Daniela Santanchè, accusata di truffa aggravata ai danni dell’Inps, «cerca uno scudo in Parlamento». La senatrice di Avs, Ilaria Cucchi, fa parte della Giunta delle immunità parlamentari che oggi esaminerà la richiesta di conflitto di attribuzione sollevato dalla ministra del Turismo e non ha dubbi: «Vuole godere di un privilegio».
Sull’utilizzo delle registrazioni, i pm di Milano hanno bypassato la Giunta come dice Santanchè?
«Non erano intercettazioni dirette. L’articolo 68 sull’immunità è sacro ma al momento se ne sta abusando. Un conto è tutelare un parlamentare nella sua attività politica un altro è uno scudo per chi commette un reato comune».
La truffa contestata a Santanchè non rientra nelle competenze della Giunta?
«Quello della senatrice Santanchè è un reato contro la pubblica amministrazione, coinvolgere la Giunta significa diventare casta. Un pm si deve attivare necessariamente se gli arriva la notizia di un reato. Non capisco per quale motivo un parlamentare debba avere un…
Daniela Santanchè, accusata di truffa aggravata ai danni dell’Inps, «cerca uno scudo in Parlamento». La senatrice di Avs, Ilaria Cucchi, fa parte della Giunta delle immunità parlamentari che oggi esaminerà la richiesta di conflitto di attribuzione sollevato dalla ministra del Turismo e non ha dubbi: «Vuole godere di un privilegio».
Sull’utilizzo delle registrazioni, i pm di Milano hanno bypassato la Giunta come dice Santanchè?
«Non erano intercettazioni dirette. L’articolo 68 sull’immunità è sacro ma al momento se ne sta abusando. Un conto è tutelare un parlamentare nella sua attività politica un altro è uno scudo per chi commette un reato comune».
La truffa contestata a Santanchè non rientra nelle competenze della Giunta?
«Quello della senatrice Santanchè è un reato contro la pubblica amministrazione, coinvolgere la Giunta significa diventare casta. Un pm si deve attivare necessariamente se gli arriva la notizia di un reato. Non capisco per quale motivo un parlamentare debba avere un trattamento privilegiato se è accusato di truffa nei confronti dell’Inps».
Da parte di Santanchè c’è una mancanza di fiducia nella magistratura che la destra continua ad attaccare?
«Tutti gli imputati vorrebbero avere il potere di spazzare via le prove più imbarazzanti a loro carico. Mi si spieghi secondo quale logica deve essere la Giunta per le immunità a farlo, quando il reato non ha alcuna pertinenza con l’attività politica».
Una corsia preferenziale che si chiede di applicare perché senatrice?
«Questo crea la casta. Per nessun motivo noi dobbiamo godere di un trattamento diverso rispetto ai normali imputati. Un conto sono le garanzie dei diritti politici, altra cosa sono i privilegi».
FdI ha detto che in caso di rinvio a giudizio deve dimettersi. Santanchè con questa mossa vuole depotenziare le accuse?
«È evidente che vuole depotenziare le accuse facendosi scudo dei privilegi di cui godiamo noi parlamentari, snaturandone la nobile natura. Ma il problema non si pone perché tanto le verrà riconosciuta l’immunità con buona pace del patto che abbiamo stretto con i cittadini».
Serve anche per prendere altro tempo?
«Su questo tema le strategie politiche mi lasciano fredda. D’altra parte mi sembra evidente che noi politici siamo diventati professionisti del rimando, quando i temi si fanno scomodi. La vicenda Santanchè sta mettendo in imbarazzo l’intero Parlamento. Qui stiamo parlando di un principio di legalità che è sempre stato la bandiera della mia vita: la legge è e deve essere uguale per tutti».