La circolare della direzione generale degli Archivi di Stato che aveva indotto alcuni Archivi territoriali (Torino, Milano) a negare agli studiosi le sentenze sugli anni di piombo per presunte ragioni di privacy è stata revocata. Il provvedimento è stato firmato dal direttore generale, Antonio Tarasco, dopo che erano fioccate interrogazioni parlamentari e le proteste dell’Associazione delle vittime di Bologna.
Repubblica ne aveva scritto lunedì 4 agosto.
“Si chiarisce – motiva Tarasco il dietrofront – che l’obiettivo dell’amministrazione è di promuovere la più ampia conoscibilità, accessibilità e diffusione delle sentenze e degli atti di procedimenti giudiziari riguardanti casi di terrorismo, stragi e altri fatti che hanno scosso la coscienza civile del Paese, per i quali …
La circolare della direzione generale degli Archivi di Stato che aveva indotto alcuni Archivi territoriali (Torino, Milano) a negare agli studiosi le sentenze sugli anni di piombo per presunte ragioni di privacy è stata revocata. Il provvedimento è stato firmato dal direttore generale, Antonio Tarasco, dopo che erano fioccate interrogazioni parlamentari e le proteste dell’Associazione delle vittime di Bologna.
Repubblica ne aveva scritto lunedì 4 agosto.
“Si chiarisce – motiva Tarasco il dietrofront – che l’obiettivo dell’amministrazione è di promuovere la più ampia conoscibilità, accessibilità e diffusione delle sentenze e degli atti di procedimenti giudiziari riguardanti casi di terrorismo, stragi e altri fatti che hanno scosso la coscienza civile del Paese, per i quali deve intendersi implicito e prevalente l’interesse alla conoscibilità degli atti. A conferma di ciò, si ricorda che molte sentenze e atti processuali sono già pubblicati nel portale Rete degli archivi per non dimenticare curato dall’Archivio Flamigni con cui il 1 agosto 2025 la scrivente ha rinnovato la convenzione per la digitalizzazione e il trattamento del materiale da inserire”.
Finisce bene una vicenda che ai più era parsa una palese contraddizione anche con l’impegno ribadito, il 2 agosto, dalla presidente del Consiglio di proseguire nella declassificazione degli atti processuali riguardanti, stragi, terrorismo rosso e nero, mafia. La precedente circolare, la 34 del 2024, che invitava al rispetto della legge sulla privacy dopo che era stata richiesta una sentenza per un caso di stupro all’Archivio di Stato di Latina, era stata applicata in maniera restrittiva negando così anche i verdetti relativi alla stagione del terrorismo.
Scrive Tarasco: “L’interesse per la conoscibilità degli atti che hanno riguardato alcuni degli eventi più gravi per la vita del Paese è già stato riconosciuto come assolutamente preminente. Pertanto la nuova circolare sostituisce e revoca la circolare numero 35 del 2024”.
Esulta la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini: «La revoca onora l’impegno che avevo assunto di fronte ai familiari delle vittime del 2 agosto a Bologna. Un sentito ringraziamento val al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per l’attenzione con cui ha affrontato e risolto questa vicenda”.