Comizio di Meloni ad Ancona e “regalo”ad Acquaroli: “Marche zona economica speciale”, come il sud
dal nostro inviato Lorenzo De CiccoANCONA - Una torta per il compleanno di Antonio Tajani (che fa 72 anni, “ma me ne sento 68”). E un regalone per le Marche chiamato Zes: zona economica speciale, pensata in teoria per il Mezzogiorno. Tradotto: “Vantaggi fiscali come il credito d’imposta”, che permette di risparmiare fino al 40% di tasse, e “un’autorizzazione unica per chi investe”. Giorgia Meloni da Ancona fa da starter per la campagna elettorale del fedelissimo Francesco Acquaroli, governatore a caccia del bis nelle regionali d’autunno.
Nell’auditorium della Mole Vanvitelliana, la premier atterra in elicottero. Seguita dal vicepremier Antonio Tajani. L’altro vice, Matteo Salvini, si collega da remoto, dal Mit: “Scusate, ma devo occuparmi del ponte sullo Stretto di Messina”. Ma c’è tempo per ricordare l’inchiesta che ha coinvolto Matteo Ricci, “anche se noi siamo garantisti”. In teoria è un evento di governo “per i progetti delle Marche”. Di fatto un comizio elettorale, seguito dalla visita a un cantiere al via sulla P…
ANCONA - Una torta per il compleanno di Antonio Tajani (che fa 72 anni, “ma me ne sento 68”). E un regalone per le Marche chiamato Zes: zona economica speciale, pensata in teoria per il Mezzogiorno. Tradotto: “Vantaggi fiscali come il credito d’imposta”, che permette di risparmiare fino al 40% di tasse, e “un’autorizzazione unica per chi investe”. Giorgia Meloni da Ancona fa da starter per la campagna elettorale del fedelissimo Francesco Acquaroli, governatore a caccia del bis nelle regionali d’autunno.
Nell’auditorium della Mole Vanvitelliana, la premier atterra in elicottero. Seguita dal vicepremier Antonio Tajani. L’altro vice, Matteo Salvini, si collega da remoto, dal Mit: “Scusate, ma devo occuparmi del ponte sullo Stretto di Messina”. Ma c’è tempo per ricordare l’inchiesta che ha coinvolto Matteo Ricci, “anche se noi siamo garantisti”. In teoria è un evento di governo “per i progetti delle Marche”. Di fatto un comizio elettorale, seguito dalla visita a un cantiere al via sulla Pedemontana Sud. Acquaroli annuncia interventi appena avviati, in una regione mal collegata con la Capitale, come ammettono anche gli esponenti dell’esecutivo. Meloni, dietro a un affresco con cinque pulcinella, offre alla platea un decreto (in parte annunciato prima da Tajani) che sarà varato oggi pomeriggio in Cdm. La Zes per le Marche. E per bilanciare, anche per l’Umbria, guidata dal centrosinistra.
"Noi siamo qui oggi per compiere insieme un altro passo. Viviamo in una fase particolarmente complessa della storia recente: mutamenti che stanno modificando in profondità gli equilibri tra le nazioni, che possiamo affrontare solo se saremo capaci di un'accelerazione di quei processi di innovazione e ammodernamento del tessuto istituzionale e produttivo che per troppo tempo in Italia, invece, si sono scontrati con ostacoli, freni, vecchie prassi, cattive abitudini", dice la premier. E per questi motivi, aggiunge, "abbiamo scelto di dare a questo territorio un'opportunità in più. Il Consiglio dei ministri delle 15 approverà la norma che consente di allargare la zona economica speciale anche alla regione Marche e alla regione Umbria" che "è uno strumento che sta dando straordinari risultati". La questione centrale è quella “del deficit infrastrutturale. È una regione che vive un paradosso incredibile, quello di trovarsi al centro dell'Italia ma di essere allo stesso tempo una regione difficilmente raggiungibile. E quando un territorio non ha le infrastrutture di cui ha bisogno non è messo nelle condizioni di competere ad armi pari ed esprimere al massimo il suo valore", aggiunge Meloni prima di inaugurare i lavori del tratto sud della Pedemontana Marche “che permetterà anche di collegarsi all'Abruzzo" e ricordare . Annunci finiti nel mirino del Pd. "Ad Ancona Meloni ha promesso di tutto: manca solo ‘sarà tre volte Natale’. Lo fa per aiutare il suo amico di gioventù Acquaroli, lo fa perché sa bene che da solo non avrebbe niente da raccontare, visto come ha ridotto la sanità pubblica – commentano Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo dem alla Camera e al Senato – A Meloni, versione Wanna Marchi, non crede più nessuno: dalle accise alla riforma delle pensioni, le italiane e gli italiani hanno imparato che sono solo promesse elettorali. Nella realtà si traducono in tagli ai servizi, aumento delle tasse e della povertà”.