Il decreto di nomina è arrivato soltanto al termine di una giornata d’attesa: il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, su proposta del Consiglio di indirizzo, ha nominato Fulvio Adamo Macciardi sovrintendente della fondazione Teatro San Carlo di Napoli. Il titolare della delega alla Cultura si è preso oltre 24 ore prima di sciogliere la riserva dopo il blitz che si è consumato lunedì mattina, quando uno strano asse tra i tre componenti del Cdi nominati rispettivamente dal ministero e dalla Regione guidata dal Pd Vincenzo De Luca hanno indicato al dicastero il profilo di Macciardi.
Violinista e direttore artistico, l’incarico per il nuovo sovrintendente è stato caldeggiato dal sottosegretario meloniano Gianmarco Mazzi e avversato dal sindaco di Napoli — e presidente del Cdi del San Carlo — Gaetano Manfredi. A fare da ago della bilancia in Cdi è stato il rappresentante di De Luca, che ha sancito l’ennesimo strappo nella guerra mai sopita tra il governatore e il primo cittadino del c…
Il decreto di nomina è arrivato soltanto al termine di una giornata d’attesa: il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, su proposta del Consiglio di indirizzo, ha nominato Fulvio Adamo Macciardi sovrintendente della fondazione Teatro San Carlo di Napoli. Il titolare della delega alla Cultura si è preso oltre 24 ore prima di sciogliere la riserva dopo il blitz che si è consumato lunedì mattina, quando uno strano asse tra i tre componenti del Cdi nominati rispettivamente dal ministero e dalla Regione guidata dal Pd Vincenzo De Luca hanno indicato al dicastero il profilo di Macciardi.
Violinista e direttore artistico, l’incarico per il nuovo sovrintendente è stato caldeggiato dal sottosegretario meloniano Gianmarco Mazzi e avversato dal sindaco di Napoli — e presidente del Cdi del San Carlo — Gaetano Manfredi. A fare da ago della bilancia in Cdi è stato il rappresentante di De Luca, che ha sancito l’ennesimo strappo nella guerra mai sopita tra il governatore e il primo cittadino del capoluogo. Lo stesso che con Giuli aveva concordato di soprassedere ancora per qualche settimana sulla nomina, in attesa di trovare un nome di sintesi. Fino al colpo di mano, che da quanto filtra avrebbe provocato l’irritazione di tutti e due i papabili candidati alla successione di De Luca, il 5S Roberto Fico e il sottosegretario meloniano Edmondo Cirielli, fresco di fiori d’arancio celebrati da Ignazio La Russa. Segno che anche a destra il profilo non convince tutti. Ma alla fine a tarda sera la nomina è arrivata.
Già in mattinata De Luca aveva difeso il colpo di mano: «Sono quattro mesi che il San Carlo è allo sbando, che altro bisognava aspettare?». Ora Manfredi è pronto a impugnare il decreto, forte anche del parere dei revisori dei conti del Lirico, secondo cui la designazione di Macciardi «non ha valore giuridico e amministrativo». In questo clima, i candidati in pectore alla Regione, pur irritatissimi, tengono le bocche cucite. A intervenire è, però, la coordinatrice 5 Stelle a Napoli, Gilda Sportiello, fedelissima dell’ex presidente della Camera, che parla di episodio «grave». Per il Pd in Consiglio comunale il Teatro «non può essere trasformato in terreno di manovre politiche o di contrapposizioni tra livelli istituzionali». E anche il senatore di Avs Peppe De Cristofaro parla di «episodio inaccettabile». In serata il Cdi invia una richiesta di convocazione «urgente» a Manfredi. Adesso il Cdi potrebbe imporre stipendio e contratto del nuovo vertice. Ma la nomina rischia di finire dentro una guerra di carte bollate.