L’Europa compatta: “Prima serve il cessate il fuoco”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraChevening House
LONDRA – È corsa contro il tempo per l’Europa per contare nei negoziati sull’Ucraina, prima che Trump si incontri con Putin in Alaska a Ferragosto e accada l’irreparabile: una resa di Kiev imposta dall’alto, con ucraini, britannici ed europei impotenti. E così i leader di Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Unione Europea, Polonia e Finlandia ieri notte pubblicano un comunicato congiunto con le richieste dell’Europa a “The Donald”. Nero su bianco.
«Accogliamo gli sforzi del presidente Trump per mettere fine a questa guerra», scrivono Starmer, Macron, Meloni, Merz, Von Der Leyen, Tusk e Stubb, ma «l’Ucraina ha la libertà di scegliere il proprio destino. I negoziati hanno un senso solo se dopo un cessate il fuoco o una riduzione delle ostilità, per raggiun…
LONDRA – È corsa contro il tempo per l’Europa per contare nei negoziati sull’Ucraina, prima che Trump si incontri con Putin in Alaska a Ferragosto e accada l’irreparabile: una resa di Kiev imposta dall’alto, con ucraini, britannici ed europei impotenti. E così i leader di Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Unione Europea, Polonia e Finlandia ieri notte pubblicano un comunicato congiunto con le richieste dell’Europa a “The Donald”. Nero su bianco.
«Accogliamo gli sforzi del presidente Trump per mettere fine a questa guerra», scrivono Starmer, Macron, Meloni, Merz, Von Der Leyen, Tusk e Stubb, ma «l’Ucraina ha la libertà di scegliere il proprio destino. I negoziati hanno un senso solo se dopo un cessate il fuoco o una riduzione delle ostilità, per raggiungere una pace duratura e giusta, che non può essere decisa senza l’Ucraina». E poi: «Bisogna garantire sovranità e integralità territoriale di Kiev. I confini internazionali non possono essere cambiati con la forza». Inoltre, per i leader europei «non può esserci riconoscimento dei territori occupati dalla Russia» e bisogna garantire «sostegno finanziario e militare all’Ucraina» oltre a nuove «misure restrittive» e sanzioni nei confronti di Mosca. Un approccio che «combini diplomazia attiva e pressioni» sulla Russia per «porre fine a questa guerra illegale». Perché qualsiasi accordo, concludono i leader, dovrà «proteggere gli interessi vitali dell’Ucraina e dell’Europa».
Questa netta presa di posizione degli europei nei confronti di Trump arriva dopo lo sfogo di Macron nel pomeriggio: «Niente accordi senza l’Europa e senza l’Ucraina al tavolo». I leader europei ribollono, incluso, dietro le quinte, il primo ministro britannico Sir Keir Starmer. Così è lo stesso JD Vance a convocare un vertice con ucraini ed europei a Chevening, nella tenuta di campagna del ministro degli Esteri britannico David Lammy, dove il vicepresidente Usa è ospite, nell’inglese Kent. Partecipano i “national security advisor” e alti funzionari di Regno Unito, Unione Europea, e paesi come Italia, Francia, Germania, Finlandia e Polonia.
Gli europei devono cercare di strappare quante più concessioni al presidente americano prima che si sieda al tavolo con lo zar. Nei prossimi giorni ci saranno altri meeting tra le parti, per cercare di trovare una quadra. Perché l’attuale strategia di Trump, che dovrebbe concedere territori occupati a Putin senza condizioni, è inaccettabile per Zelensky e per gli europei.
Allora l’Ue ha presentato una controproposta: «Nessuna concessione prima di un cessate il fuoco e senza una bozza di solide garanzie di sicurezza per l’Europa». Nel vertice di ieri, americani ed europei hanno discusso sostanzialmente di quattro punti che, se concordati tra le due sponde dell’Atlantico, potranno essere la base di un’offerta più bilanciata da presentare allo zar.
Primo: congelamento dell’attuale situazione al fronte. Secondo: eventuali concessioni di aree occupate dai russi di pari passo alle garanzie di sicurezza Usa per gli europei e all’adesione alla Nato di quel che resta dell’Ucraina. Terzo: l’Europa vuole aumentare la pressione su Mosca ma Washington non vuole agitare la minaccia delle sanzioni prima di Ferragosto. Quarto: il cessate il fuoco, sul quale però ci sono frizioni. Prima o dopo le concessioni a Putin?
Ma l’Europa deve camminare su un sottile filo rosso, perché non può permettersi di rompere con Trump. Starmer si trova in una posizione complicata: Londra è da molti anni il massimo sostenitore dell’Ucraina in Europa e il primo ministro britannico sta parlando in queste ore con l’inquilino della Casa Bianca, con cui ha un buon rapporto. In mattinata Starmer ha telefonato anche a Zelensky e se il leader laburista ha rilasciato un comunicato molto cauto, il resoconto della conversazione pubblicato dal presidente ucraino ha fatto intendere che a Starmer non piace affatto il piano di Trump. «Oggi abbiamo detto la nostra agli americani, che ci hanno ascoltato», ha commentato in serata Zelensky, «il meeting è stato costruttivo. Continuo ad avere piena fiducia in Trump. Ma il percorso di pace dell’Ucraina deve essere deciso insieme, e solo insieme. Slava Ukraini».