Arriverà intorno alle 10 a palazzo di giustizia Matteo Ricci, dove troverà ad attenderlo la pm Maria Letizia Fucci, titolare del fascicolo sulla “Affidopoli” del comune di Pesaro. L’ex sindaco della città, oggi europarlamentare, candidato alla guida delle Marche, nei giorni scorsi ha espresso la volontà di rispondere alle domande dei magistrati per respingere le accuse.
Secondo la Procura, tra l’allora sindaco (i reati contestati sarebbero stati commessi per alcuni anni, fino al 2024), il suo responsabile degli eventi pubblici Massimiliano Santini e il presidente delle due associazioni, Stefano Esposto, c’era una sorta di accordo per aggirare le normative sugli affidamenti pubblici. Ricci ne avrebbe ricavato “un’utilità in termini di ritorno d’imm…
Arriverà intorno alle 10 a palazzo di giustizia Matteo Ricci, dove troverà ad attenderlo la pm Maria Letizia Fucci, titolare del fascicolo sulla “Affidopoli” del comune di Pesaro. L’ex sindaco della città, oggi europarlamentare, candidato alla guida delle Marche, nei giorni scorsi ha espresso la volontà di rispondere alle domande dei magistrati per respingere le accuse.
Secondo la Procura, tra l’allora sindaco (i reati contestati sarebbero stati commessi per alcuni anni, fino al 2024), il suo responsabile degli eventi pubblici Massimiliano Santini e il presidente delle due associazioni, Stefano Esposto, c’era una sorta di accordo per aggirare le normative sugli affidamenti pubblici. Ricci ne avrebbe ricavato “un’utilità in termini di ritorno d’immagine e consenso politico” mentre gli altri due anche vantaggi di tipo patrimoniale. Santini, da braccio destro del sindaco, si occupava degli affidamenti senza gara, per la realizzazione di opere ed eventi, alle associazioni di Esposto (per un valore di 509 mila euro), il presidente a sua volta ripagava il collaboratore di Ricci con bonifici diretti (per oltre 100 mila euro). Tra i due c’era, secondo le indagini, un patto corruttivo, mentre l’ex sindaco è accusato di aver concorso al reato, essendo consapevole di quanto avveniva nel suo comune e guadagnandoci sul piano della visibilità e del consenso elettorale.
A dare la notizia dell’avviso di garanzia, lo scorso 22 luglio, è stato lo stesso Ricci, in un video pubblicato sui social, nel quale si è detto “sorpreso”, “amareggiato” ma “sereno” ed “estraneo ai fatti”. Aggiungendo: “Non mi sono mai occupato di affidamenti pubblici di lavori, mi sono sempre fidato ciecamente dei miei dirigenti e collaboratori”.
L’inchiesta esplosa in piena corsa per le regionali ha fatto vacillare la coalizione di centrosinistra e la candidatura di Ricci, con il M5S a un passo dalla rottura, fin quando a calmare gli animi non è arrivato Giuseppe Conte. L’ex presidente del Consiglio ha infatti sottolineato come “un avviso di garanzia non sia una condanna”, anche se bisogna attendere gli interrogatori prima di decidere. Ricci ha invece incassato subito il pieno sostegno del Pd. Dalle risposte che l’ex sindaco darà oggi ai magistrati di Pesaro, dipende la decisione dei Cinquestelle.