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Calabria, opposizioni in cerca di un candidato. Occhiuto: “Farò il bis”

Agli Stati generali del Mezzogiorno di Forza Italia il segretario Antonio Tajani e Roberto Occhiuto

 (agf)

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Tajani: “Sosteniamo Roberto e le nostre liste”. Avs agli alleati “Ci siamo anche noi”
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ROMA Se qualcuno si illudeva che quello di Roberto Occhiuto fosse solo un colpo di teatro, mirato a farsi pubblicamente implorare di restare, è rimasto deluso. «Ripensamenti io? Assolutamente no», scandisce a scanso di equivoci, mentre si racconta «sereno» riguarda l’inchiesta per corruzione che lo ha travolto», determinato a «guidare i processi, nel rispetto delle indagini» e assolutamente «sicuro di vincere».

La campagna elettorale è iniziata, lui parla già da (auto)candidato anche se la ratifica degli alleati di centrodestra ancora non c’è e la prima giornata degli Stati generali del Sud di Forza Italia a Reggio Calabria è stato il modo di fare quadrato (o imporlo). Un ordine di scuderia arrivato anche dal vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che dal p…

ROMA Se qualcuno si illudeva che quello di Roberto Occhiuto fosse solo un colpo di teatro, mirato a farsi pubblicamente implorare di restare, è rimasto deluso. «Ripensamenti io? Assolutamente no», scandisce a scanso di equivoci, mentre si racconta «sereno» riguarda l’inchiesta per corruzione che lo ha travolto», determinato a «guidare i processi, nel rispetto delle indagini» e assolutamente «sicuro di vincere».

La campagna elettorale è iniziata, lui parla già da (auto)candidato anche se la ratifica degli alleati di centrodestra ancora non c’è e la prima giornata degli Stati generali del Sud di Forza Italia a Reggio Calabria è stato il modo di fare quadrato (o imporlo). Un ordine di scuderia arrivato anche dal vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che dal palco detta la linea: «In Calabria cominceremo tutti, ventre a terra, a sostenere Roberto e le nostre liste». Insomma, non è tempo di faide interne, quelle che ci sono, si mettano da parte. Anche con gli alleati, almeno ufficialmente è tutto rose e fiori. Nell’album social della campagna elettorale che scalda i motori c’è già una foto del ri-candidato presidente Occhiuto con la sottosegretaria Wanda Ferro, tuttora signora di FdI in Calabria, e il ministro Giuli, voluto da Meloni alla Cultura, che sui suoi social scrive «sono al posto giusto nel momento giusto».

Dietro i filtri Instagram, sono tante le cose da definire. Difficile che a Occhiuto si chieda un passo indietro, pena il rischio reale di una spaccatura, più plausibile che la partita calabrese finisca per ridefinire (ancora) quella nazionale sulle regionali. Di certo tocca correre: le dimissioni verranno formalizzate «a inizio settimana», alle urne tocca andare massimo due mesi dopo.

Tempi contingentati che preoccupano il centrosinistra, che certo non parte favorito. Di base, l’idea è di giocarsela puntando sul campo largo Pd, 5S, Avs già sperimentato altrove, che potrebbe però diventare larghissimo. Ci dovrebbero essere i Socialisti del sindaco di Cosenza Franz Caruso, che secondo i rumors sogna da governatore, ma interlocuzioni sarebbero in corso anche con +Europa, ItaliaViva e Azione. «Sempre che abbiano i numeri», sibilano alcuni. I lavori sono iniziati, i veleni pure e la prossima settimana esserci un tavolo per vedere alla fine chi ci sta.

Nel frattempo è già tempo di totonomi. Il Pd ne ha due in carniere, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e il consigliere regionale Ernesto Alecci. Per il M5s, dopo il niet dell’eurodeputato Pasquale Tridico, che alle regionali non sarebbe interessato, a giocarsela potrebbero essere Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico. Anche Avs si vuole pesare. «Abbiamo uomini e donne che hanno capacità e conoscenza del territorio», dice il deputato Angelo Bonelli, che però non si sbottona. Sui social c’è chi invoca il procuratore Gratteri, chi Mimmo Lucano, ma sono ipotesi senza fondamento. Almeno che si sappia.

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