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Albania, Palazzo Chigi contro la Corte Ue: “Sorprende la decisione”. Nordio avvisa i giudici

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Anm: “Nessuno remava contro”. Schlein: “Era una scelta illegale”. Conte: “Schiaffo, basta pagliacciate”. “Magi: “Caporetto”. Renzi: “Le danno torto tutti i giudici del pianeta”. La premier da Erdogan e Dbaiba a confronto su migranti
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Durissima reazione del governo alla sentenza della Corte europea di Bruxelles sui Paesi sicuri che dà torto a Chigi sul protocollo Italia-Albania bloccando di fatto l’operazione migranti nel centri di Gjader fino all’emanazione del nuovo regolamento europeo.

In serata è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a scagliarsi contro i giudici Ue: “La sentenza riconosce il diritto dell'Italia a designare un Paese terzo come 'Paese di origine sicuro' anche tramite un atto legislativo, come abbiamo fatto noi. Quanto al sindacato del giudice, esso dev’essere effettivo e motivato. Il giudice, dice la Corte, deve accertarsi dell'affidabilità delle informazioni dalle quali deriva il suo convincimento e darne adeguata motivazione. E non sembra che questo sia sempre avvenuto”.

"Sorprende la decisione della Corte di Giustizia Ue in merito ai Paesi sicuri di provenienza dei migranti illegali. Ancora una volta la giurisdizione, questa volta europea, rivendica spazi che non le competono, a fronte …

Durissima reazione del governo alla sentenza della Corte europea di Bruxelles sui Paesi sicuri che dà torto a Chigi sul protocollo Italia-Albania bloccando di fatto l’operazione migranti nel centri di Gjader fino all’emanazione del nuovo regolamento europeo.

In serata è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a scagliarsi contro i giudici Ue: “La sentenza riconosce il diritto dell'Italia a designare un Paese terzo come 'Paese di origine sicuro' anche tramite un atto legislativo, come abbiamo fatto noi. Quanto al sindacato del giudice, esso dev’essere effettivo e motivato. Il giudice, dice la Corte, deve accertarsi dell'affidabilità delle informazioni dalle quali deriva il suo convincimento e darne adeguata motivazione. E non sembra che questo sia sempre avvenuto”.

"Sorprende la decisione della Corte di Giustizia Ue in merito ai Paesi sicuri di provenienza dei migranti illegali. Ancora una volta la giurisdizione, questa volta europea, rivendica spazi che non le competono, a fronte di responsabilità che sono politiche", così una nota di Chigi condivisa dalla stessa premier Giorgia Meloni sui suoi social.

Netta l’irritazione per la scelta di Bruxelles di lasciare l’ultima parola ai giudici che dovranno stabilire quali sono i Paesi sicuri dove rimpatriare i migranti. “La Corte di Giustizia Ue – continua il governo – decide di consegnare a un qualsivoglia giudice nazionale la decisione non sui singoli casi, bensì sulla parte della politica migratoria relativa alla disciplina dei rimpatri e delle espulsioni degli irregolari. Così, ad esempio, per l'individuazione dei cosiddetti Paesi sicuri fa prevalere la decisione del giudice nazionale, fondata perfino su fonti private, rispetto agli esiti delle complesse istruttorie condotte dai ministeri interessati e valutate dal Parlamento sovrano".

Per Palazzo Chigi la sentenza della Corte Ue indebolirà i governi alle prese con l’immigrazione illegale. "È un passaggio che dovrebbe preoccupare tutti – incluse le forze politiche che oggi esultano per la sentenza - perché riduce ulteriormente i già ristretti margini di autonomia dei Governi e dei Parlamenti nell’indirizzo normativo e amministrativo del fenomeno migratorio. La decisione della Corte indebolisce le politiche di contrasto all’immigrazione illegale di massa e di difesa dei confini nazionali.

Ci va giù pesante anche il vicepremier Matteo Salvini, che definisce la sentenza “scandalosa, vergognosa, imbarazzante”. Anche per il leader della Lega “limita la possibilità di controllare i confini, contrastare i trafficanti di esseri umani, limitare gli sbarchi, cancella la sovranità nazionale”.

A fronte dell’ira del governo, si registra la soddisfazione di chi, dall’altra sponda, ha seguito la vicenda. A partire dal legale di uno dei due migranti del Bangladesh al centro dei ricorsi al Tribunale di Roma: “Sconfessata la linea del governo”, dichiara Dario Belluccio, che parla di “vittoria dei principi basilari della democrazia e dello stato di diritto, a partire dal diritto di difesa e della separazione dei poteri. Oltre che del primato del diritto dell'Unione sulle pretese dei singoli stati nazionali".

Non trattiene l’emozione Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica, a Repubblica: "Ci hanno fatto penare le pene dell’inferno, ci hanno dato degli eversivi, ma alla fine stavamo facendo solo il nostro lavoro di giudici: applicavamo la legge. E la corte di giustizia dell’Unione Europea ci ha dato ragione. Stavamo applicando il diritto dell’Unione".

Interviene anche l’Associazione nazionale magistrati (Anm) che ricorda una delle polemiche dei mesi scorsi: “Nessuno 'remava' contro il governo”.

Le opposizioni: una Caporetto per la premier

Fallimento totale, Caporetto, ennesima figuraccia. Non usano mezzi termini le opposizioni che sparano ad alzo zero contro il cosiddetto modello Albania.

Attacca la segretaria Pd Elly Schlein: “Si prendano la responsabilità di non aver letto le leggi italiane ed europee e di aver fatto una scelta illegale con centri inumani in Albania che calpestano i diritti fondamentali di migranti e richiedenti asilo, per cui hanno sperperato più di 800 milioni degli italiani". Mentre per Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato: “Oggi crolla la cartapesta della propaganda meloniana sull’immigrazione”, aggiunge.

“La Corte di giustizia dell'Unione europea dà un sonoro schiaffo al governo italiano", afferma il presidente M5S Giuseppe Conte, che rincara la dose: “Adesso a destra inizierà l'insopportabile grancassa di un governo incompreso, ma deciso a difendere la sovranità italiana. Almeno risparmiateci queste pagliacciate”.

Per Angelo Bonelli di Avs, è “confermata la totale illegittimità dell'impianto normativo voluto dal governo”. Parla di “Caporetto” della premier, Riccardo Magi di Più Europa. “I giudici di tutto il pianeta le danno torto”, dichiara Matteo Renzi di Italia viva. “Altra figuraccia sovranista”, attacca Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe.

Meloni con Erdogan e Dbaiba a confronto su migranti

A proposito di migranti la presidente del Consiglio si è recata oggi a Istanbul dove ha avuto un incontro trilaterale con il presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdoan, e con il primo ministro del governo di Unità Nazionale libico, Abdulhameed Mohamed Dabaiba.

Nel corso dell'incontro, si legge in una nota di Palazzo Chigi, Meloni ha discusso con i suoi interlocutori una serie di linee d'azione per combattere le reti criminali internazionali di trafficanti di esseri umani, migliorare la prevenzione dei movimenti irregolari e sostenere la Libia nella gestione della pressione migratoria cui è sottoposta.

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