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Alla festa della Lega in Romagna la star è Zaia: “Io a Venezia? Non so cosa farò da grande”

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C’è anche lo scambio di affettuosità col ministro Matteo Piantedosi, ma sul futuro il Doge non si sbilancia
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CERVIA (RAVENNA) – Il "tavolo romano", il maledetto "tavolo romano", cosa deciderà sul Veneto e su Luca Zaia? Alla festa della Lega della Romagna c'è il Doge e il chiacchiericcio generale è tutto su questo, con annesso scambio di affettuosità tra Zaia e il ministro Matteo Piantedosi che si incrociano per una mezz’ora ("ha fatto un grandissimo lavoro", dice il primo; "ce lo vedrei benissimo al governo", confida il secondo).

Piccolo possibile indizio: il presidente uscente del Veneto si prende a cuore Venezia, ne parla lungamente dal palco, esattamente come a Roma - spiega - dovrebbe avere un regime amministrativo speciale. Può essere questo il suo futuro? Sindaco di una città unica al mondo? Chissà, "non so davvero cosa farò da grande".

CERVIA (RAVENNA) – Il "tavolo romano", il maledetto "tavolo romano", cosa deciderà sul Veneto e su Luca Zaia? Alla festa della Lega della Romagna c'è il Doge e il chiacchiericcio generale è tutto su questo, con annesso scambio di affettuosità tra Zaia e il ministro Matteo Piantedosi che si incrociano per una mezz’ora ("ha fatto un grandissimo lavoro", dice il primo; "ce lo vedrei benissimo al governo", confida il secondo).

Piccolo possibile indizio: il presidente uscente del Veneto si prende a cuore Venezia, ne parla lungamente dal palco, esattamente come a Roma - spiega - dovrebbe avere un regime amministrativo speciale. Può essere questo il suo futuro? Sindaco di una città unica al mondo? Chissà, "non so davvero cosa farò da grande".

Per intanto ci sono le regionali e mezzo centrodestra sta facendo le barricate contro l'idea di una lista che porti il suo nome (Zaia per legge non può ricandidarsi, sarebbe il suo quarto mandato). "Faccio fatica a spiegarlo al tavolo romano, tavolo dove non partecipo - ragiona - dico che non è un soggetto politico. Bisogna conoscere la legge elettorale veneta, la lista è l'opportunità per dare più forza alla coalizione, facendo anche votare più gente. Se non si fa la lista, in Consiglio ci sarà una maggioranza 30 a 20".

FdI e Fi, ma anche un pezzo di Lega sotto sotto, hanno una paura: che una lista Zaia prenda una montagna di voti esattamente come il 2020, con l'ex presidente che di fatto rimarrebbe tale, un presidente ombra, ufficioso. "Io sosterrò quel che decideranno, sono rispettoso - promette lui - Sarò a vigilare affinché venga garantita governabilità alla regione, per portare avanti il lavoro di 15 anni". E poi, "ho rinunciato alla candidatura alle Europee lo scorso anno perché sono una persona di parola, avevo cinque anni di mandato e li concludo, qualcosa farò". Finisce così, qualcosa Zaia farà.

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