Calabria, centrosinistra spiazzato cerca il candidato contro Occhiuto. Sfida M5S-Avs, ecco i nomi
di Matteo PucciarelliTempo due settimane, al massimo 20 giorni per indicare candidato e coalizione: per il centrosinistra si è aperto improvvisamente il capitolo Calabria dopo le dimissioni di Roberto Occhiuto, il presidente di Forza Italia che vuole superare i guai con la giustizia con la prova di forza elettorale. Se tutto va secondo i suoi piani, tra fine ottobre e inizio novembre la regione torna al voto e l'opposizione è rimasta spiazzata, com'era ovvio che fosse.
I sondaggi sono ottimi per Occhiuto, molto negativi per le forze del campo progressista. Ma ogni campagna elettorale è una storia a sé, di sicuro una candidatura di rottura con un programma coerente potrebbe aiutare. Il tavolo di trattative non si è ancora aperto, ma a questo giro il Pd potrebbe pure cedere la candidatura ai 5 Stelle o ad Avs. Nel frattempo, la segretaria del Pd, Elly Schlein, si sta attivando: "Siamo fiduciosi", dice, perché "siamo già partiti in alcune regioni: in Veneto con Giovanni Manildo e con Matteo Ricci nelle March…
Tempo due settimane, al massimo 20 giorni per indicare candidato e coalizione: per il centrosinistra si è aperto improvvisamente il capitolo Calabria dopo le dimissioni di Roberto Occhiuto, il presidente di Forza Italia che vuole superare i guai con la giustizia con la prova di forza elettorale. Se tutto va secondo i suoi piani, tra fine ottobre e inizio novembre la regione torna al voto e l'opposizione è rimasta spiazzata, com'era ovvio che fosse.
I sondaggi sono ottimi per Occhiuto, molto negativi per le forze del campo progressista. Ma ogni campagna elettorale è una storia a sé, di sicuro una candidatura di rottura con un programma coerente potrebbe aiutare. Il tavolo di trattative non si è ancora aperto, ma a questo giro il Pd potrebbe pure cedere la candidatura ai 5 Stelle o ad Avs. Nel frattempo, la segretaria del Pd, Elly Schlein, si sta attivando: "Siamo fiduciosi", dice, perché "siamo già partiti in alcune regioni: in Veneto con Giovanni Manildo e con Matteo Ricci nelle Marche. Stiamo lavorando per chiudere le alleanze anche nelle altre regioni che vanno al voto. Compresa la Calabria perché il presidente Occhiuto ha 'nasato' che la sua maggioranza voleva liberarsene quindi ha ritenuto di utilizzare per fini personali l'istituzione portandola al voto, ma noi ci faremo trovare pronti".
Ora, giusto per farsi un'idea della volatilità del voto calabrese, basta confrontare tre diverse elezioni, eppure ravvicinate. Regionali del '21: il Pd prende il 13,2, il M5S il 6,5 (erano in coalizione assieme), Avs ancora non esisteva ma in quel mondo prese piede la candidatura a presidente di Luigi De Magistris: 16,2 per cento da solo. Politiche del 2022: 5 Stelle stracciano tutti col 29,4 per cento, Pd 14,4 per cento, Avs l'1,8. Europee di un anno fa: M5S al 16,2, Pd al 15,9, Avs al 5,9.
Con questi numeri insomma la candidatura toccherebbe al M5S, poi in seconda battuta al Pd, in ultimo ai rossoverdi. Ma le dinamiche nazionali contano e finora alla coppia Fratoianni-Bonelli, in ascesa negli equilibri interni ai progressisti, non è stata ancora affidata alcuna candidatura forte sui territori. Anche se non è detto che questo basti.
Dopodiché, che nomi girano ad oggi? In casa Pd, due ipotesi: il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il consigliere regionale Ernesto Alecci. Nei 5 Stelle, la vicecapogruppo alla Camera Vittoria Baldino o la deputata Anna Laura Orrico, oppure l’eurodeputato Pasquale Tridico, tutti calabresi. Per l'area della sinistra radicale e ambientalista, piace molto il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, un indipendente e civico capace di vincere due volte nel suo comune, uno dei più popolosi della Calabria. Così pure garba Santo Gioffrè, medico e scrittore che da tempo e con successo mediatico locale denuncia i mali della malasanità calabrese. La rosa, insomma, è ampia. Andare uniti e non divisi come 4 anni fa sarebbe già un primo passo per provare a rompere il sistema di potere del centrodestra.