Barbara Floridia, presidente della commissione di Vigilanza Rai, mancano due giorni alla scadenza ufficiale per l’attuazione del Media Freedom Act. L’Italia si fa riconoscere per l’inosservanza del regolamento europeo. E ora?
«Andiamo in infrazione. Come opposizione in questi mesi abbiamo chiesto più volte che in Parlamento si trattasse il tema della riforma della Rai, uno dei punti focali. Però solo a luglio si è costituito in Commissione un comitato ristretto e i due relatori del centrodestra hanno presentato un testo la settimana scorsa, insoddisfacente e irricevibile in alcuni punti».
“Irricevibile” perché?
«Per eleggere in Parlamento sei membri del Cda della Rai, secondo la loro proposta, non servirà la maggioranza qualificata ma basterà quella semplice: quindi la maggioranza di governo avrebbe sempre il controllo del Cda, ed è esattamente ciò che l’Emfa vuole evitare. Non si danno certezze sulla stabilità economica della Rai, non ci sono prerequisiti di professionalità e di comp…
Barbara Floridia, presidente della commissione di Vigilanza Rai, mancano due giorni alla scadenza ufficiale per l’attuazione del Media Freedom Act. L’Italia si fa riconoscere per l’inosservanza del regolamento europeo. E ora?
«Andiamo in infrazione. Come opposizione in questi mesi abbiamo chiesto più volte che in Parlamento si trattasse il tema della riforma della Rai, uno dei punti focali. Però solo a luglio si è costituito in Commissione un comitato ristretto e i due relatori del centrodestra hanno presentato un testo la settimana scorsa, insoddisfacente e irricevibile in alcuni punti».
“Irricevibile” perché?
«Per eleggere in Parlamento sei membri del Cda della Rai, secondo la loro proposta, non servirà la maggioranza qualificata ma basterà quella semplice: quindi la maggioranza di governo avrebbe sempre il controllo del Cda, ed è esattamente ciò che l’Emfa vuole evitare. Non si danno certezze sulla stabilità economica della Rai, non ci sono prerequisiti di professionalità e di competenza per candidarsi al Cda, ed è per noi del M5S inaccettabile che la Rai possa cedere quote ai privati».
Si è fermi però anche su tutto il resto, se si parla di informazione e dei dettami europei.
«Sì, e del resto i report europei confermano il peggioramento della condizione della libertà di stampa e dei giornalisti nel nostro Paese. Proprio adesso che abbiamo bisogno di tutelare la categoria, di fronte a guerre ibride e allo strapotere dei social, c’è chi dal governo attacca il lavoro dei giornalisti, controlla e dispone di numerose testate».
Perché il centrodestra non ha voluto applicare il regolamento in tempo? Disinteresse o un disegno preciso?
«Va chiesto a loro, entrambe le cose sarebbero gravi. Sa, mantenendo un forte controllo della tv pubblica si può orientare la narrazione, raccontando che va tutto bene».
Le infrazioni dell’Europa cosa potrebbero comportare?
«Lo spreco di soldi dei cittadini: multe da pagare, quindi un doppio esborso, tra canone e infrazione. Oltre alla pessima reputazione per il nostro Paese. L’informazione è un bene primario per una democrazia, qualcuno fa finta di non capirlo. O lo sa, e agisce di conseguenza».
La Commissione di Vigilanza Rai cosa può fare?
«Sulla riforma della Rai nulla. A novembre sarà un anno di blocco dei lavori da parte del centrodestra che impedisce alla Commissione di lavorare non presentandosi, impedendo il numero legale. Non abbiamo neanche mai potuto audire il nuovo ad. Eppure, quando la Commissione funzionava, abbiamo fatto un grande lavoro di confronto su temi cruciali come fake news e intelligenza artificiale».