✕

Dossier riservato di FdI contro le toghe: “Sentenza assurda con effetti distorsivi”

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari (ansa)

Ascolta l'audio

Il documento della struttura di Fazzolari destinato ai parlamentari: “I giudici vogliono decidere la politica migratoria”
2 minuti di lettura

Una sentenza «assurda», che rischia di produrre «effetti distorsivi e paradossali». Ventiquattr’ore dopo il verdetto della Corte di giustizia dell’Ue sui centri di rimpatrio in Albania, Fratelli d’Italia confeziona un dossier riservato, destinato a deputati e senatori, tutto contro le mosse delle toghe del Lussemburgo. Il documento, visionato da Repubblica, è stato redatto dall’Ufficio studi di FdI, propaggine della comunicazione di Palazzo Chigi, diretta dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.

Il dossier, titolo “La sentenza della corte di giustizia Ue sui Paesi sicuri”, contesta intanto la scelta dei magistrati europei di non tenere in considerazione sin da ora il nuovo patto su migranti e immigrazione, già approvato da Bruxelles e che dovrebbe entr…

Una sentenza «assurda», che rischia di produrre «effetti distorsivi e paradossali». Ventiquattr’ore dopo il verdetto della Corte di giustizia dell’Ue sui centri di rimpatrio in Albania, Fratelli d’Italia confeziona un dossier riservato, destinato a deputati e senatori, tutto contro le mosse delle toghe del Lussemburgo. Il documento, visionato da Repubblica, è stato redatto dall’Ufficio studi di FdI, propaggine della comunicazione di Palazzo Chigi, diretta dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.

Il dossier, titolo “La sentenza della corte di giustizia Ue sui Paesi sicuri”, contesta intanto la scelta dei magistrati europei di non tenere in considerazione sin da ora il nuovo patto su migranti e immigrazione, già approvato da Bruxelles e che dovrebbe entrare in vigore però a giugno 2026, forse da gennaio, così chiede il governo, in queste settimane di trattative riservate con Bruxelles. Secondo il documento di via della Scrofa, «la sentenza della Corte prende a riferimento un quadro normativo che nel giro di qualche mese sarà superato». Ma ad indispettire di più il primo partito di maggioranza è il passaggio del verdetto che assegnerebbe «di fatto ai giudici un’autorità decisionale non sul singolo caso oggetto del giudizio - si legge - ma sulla politica migratoria relativa alla disciplina dei rimpatri ed espulsioni». La stessa Meloni, e poi Salvini, aveva evocato una invasione di capo dei giudici rispetto a «scelte politiche» che spetterebbero esclusivamente ad esecutivo e Parlamento.

Secondo il report «ad uso interno» di FdI «e non adatto alla diffusione», la sentenza finisce per «indebolire le politiche di contrasto alle migrazioni illegali di massa», ma rischierebbe anche - e questo è il passaggio più ruvido nei confronti della Corte Ue - «di generare effetti distorsivi e paradossali». Perché a sentire i Fratelli, produce «l’effetto assurdo che un Paese può essere considerato sicuro da un giudice ma non da un altro». Seguono frecciate all’opposizione, che naturalmente dall’altro ieri rimarca la bocciatura firmata dal collegio del Lussemburgo e ricorda il budget da oltre 650 milioni di euro stanziato per l’operazione albanese. Qui il dossier di FdI tende a minimizzare: «Dispiace per la sinistra ma c’è poco da esultare per questa sentenza destinata ad essere superata» dal nuovo patto. Quanto ai costi extralarge, viene citato il governo di Mario Draghi: «Ogni polemica sui costi dell’accordo è pretestuosa» e a supporto della tesi viene citata un’analisi di Open polis secondo cui, si legge nel report di via della Scrofa, con l’esecutivo Draghi le politiche migratorie sarebbero costate di più, «4,2 miliardi di euro».

Al di là della narrazione interna, lo stop della Cgue impone al governo di ricalibrare la strategia nei prossimi mesi. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha fatto capire che i centri non solo resteranno aperti come Cpr, per trasferirci qualche migrante già presente in Italia, ma potrebbero riprendere l’attività originaria: ospitare gli stranieri soccorsi in mare. Quasi a sfidare le toghe. Le operazioni della Marina potrebbero riprendere a stretto giro. Ed è probabile che la premier ne discuta con i ministri interessati già domani pomeriggio, a margine dell’ultimo Cdm prima della pausa estiva.

Leggi i commenti