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L’opposizione: “Kiev ci sia”. Solo i 5 Stelle non parlano

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Schlein: “Non è possibile escludere l’Ucraina dai negoziati”. Calenda: “Senza Zelensky questa discussione non funzionerà”
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ROMA – Ancora divisi su Gaza, ma uniti come mai prima sull’Ucraina. Il vertice fra Putin e Trump in Alaska mette d’accordo maggioranza e opposizioni. Per la prima volta allineate nel ritenere inaccettabile — a eccezione di Lega e Cinquestelle, entrambi silenti — che questioni territoriali vengano discusse o addirittura decise tra Russia e America sulla testa degli europei e, soprattutto, del Paese aggredito. Un inedito asse che rende a sorpresa la posizione italiana condivisa su una delle questioni di politica estera più calde e delicate. Con un’avvertenza, però: non bisogna fidarsi troppo delle due superpotenze a colloquio nell’Artico.

La prima a farsi sentire è la segretaria del Pd Elly Schlein: «Non è possibile escludere l’Ucraina d…

ROMA – Ancora divisi su Gaza, ma uniti come mai prima sull’Ucraina. Il vertice fra Putin e Trump in Alaska mette d’accordo maggioranza e opposizioni. Per la prima volta allineate nel ritenere inaccettabile — a eccezione di Lega e Cinquestelle, entrambi silenti — che questioni territoriali vengano discusse o addirittura decise tra Russia e America sulla testa degli europei e, soprattutto, del Paese aggredito. Un inedito asse che rende a sorpresa la posizione italiana condivisa su una delle questioni di politica estera più calde e delicate. Con un’avvertenza, però: non bisogna fidarsi troppo delle due superpotenze a colloquio nell’Artico.

La prima a farsi sentire è la segretaria del Pd Elly Schlein: «Non è possibile escludere l’Ucraina dal negoziato perché questo vanificherebbe la possibilità di costruire una pace vera e giusta», ribadisce la linea che è quella delle principali cancellerie europee: «Ecco perché a quel tavolo non possono sedersi solo gli Stati uniti e la Russia, ma ci devono essere anche l’Ucraina e la Ue, unita e compatta nel sostenere le ragioni di chi ha subito l’invasione criminale e a fare valere in quel negoziato l’interesse strategico ad una pace giusta e duratura così come gli interessi di sicurezza ucraini ed europei».

Un’esortazione che sembra rivolta anche a Giorgia Meloni affinché si faccia sentire con il suo “amico” americano. Sulla stessa lunghezza d’onda Carlo Calenda, che saluta come «una buona notizia la discussione per arrivare alla fine della guerra, ma non si può fare senza gli ucraini», avvisa pure il segretario di Azione, «altrimenti questa discussione semplicemente non funzionerà». Allarme condiviso da Davide Faraone, capogruppo alla Camera di Italia Viva: «Trump e Putin, più che leader di due potenze mondiali, sembrano due agenti immobiliari», attacca il renziano. «Si vedranno in Alaska, luogo venduto dai russi agli americani nel 1867, nella “logica risiko”, e lì decideranno le sorti del popolo ucraino». Una postura che alimenta parecchi dubbi: «Prendono la Crimea, il Donbass e li destinano alla Russia senza avere trattato con l’Ucraina che ha resistito a un autarca che voleva occupare con le armi la loro terra, in spregio al diritto internazionale», prosegue Faraone. «A questa vergogna, a questo modo cinico e baro di fare politica estera, l’Europa deve opporsi con tutte le sue forze». Anche perché Trump «prima ancora di sedersi al tavolo ha già anticipato l’intenzione di cedere territori ucraini», annota Benedetto Della Vedova (+Eu): dunque «il negoziato non può essere affidato soltanto a lui».

Obiezioni fondate. Accolte però dal gelo del M5S, l’unico partito di minoranza a non proferire verbo. Insieme, sul fronte opposto, alla Lega. Tacciono i due leader, sospettati di simpatie putiniane dalla deputata di Azione Daniela Ruffino: «I governi Ue si schierano con Zelensky, lo fanno i partiti socialisti e bene ha fatto anche Schlein a sostenere che senza la presenza di Kiev non si potrà mai trovare una pace giusta. Salvini e Conte, invece, confermano la loro ambiguità e scelgono un rumoroso silenzio invece di schierarsi con Zelensky. Sono entrambi l’anello debole della politica europea italiana».

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