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Arrestata a Roma Carla Zambelli, parlamentare italo-brasiliana. “Mi hanno perseguitata”

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La deputata vicina a Bolsonaro era inseguita da più di due mesi da un mandato di cattura internazionale
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La deputata italo-brasiliana Carla Zambelli viene arrestata a Roma. La polizia in serata trova l’appartamento nella periferia residenziale di Roma nel quale si nascondeva: la parlamentare vicina a Bolsonaro era inseguita da più di due mesi da un mandato di cattura internazionale. Pochi istanti prima dell’arrivo degli investigatori, il cronista di Repubblica riesce a raggiungerla.

«Come avete fatto a trovarmi? Non c’è riuscita la polizia, ci siete riusciti voi. Ora dovrò cambiare casa», era stato il suo sfogo, ignara di quanto sarebbe accaduto da lì a poco. In quegli istanti ci fa entrare in casa. Si sfoga. «Sono innocente, non ho nulla da nascondere. Sono stata condannata per motivi politici, ma sono innocente. Sono venuta in Italia, perché sono italian…

La deputata italo-brasiliana Carla Zambelli viene arrestata a Roma. La polizia in serata trova l’appartamento nella periferia residenziale di Roma nel quale si nascondeva: la parlamentare vicina a Bolsonaro era inseguita da più di due mesi da un mandato di cattura internazionale. Pochi istanti prima dell’arrivo degli investigatori, il cronista di Repubblica riesce a raggiungerla.

«Come avete fatto a trovarmi? Non c’è riuscita la polizia, ci siete riusciti voi. Ora dovrò cambiare casa», era stato il suo sfogo, ignara di quanto sarebbe accaduto da lì a poco. In quegli istanti ci fa entrare in casa. Si sfoga. «Sono innocente, non ho nulla da nascondere. Sono stata condannata per motivi politici, ma sono innocente. Sono venuta in Italia, perché sono italiana e vorrei continuare a vivere qui». La deputata brasiliana del Pl, il partito dell’ex presidente Jair Bolsonaro, è fuggita dal suo Paese dopo che a maggio è stata condannata a dieci anni di reclusione per l’invasione hacker del sistema giudiziario nazionale. Sulla sua testa pende un red alert dell’Interpol come ha denunciato ripetutamente il deputato di Avs, Angelo Bonelli, il primo ad aver acceso un faro su questa storia.

«Io sono innocente, non c’è nessuna prova contro di me. Sono stata incastrata da questo hacker. L’ho conosciuto per caso ma non ho nulla a che fare con lui. Io sono la più votata in Brasile, ho preso un milione di voti. Sono una perseguitata politica. Il giudice che mi ha condannato è un dittatore».

Perché ha scelto di venire proprio in Italia e non, per esempio, negli Stati Uniti del suo amico Trump?

«Ho molti problemi di salute e la sanità negli Stati Uniti è molto cara. E poi è il mio Paese. Nessuno mi ha garantito l’impunità qui in Italia. Anzi. In Brasile la comunità italiana è molto forte, ha molto potere in Brasile. E poteva fare in modo che io venissi candidata in Italia nei partiti di destra. Lega o Fratelli d’Italia. Me lo hanno chiesto, ma io non l’ho voluto. Io sono una persona seria. Mio marito è nelle forze speciali della polizia. Non farei mai cose strane».

In Italia ha parlato con qualche politico direttamente?

«Direttamente no. Sono stata chiusa qua dentro due mesi con mio padre, questo con Repubblica è il primo contatto esterno reale che ho. Non è vero che sono uscita come qualcuno ha detto. So che Flavio Bolsonaro, il figlio del presidente Bolsonaro, ha parlato con Matteo Salvini della mia situazione. Ma non so se Salvini gli abbia promesso qualcosa. Io lo spero, sono innocente».

Ha mai incontrato Salvini?

«Una sola volta, credo nel 2022. Ma non siamo amici. Ci siamo conosciuti qua in Italia a un evento organizzato dal Parlamento».

È delusa dal mancato sostegno della destra?

«Decisamente sì, mi aspettavo qualcosa di più. Da Salvini, ma anche da Giorgia Meloni che è amica di Trump. E Trump sa quello che sta succedendo in Brasile. Non è una situazione che riguarda solo me. Io sono la prima condannata, ma succederà a tanti altri. Ho amici in comune con Elon Musk. Lui è finito sotto processo in Brasile perché non ha bloccato il mio X. Poi c’è la sinistra. Angelo Bonelli che ha parlato molto male di me. La sinistra ha protestato per l’estradizione di Almasri, che si è macchiato di crimini contro l’umanità. Invece non dice nulla sull’estradizione di una cittadina italiana perseguitata per motivi politici».

Ora cosa farà?

«Vorrei tornare in Brasile, ma in questa situazione non posso. Finirei subito in carcere e non so come sopravviverei. Ho molti problemi di salute, soffro di sincopi, rischio di cadere da un momento all’altro. Non posso stare sola. Per questo motivo c’è mio padre. Ora che mi avete scoperto dovrò cambiare casa. Vi chiedo solo due cose. Non fate sapere il mio indirizzo».

E l’altra?

«Se mi deve fare una foto, mi faccia mettere un cappello. Sono chiusa da due mesi, ho qualche capello bianco. Non voglio che i miei sostenitori mi vedano così».

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