Caso Almasri, Fratoianni: “Menzogne e balbettii, il rimpatrio fu una scelta precisa”
di Concetto VecchioNicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, perché continuate a dire che il governo ha mentito sul caso Almasri?
«Le bugie sono state clamorose. I ministri Nordio e Piantedosi in Parlamento hanno fornito versioni diverse, quando era chiaro a tutti che il governo era stato avvertito per tempo dell’arresto, aveva contattato l’ambasciata all’Aia e quindi tutti sapevano esattamente quello che facevano, come dimostrano i messaggi su Signal del capo di gabinetto del ministro Nordio».
Cosa aggiungono ora le carte?
«Che la liberazione non è stata figlia di un cavillo, ma una precisa scelta politica. La premier Giorgia Meloni del resto l’altra sera l’ha pienamente rivendicata».
Perché il governo non l’ha rivendicato subito davanti alla pubblica opinione?
«Perché se ne vergognano persino loro».
Potevano opporre il segreto di Stato.
«Invece hanno preferito mettere in piedi una sceneggiata degna delle peggiori commedie all’italiana. Menzogne, balbettii, contraddizioni. E la contraddizione più…
Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, perché continuate a dire che il governo ha mentito sul caso Almasri?
«Le bugie sono state clamorose. I ministri Nordio e Piantedosi in Parlamento hanno fornito versioni diverse, quando era chiaro a tutti che il governo era stato avvertito per tempo dell’arresto, aveva contattato l’ambasciata all’Aia e quindi tutti sapevano esattamente quello che facevano, come dimostrano i messaggi su Signal del capo di gabinetto del ministro Nordio».
Cosa aggiungono ora le carte?
«Che la liberazione non è stata figlia di un cavillo, ma una precisa scelta politica. La premier Giorgia Meloni del resto l’altra sera l’ha pienamente rivendicata».
Perché il governo non l’ha rivendicato subito davanti alla pubblica opinione?
«Perché se ne vergognano persino loro».
Potevano opporre il segreto di Stato.
«Invece hanno preferito mettere in piedi una sceneggiata degna delle peggiori commedie all’italiana. Menzogne, balbettii, contraddizioni. E la contraddizione più grande è della premier, che dopo la strage di Cutro aveva promesso di inseguire i trafficanti lungo tutto il globo terracqueo».
Meloni però è stata archiviata.
«Ma ciò non cancella le sue responsabilità politiche, al pari degli altri».
Come spiega la sua uscita di scena dall’inchiesta?
«Non spetta a me entrare nelle scelte dei magistrati, ma ciò non cambia la lettura politica della vicenda».
Ci sono differenze di responsabilità tra Nordio, Piantedosi e Mantovano?
«Sul piano politico hanno tutti la stessa responsabilità, aver liberato un criminale accusato di reato gravissimi. Il profilo giuridico dovrebbe poterlo affrontare la magistratura».
Il no all’autorizzazione a procedere sarà scontato.
«Temo anch’io. Del resto finora la maggioranza ha sempre fatto quadrato in casi analoghi. Fanno finta che la legge non esista, difendendo i propri indagati».
Che spazi restano allora alla politica?
«Va denunciato lo strame che la destra fa del diritto, una tendenza in tutto il mondo, a cominciare da Trump. E quindi questa storia non finisce qui».
Nordio si è molto risentito perché il presidente dell’Anm ha espresso un giudizio su un eventuale coinvolgimento del suo capo di gabinetto. Come valuta lo scontro?
«Come una polemica surreale fondata peraltro su un’affermazione che il presidente dell’Anm ha prontamente smentito. Consiglierei piuttosto al ministro di preoccuparsi del ruolo svolto dal suo capo di gabinetto in questa vicenda».
Oggi segnalerete alla Corte penale internazionale il comportamento del governo su Gaza, denunciandone le complicità nei crimini di guerra. Non è eccessivo?
«C’è un disprezzo del diritto internazionale, di cui si rende corresponsabile anche chi non fa nulla per impedirlo. E riguarda anche il nostro governo. È un dovere denunciarlo».