, tanto che il 31, ovvero il giorno dopo l’interrogatorio di Ricci, la segretaria del Pd Elly Schlein ha già in programma un appuntamento elettorale nelle Marche a sostegno del candidato.
Questa partita si lega inevitabilmente a quella della Campania. In tanti tra i 5Stelle temono che togliere il sostegno a Ricci significherebbe mettere a repentaglio la candidatura di Roberto Fico ed è proprio sulla rottura dell’accordo Pd-M5S che scommette infatti il governatore uscente Vincenzo De Luca, che nei giorni scorsi ha attaccato il partito di Conte.
Ma Schlein ieri è tornata in Campania, a Paestum, con Nicola Fratoianni di Avs e Michele Gubitosa di M5S per il Revolution camp. Da qui la segretaria ha rivendicato «passi avanti» nelle alleanze regionali. Parole che sono suonate un po’ come una replica a De Luca, ma anche come la conferma che il puzzle è ancora in via di definizione, qualche tassello è più complicato da incastrare ma alla fine tutti i pezzi andranno al loro posto. «Siamo al lavoro per chiudere alleanze competitive e inclusive in tutte le regioni per riuscire a battere le destre - ha spiegato la segretaria - stiamo dialogando per tenere insieme tutti».
E il Movimento respinge gli attacchi di De Luca al mittente: «È libero di pensarla come vuole», dice Gubitosa derubricando la questione «a problemi che in questo momento il Pd sta affrontando internamente». E anche Fratoianni, come Schlein, garantisce che si sta «facendo una discussione in tutta Italia per cercare di costruire coalizioni coese, ampie, credibili». Per qualche giorno ancora con l’incognita Marche.