Diventa una petizione su Change.org la lettera con la quale sessanta ex ambasciatori italiani hanno chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’immediato riconoscimento dello Stato di Palestina.
“Molti cittadini ci hanno chiesto di aderire, per questo abbiamo lanciato la raccolta firme”, spiega l’ambasciatore Pasquale Ferrara, ex direttore degli Affari politici della Farnesina e promotore dell’iniziativa. Attivo da quattro giorni, l’appello conta già quasi 45mila adesioni.
“Evidentemente – commenta Ferrara – nell’opinione pubblica c’è un fermento rispetto a temi che riguardano questioni non secondarie quali la sopravvivenza di un popolo”.
La missiva – resa pubblica domenica alla vigilia della Conferenza Onu sulla soluzione dei due Stati a New York – è stata firmata da diplomatici che hanno ricoperto incarichi di primo piano negli uffici di rappresentanza e nelle istituzioni. Tra gli altri Piero Benassi, già consigliere diplomatico a Palazzo Chigi con Giuseppe Conte, Ro…
Diventa una petizione su Change.org la lettera con la quale sessanta ex ambasciatori italiani hanno chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’immediato riconoscimento dello Stato di Palestina.
“Molti cittadini ci hanno chiesto di aderire, per questo abbiamo lanciato la raccolta firme”, spiega l’ambasciatore Pasquale Ferrara, ex direttore degli Affari politici della Farnesina e promotore dell’iniziativa. Attivo da quattro giorni, l’appello conta già quasi 45mila adesioni.
“Evidentemente – commenta Ferrara – nell’opinione pubblica c’è un fermento rispetto a temi che riguardano questioni non secondarie quali la sopravvivenza di un popolo”.
La missiva – resa pubblica domenica alla vigilia della Conferenza Onu sulla soluzione dei due Stati a New York – è stata firmata da diplomatici che hanno ricoperto incarichi di primo piano negli uffici di rappresentanza e nelle istituzioni. Tra gli altri Piero Benassi, già consigliere diplomatico a Palazzo Chigi con Giuseppe Conte, Rocco Cangelosi, ex consigliere del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Ferdinando Nelli Feroci, ex Commissario europeo per l'industria e Pasquale Terracciano, con un passato da ambasciatore a Madrid, Londra e Mosca.
La richiesta degli ex ambasciatori è netta: “L’iniziativa da assumere con urgenza, di altissimo significato politico e tutt’altro che meramente simbolico – scrivono – è l’immediato riconoscimento nazionale dello Stato di Palestina”. Con un orizzonte temporale: prima dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà a New York nel settembre del 2025.
Agire con più decisione, questo l’appello dei diplomatici. “Ci sono momenti nella storia in cui non sono più possibili ambiguità né collocazioni intermedie”. Davanti ai “massacri di civili” e alle “flagranti violazioni dei diritti umani e della dignità delle persone” a Gaza “non servono più le dichiarazioni”, ma atti diplomatici concreti. Gli ex ambasciatori ne indicano tre: la sospensione di “ogni rapporto e cooperazione, di qualunque natura, nel settore militare e della difesa con Israele”; il sostegno in sede Ue di “sanzioni individuali nei confronti dei ministri israeliani come Smotrich e Ben G’vir; l’interruzione temporanea “dell’accordo di associazione tra Israele e l’Unione Europea”.
“Gli esecrabili attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 – le parole nette dei diplomatici - non hanno più alcuna relazione con l’orrore perpetrato nella Striscia da Israele nei confronti della stragrande maggioranza di civili inermi, che non ha nulla a che vedere con il diritto di Israele all’autodifesa e che non è affatto improprio qualificare in termini di pulizia etnica, mentre la Corte Internazionale di Giustizia esamina gli estremi del genocidio”.