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Palestina, l’opposizione insiste: “Lo Stato ora o sarà troppo tardi”

Roma Camera dei deputati Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di AVS espongono uno striscione sulla facciata di Montecitorio: l’ipocrisia uccide come la fame contro il genocidio di Gaza (ROMA - ,

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Pd e AVS incalzano il ministro Ciriani durante il question time. Meloni sente Netanyahu: “Dalla Striscia immagini inaccettabili”
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Elly Schlein va dritta al punto: «Se non ora, quando? Che cosa aspetta l’Italia, che Gaza sia interamente rasa al suolo?». In Aula alla Camera la segretaria del Pd si rivolge al ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, per sapere se e quando il governo deciderà di riconoscere lo Stato della Palestina, come hanno annunciato di voler fare Francia, Malta e Regno Unito aggiungendosi così alla Spagna, all’Irlanda, alla Norvegia e agli oltre 140 paesi che già lo hanno stabilito.

Nel giorno in cui davanti Montecitorio va in scena anche un flash mob pro-Gaza organizzato da Avs, Giorgia Meloni sente il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Con lui insiste «sulla necessità di porre immediatamente fine alle ostilità» perché «la situazione a Gaza è insostenibile e ingiustificabile» e le immagini che arrivano sono «inaccettabili». Anzi, proseguendo invece con le ostilità «Tel Aviv rischia l’isolamento internazionale», avrebbe detto la premier nel ribadire «l’urgenza indiffe…

Elly Schlein va dritta al punto: «Se non ora, quando? Che cosa aspetta l’Italia, che Gaza sia interamente rasa al suolo?». In Aula alla Camera la segretaria del Pd si rivolge al ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, per sapere se e quando il governo deciderà di riconoscere lo Stato della Palestina, come hanno annunciato di voler fare Francia, Malta e Regno Unito aggiungendosi così alla Spagna, all’Irlanda, alla Norvegia e agli oltre 140 paesi che già lo hanno stabilito.

Nel giorno in cui davanti Montecitorio va in scena anche un flash mob pro-Gaza organizzato da Avs, Giorgia Meloni sente il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Con lui insiste «sulla necessità di porre immediatamente fine alle ostilità» perché «la situazione a Gaza è insostenibile e ingiustificabile» e le immagini che arrivano sono «inaccettabili». Anzi, proseguendo invece con le ostilità «Tel Aviv rischia l’isolamento internazionale», avrebbe detto la premier nel ribadire «l’urgenza indifferibile di garantire un accesso umanitario pieno e senza ostacoli alla popolazione civile». E se Meloni rinnova l’impegno dell’Italia nell’iniziativa Food for Gaza, la stessa non fa invece alcun accenno alla richiesta di riconoscere lo Stato della Palestina, che anche il ministro Ciriani colloca più in là nel tempo.

Prima di Schlein, nel corso del question time, sono intervenuti i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: «A Gaza ogni giorno muoiono decine di persone perché chiedono cibo e acqua sotto le bombe dell’esercito israeliano. Il governo intende riconoscere lo Stato di Palestina? Intende revocare gli accordi di cooperazione militare con Israele, che uccide vite umane?».

Il ministro è netto e ribadisce la linea che Meloni aveva anticipato a Repubblica giorni fa. «L’Italia ritiene che un riconoscimento dello stato di Palestina sia prematuro, in assenza di uno stato effettivo, rischia di essere controproducente», dice Ciriani pur ribadendo che «i palestinesi hanno diritto ad avere un loro Stato». Ma non adesso.

Troppo poco per Pd e Avs. Schlein replica al ministro. Basta con «l’ipocrisia» per cui «parlate del fatto che dovrebbe esistere uno Stato e fingete di non vedere che quello Stato lo stanno radendo al suolo, occupato illegalmente contro il diritto internazionale». La segretaria dem, nel suo intervento che ha raccolto gli applausi delle opposizioni, ricorda la manifestazione pro-Gaza in una piazza San Giovanni «gremita di 300.000 persone». Quindi un altro attacco al governo: «Le vostre parole non bastano, servono fatti concreti».

Ciriani difende, in Aula, il lavoro che il governo sta portando avanti «fatto di proposte concrete, come è concreta la nostra presenza nella missione in Palestina. Da tempo abbiamo detto che siamo disponibili a considerare l’invio di nostri uomini in una missione di pace delle Nazioni Unite, a guida araba». Fratoianni alza la voce: «Quello che accade a Gaza non può essere oggetto di una richiesta persino cortese. Voi chiedete la fine delle operazioni militari, ma quelle vanno avanti e prosegue il genocidio».

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