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Bonelli: “Il Ponte è uno sperpero, neanche chi è di destra lo vuole. Daremo battaglia in Europa”

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Il co-leader di Avs commenta il sondaggio Demos: “I dati smontano la narrazione tossica e piena di bugie del ministro”
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«Soltanto un italiano su tre è favorevole al Ponte: questo dato smonta tutta la narrazione tossica e piena di bugie di Matteo Salvini. Quell’opera non la vuole neanche l’elettorato di destra». Il co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli, commenta a caldo i dati del sondaggio Demos sulla grande opera di collegamento tra Sicilia e Calabria, pubblicato sulle pagine di Repubblica.

Nello stesso sondaggio i consensi non aumentano in maniera significativa neanche nelle due Regioni direttamente interessate dall’opera. Pensa sia un segnale?

«Avere il 71% degli italiani che dice di non essere d’accordo con il Ponte è la conferma che la nostra battaglia è giusta. Questa opera è solo un grande sperpero di denaro pubblico mentre il governo chiede sacrifici agli italiani, non aumentando le pensioni e non investendo in welfare. È inutile».

Quelle somme si sarebbero potute investire diversamente?

«Era già così. Salvini per finanziare il Ponte ha azzerato il fondo nazionale per il trasporto della mobi…

«Soltanto un italiano su tre è favorevole al Ponte: questo dato smonta tutta la narrazione tossica e piena di bugie di Matteo Salvini. Quell’opera non la vuole neanche l’elettorato di destra». Il co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli, commenta a caldo i dati del sondaggio Demos sulla grande opera di collegamento tra Sicilia e Calabria, pubblicato sulle pagine di Repubblica.

Nello stesso sondaggio i consensi non aumentano in maniera significativa neanche nelle due Regioni direttamente interessate dall’opera. Pensa sia un segnale?

«Avere il 71% degli italiani che dice di non essere d’accordo con il Ponte è la conferma che la nostra battaglia è giusta. Questa opera è solo un grande sperpero di denaro pubblico mentre il governo chiede sacrifici agli italiani, non aumentando le pensioni e non investendo in welfare. È inutile».

Quelle somme si sarebbero potute investire diversamente?

«Era già così. Salvini per finanziare il Ponte ha azzerato il fondo nazionale per il trasporto della mobilità sostenibile, ha tagliato un miliardo e mezzo di euro per la manutenzione delle strade italiane, ha dato una sforbiciata da sei miliardi al fondo di sviluppo e coesione destinati alla Sicilia. È una follia. Tutto questo per un’opera che è arrivata a questo punto soltanto perché Salvini, per decreto, ha esautorato gli organismi pubblici che erano deputati a valutare il progetto. Che ricordo è stato approvato dal Cipess, che è un organismo economico, ma non c’è nessuno che ha valutato la fattibilità tecnica progettuale di un progetto che risale a trent’anni fa, questa è una cosa allucinante. Un raggiro inaccettabile nei confronti degli italiani».

In che senso?

«L’Ingv ha lanciato un allarme: non è stato ascoltato. Gli esperti dell’Ispra hanno detto che il pilone di Cannitello insiste su una faglia attiva: non sono stati ascoltati. L’Autorità nazionale anticorruzione ha detto che quest’opera è un grande regalo ai privati e non è stata ascoltata. Una cosa francamente inaccettabile».

Lei ha più volte insistito sul tema delle penali in caso di mancata realizzazione dell’opera. Ha mai ricevuto risposta?

«Mi è stata negata. Hanno risposto che questo è un fatto privato tra la società Stretto di Messina e chi costruirà l’infrastruttura. Persino Silvio Berlusconi, quando propose il Ponte, disse che il 60% doveva essere finanziato dai privati e il 40% dal pubblico. Salvini invece sta prendendo solo i soldi pubblici, non c’è nessun rischio di impresa per i privati. Stanno facendo i fighi con i soldi degli italiani».

Vi appellerete all’Europa?

«Lo abbiamo già fatto, lo faremo di nuovo: il confronto con Bruxelles non è affatto concluso. Persino il ministero delle Infrastrutture, nel 2021, sconsigliava la realizzazione del ponte a campata unica. Magari inizieranno a fare qualche opera a terra per far vedere che i lavori avanzano, ma il problema tecnico, ovvero che nessun organismo dello Stato ha detto sì al progetto, resta. Salvini non ha vinto, la nostra battaglia è appena iniziata».

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