Politica

Almasri, archiviata Meloni. Richiesta autorizzazione per Nordio, Piantedosi e Mantovano

Almasri, archiviata Meloni. Richiesta autorizzazione per Nordio, Piantedosi e Mantovano

Lo scrive sui social la presidente del Consiglio: “Rivendico che questo Governo agisce in modo coeso sotto la mia guida”

1 minuti di lettura

Non c’è prova che Giorgia Meloni abbia preso alcuna decisione direttamente sul caso Almasri. E, per questo, il fascicolo a suo carico deve essere archiviato. “Dal decreto desumo che verrà chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Piantedosi, Nordio e del sottosegretario Mantovano” dice però la premier, sostenendo quindi che per gli altri membri dell’esecutivo indagati l’indagine procederà: al momento nessun atto è stato depositato però nella giunta per le autorizzazioni, cosa che probabilmente arriverà nelle prossime ore.

L’indagine è aperta per tre ipotesi di reato: peculato e favoreggiamento, a carico di Piantedosi, Mantovano e Nordio, che è indagato anche per omissione di atti di ufficio. La posizione di Meloni è stata archiviata perché – si legge nel decreto di archiviazione – “la presidente, come ha evidenziato il capo dell’Aise, il prefetto Caravelli, “era stata sicuramente informata” ma “non compare alcun dettaglio o elemento circa la portata, natura, entità e finalità dell’informazione, specie sotto il profilo della sua condivisione delle “decisioni” adottate”.

Meloni – che dopo aver dato la notizia dell’apertura dell’indagine, ha dato la notizia di aver ricevuto l’archiviazione – ha però rivendicato tutto quello che il governo ha fatto sulla vicenda. “Nell’atto si sostiene pertanto che due autorevoli ministri e il sottosegretario da me delegato all’intelligence abbiano agito su una vicenda così seria senza aver condiviso con me le decisioni assunte. È una tesi palesemente assurda”, scrive.

“A differenza di qualche mio predecessore, che ha preso le distanze da un suo ministro in situazioni similari, rivendico che questo Governo agisce in modo coeso sotto la mia guida: ogni scelta, soprattutto così importante, è concordata. È quindi assurdo chiedere che vadano a giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro”.

“Nel merito- continua Meloni . ribadisco la correttezza dell’operato dell’intero Esecutivo, che ha avuto come sola bussola la tutela della sicurezza degli italiani. L’ho detto pubblicamente subito dopo aver avuto notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, e lo ribadirò in Parlamento, sedendomi accanto a Piantedosi, Nordio e Mantovano al momento del voto sull’autorizzazione a procedere”.

I commenti dei lettori