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Ponte sullo Stretto, ok al progetto. “Tariffe sotto i 10 euro”. Pd: “Azzardo che non sta in piedi”

Ponte sullo Stretto, ok al progetto. “Tariffe sotto i 10 euro”. Pd: “Azzardo che non sta in piedi”
(ansa)

La conferenza stampa del ministro dopo il via libera del Cipess: “Lavori entro ottobre, primo attraversamento tra il 2032 e il 2033”. Bonelli: “Enorme spreco di denaro pubblico”

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Si fa attendere, come si conviene nelle grandi occasioni. Sono le 13.16 quando arriva la fumata bianca al Ponte sullo Stretto. Matteo Salvini esulta, lo annuncia prima ancora di accedere alla sala stampa, pronto a celebrare quella che ha definito “una giornata storica”. Una nota anticipa che il Cipess ha approvato il progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina “che comprende una articolata documentazione presentata dal ministero delle Infrastrutture e trasporti”. Alla riunione del comitato interministeriale che ha dato il via libera al progetto è presente anche la premier Giorgia Meloni.

“Sarà il ponte a campata unica più lungo del mondo”

Salvini dice che “sarà il ponte a campata unica più lungo al mondo. Una infrastruttura del genere è un acceleratore di sviluppo”.“Questo non è un punto di arrivo ma di partenza che arriva dopo due anni e mezzo di lavoro costante. È un’emozione perché - ricorda- non si è mai arrivati al finanziamento definitivo”.

"120 mila posti di lavoro”

Per Salvini “il ponte sarà una parte di risoluzione dei problemi del mezzogiorno d’Italia. Studi parlano di 120 mila unità lavoro l’anno, parlano anche di enorme vantaggio ambientale. È la più grande opera pubblica in occidente in programmazione”.

“Ci sarà metro con tre fermate”

Il vicepremier sottolinea che “ci sarà la metropolitana dello stretto, tre fermate sul fronte messinese che collegheranno studenti, pendolari, turisti”. Ma non si tratterà di un’infrastruttura che farà da volano soltanto all’economia di Sicilia e Calabria, anzi: “La prima regione per coinvolgimento di aziende sarà la Lombardia - annuncia Salvini - Ma poi imprese venete, romagnole, laziali. Guardando invece alla formazione professionale, interesserà prevalentemente Sicilia e Calabria, tra le regioni col più alto tasso di disoccupazione giovanile. Oggi un ingegnere che si laurea in Sicilia o Calabria può scegliere, ahimè, dove emigrare. Oggi stiamo investendo in Sicilia e Calabria più del doppio di quanto sta costando il ponte, investimenti sulle infrastrutture idriche”.

“Partire con cantiere tra settembre e ottobre”

Per quanto riguarda invece l’inizio dei lavori, Salvini spiega: "Ovviamente ci vuole la bollinatura della Corte dei Conti, quindi l'obiettivo è partire con il cantiere per settembre e ottobre. L'estate finisce il 21 settembre".

“Attraversamento previsto tra il 2032 e il 2033”

Il vicepremier si sbilancia anche sulle previsioni di fine lavori: “Il nostro obiettivo è l’attraversamento tra il 2032 e il 2033”. Un biennio che Salvini considera particolarmente significativo “perché sarà lo stesso in cui i romani potranno prendere la metro a piazza Venezia e arrivare all’Olimpico. Lo stesso arco temporale in cui da Torino si potrà raggiungere Lione”. Sulle polemiche attorno alla grande opera, Salvini è netto: “Sui media cinesi o americani si parlerà di quest’opera dal punto di vista ingegneristico. Da noi, invece, qualcuno vede la più grande opera pubblica in Occidente come un problema”. Il caso Almasri? Lo scontro coi magistrati? “Fossi stato nei vostri panni - dice il ministro ai giornalisti - avrei fatto le stesse domande. Ma mettetevi nei miei, di panni: oggi è una giornata storica, non si parla d’altro che di Ponte”.

Meloni: “Italia più connessa e coesa”

Il Ponte sullo Stretto è un'opera "frutto di un lungo processo progettuale e normativo - i primi progetti risalgono alla fine degli anni Sessanta - che questo governo ha scelto di riavviare ufficialmente nel 2023, dopo la sospensione decisa dal governo Monti nel 2012. Di questo ringrazio il ministro Salvini per il coraggio e la determinazione”. Così, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la riunione del Cipess, sottolineando che ora si potrà avviare “la costruzione di un’opera tanto imponente quanto all'avanguardia dal punto di vista tecnico e ingegneristico”.

Il Ponte, ha aggiunto la premier, è una “infrastruttura dai tanti primati, a partire da quello che lo renderà il ponte sospeso a campata unica più lungo del mondo”. Ma il progetto “non si limita alla costruzione del ponte in senso stretto. Sono previsti infatti oltre 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari per connettere l'infrastruttura”.

“Lo facciamo - ha rimarcato Meloni - per dare lavoro e opportunità oggi, visto il moltiplicatore che un'opera di questa imponenza può generare sul nostro tessuto economico e produttivo, e per lasciare alle generazioni future un'eredità concreta: un'Italia più connessa, più competitiva, più coesa”.

Le reazioni

Dopo l’approvazione del Cipess, arrivano le prime reazioni. Dura l’opposizione. Il Pd va all’attacco con Chiara Braga, capogruppo alla Camera: “La spesa farmaceutica delle Regioni, le risorse del Pnrr per la sanità pubblica, i costi per risanare il buco delle pensioni della pubblica amministrazione; ma anche la decarbonizzazione dell'economia italiana, o il sistema di deduzioni e detrazioni fiscali per l'industria italiana. Ecco quanto costerà il Ponte sullo Stretto, l'impuntatura e il giocattolo elettorale di Salvini. Quasi 15 miliardi di euro per un'opera che andrà a stravolgere l'ecosistema di interi territori e la vita di interi quartieri colpiti da violenti espropri per diversi chilometri quadrati, il tutto a rischio altissimo di infrazioni comunitarie e in violazione di prescrizioni ambientali che ci si ostina a ignorare o ad aggirare”, conclude la capogruppo dem. Interviene Annalisa Corrado, europarlamentare S&D e responsabile Conversione ecologica del Partito democratico: “La destra che oggi esulta - Meloni e Salvini in testa - celebra un progetto che non sta in piedi dal punto di vista ambientale, ingegneristico, economico. È un'operazione di pura propaganda che rischia di lasciare sulle spalle degli italiani costi enormi e penali miliardarie in caso di stop, e che sottrae risorse a investimenti urgenti a trasporti locali, messa in sicurezza del territorio, scuole e sanità e non tiene conto della grave crisi idrica che affligge le due regioni coinvolte, mettendo in pericolo il passaggio delle grandi navi e con esse la logistica e la strategia portuale", prosegue Corrado. Che conclude: "L'annuncio di oggi non cambia la nostra idea: questo non è sviluppo, è propaganda. Continueremo a rappresentare in Europa e in tutte le sedi necessarie i comitati e le associazioni che si battono sul territorio contro questo ecomostro voluto da Salvini. Non ci fermeremo finché non sarà chiaro che lo sviluppo non passa da opere faraoniche e pericolose, ma da infrastrutture utili e sostenibili per le comunità". "Altro che giornata storica: oggi è una giornata triste per il Mezzogiorno e per tutto il Paese – dice Anthony Barbagallo del Pd - Il via libera del Cipess al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto rappresenta un colossale spreco di risorse pubbliche, un monumento all'inutilità e alla propaganda di Salvini. Un'opera vecchia, contestata, irrealizzabile nei tempi e nei modi raccontati, che cancella con un colpo di spugna le vere priorità del Sud”.

Il senatore M5S Pietro Lorefice commenta: "Il Governo trova 13,5 miliardi per il Ponte sullo Stretto, da oggi ufficialmente autorizzato dal Cipess, mentre per l'Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria mancano ancora 17,2 miliardi per completare un'opera fondamentale per evitare che dal 'profondo Sud' ci si possa impiegare anche 20 ore di treno per raggiungere la capitale. E' vergognoso dare priorità a un progetto senza progetto se non quello di creare un ponte di poltrone, quando le infrastrutture ferroviarie restano senza copertura finanziaria e ferme a un binario morto”.

Per Angelo Bonelli di Avs si tratta di “un'opera che rappresenta il più grande spreco di denaro pubblico mai visto in Italia: 14,6 miliardi di euro dei cittadini, senza un solo euro di investimenti privati. Nemmeno Berlusconi aveva osato tanto. È il capolavoro di Matteo Salvini che butta miliardi in cemento e propaganda". “Una scelta folle da ogni punto di vista, ambientale ed economico – commenta Nicola Fratoianni di Avs – Una mega opera che distrarrà un'enorme massa di risorse pubbliche che invece sarebbero necessarie per rispondere ai problemi e alle emergenze di milioni di italiani. Non solo in quella parte del Paese, ma lì in Calabria e Sicilia certo con esigenze particolarmente grandi ed impellenti, ma in tutta Italia. E la scelta di questa mega opera - conclude il leader di SI - rischia di trasformarsi, anzi ne siamo certi, in un gigantesco buco nero".

La società: “Tariffa base auto sotto 10 euro”

"Ad oggi, al netto dell'adeguamento all'inflazione alla data di entrata in esercizio del ponte, si stima una tariffa base per le autovetture inferiore a 10 euro, con riduzioni significative per i viaggi frequenti – dice una nota della società Stretto di Messina – La puntuale definizione delle tariffe si avrà in prossimità dell'apertura al traffico del ponte, ma l'ipotesi di piano tariffario è sensibilmente inferiore agli attuali costi di attraversamento”.

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