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Tensione tra centrodestra e Colle sui decreti economia e sport

Il Presidente Sergio Mattarella con Luciano Buonfiglio, Presidente del Coni, e Andrea Abodi, Ministro per lo sport e i giovani

 

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La matita rossa del Quirinale su cinque temi, dalle sigarette elettroniche alla possibilità per i consorzi di comprovare i requisiti per gli appalti tramite le società associate. E il governo non vuole mollare sulla presenza obbligatoria di Sport e Salute nei comitati di manifestazioni con contributi oltre ai 5 milioni di euro
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La matita rossa del Colle cerchia cinque emendamenti. Tutti estranei alle materie del provvedimento. E perciò da stralciare. Quando al Senato sembrava tutto pronto per l’approdo in aula del decreto Economia, ecco che il governo si ritrova a cestinare alcune delle modifiche approvate dalla commissione Bilancio nella notte tra martedì e mercoledì.

Un risveglio brusco per l’esecutivo dopo lo sprint voluto a tutti i costi per rispettare la tabella di marcia sulla conversione dei decreti. Il tempo stringe: manca appena una settimana alla pausa estiva.

Al mattino sono fonti di governo a svelare i rilievi del Quirinale sulle cinque norme che si apprestavano a entrare nel testo da sottoporre al voto dell’emiciclo di Palazzo Madama. Nella lista figura l’emendamento di Fo…

La matita rossa del Colle cerchia cinque emendamenti. Tutti estranei alle materie del provvedimento. E perciò da stralciare. Quando al Senato sembrava tutto pronto per l’approdo in aula del decreto Economia, ecco che il governo si ritrova a cestinare alcune delle modifiche approvate dalla commissione Bilancio nella notte tra martedì e mercoledì.

Un risveglio brusco per l’esecutivo dopo lo sprint voluto a tutti i costi per rispettare la tabella di marcia sulla conversione dei decreti. Il tempo stringe: manca appena una settimana alla pausa estiva.

Al mattino sono fonti di governo a svelare i rilievi del Quirinale sulle cinque norme che si apprestavano a entrare nel testo da sottoporre al voto dell’emiciclo di Palazzo Madama. Nella lista figura l’emendamento di Forza Italia che aggiunge il gruppo Fgv Plus (società in house controllata dalla Regione Friuli-Venezia Giulia) alle partecipate inserite nel Testo unico di riferimento. Gli azzurri condividono con i 5 stelle un’altra proposta finita nella black list. È quella che dettaglia le caratteristiche per la vendita delle sigarette elettroniche e di altri prodotti che contengono nicotina senza combustione. La Lega, invece, dovrà rinunciare all’emendamento che prevede la possibilità per i consorzi di comprovare i requisiti per gli appalti tramite le società associate. Fuori anche l’istituzione delle aree doganali speciali nel Lazio: la misura è stata spinta da Fratelli d’Italia. Nell’elenco c’è anche la coppia di emendamenti di Pd e Italia Viva che proroga ulteriormente il termine sull’attestazione del rispetto dei criteri di sostenibilità da parte dei produttori di energia da biomassa. Anche queste modifiche non entreranno nel testo finale del provvedimento. Dopo alcune ore di riflessione, la scelta dello strumento per lo stralcio ricade sul parere della Bilancio. Sarà votato stamattina. Poi l’iter del decreto proseguirà con il voto di fiducia in aula.

A segnare una giornata di tensione tra il Colle e Palazzo Chigi è stato anche il decreto Sport. Secondo fonti dell’esecutivo, il Quirinale avrebbe chiesto di depennare dal testo, già approvato a Montecitorio, la norma che consente a Sport e Salute (società controllata dallo Stato) di essere presente nei comitati delle manifestazioni sportive che godono di contributi pubblici superiori a 5 milioni di euro. Una disposizione che rende erga omnes quella riguardante le Atp Finals di Torino. Sempre secondo quanto spiegano le stesse fonti, il Colle avrebbe sollevato perplessità sulla scelta del governo di procedere con un decreto: il provvedimento non avrebbe carattere d’urgenza. Nonostante le avvisaglie, ieri il ministro dello Sport, Andrea Abodi, pur confermando le «interlocuzioni istituzionali», faceva intuire l’intenzione di andare avanti con il testo già licenziato alla Camera. Dunque senza modifiche. Non a caso la maggioranza ha affossato in commissione gli emendamenti delle opposizioni che modificavano proprio il passaggio contestato su Sport e Salute. Il decreto potrebbe arrivare in aula già lunedì per l’approvazione, in attesa poi delle mosse del Quirinale. Due le ipotesi. La prima è che il capo dello Stato non firmi e rinvii il testo in Parlamento. In alternativa il testo verrebbe approvato, ma accompagnato da una lettera con alcuni richiami.

Frizioni anche alla riunione del Consiglio dei ministri, quando il titolare per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha chiesto ai colleghi di essere più presenti in aula. Perché il Parlamento - ha detto - viene prima e le urgenze legate ai provvedimenti non possono essere una giustificazione per dare forfait.

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