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Camera, banchi vuoti e microfoni spenti: il ferragosto dei (due) deputati

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Più assistenti parlamentari che politici per la seduta, convocata da tempo, per incardinare due decreti legge (giustizia e terra dei fuochi). Presenti Rampelli, Bernini, Giachetti, Comba e Coppo di FdI
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Alle 12:30 si inizia a intravedere qualcuno. «Sono partito questa mattina dall’Elba»: in transatlantico, il primo deputato che compare è Fabrizio Comba di Fratelli d’Italia in compagnia del suo assistente: «Ero arrivato sull’isola ieri sera da Torino. Chi me lo ha fatto fare? Sono qui per senso di appartenenza alla causa». Due deputati, un segretario d’Aula, un ministro e il presidente di turno.

A Montecitorio ci sono più assistenti parlamentari che parlamentari per la seduta del 13 agosto, fissata alle 13, per incardinare due decreti legge, quello giustizia, che prevede l’aumento del personale amministrativo per velocizzare i lavori del Pnrr, e quello sulla terra dei fuochi. Neanche il sistema dei microfoni è funzionante. Sui banchi non ci sono deputati, piuttosto fili elettrici e poltrone smontate poiché sono in corso i lavori di sostituzione dell’impianto.

Ecco Roberto Giachetti, segretario d’Aula che ha il compito di leggere il verbale della seduta precedente: «Tanto io sono sempr…

Alle 12:30 si inizia a intravedere qualcuno. «Sono partito questa mattina dall’Elba»: in transatlantico, il primo deputato che compare è Fabrizio Comba di Fratelli d’Italia in compagnia del suo assistente: «Ero arrivato sull’isola ieri sera da Torino. Chi me lo ha fatto fare? Sono qui per senso di appartenenza alla causa». Due deputati, un segretario d’Aula, un ministro e il presidente di turno.

A Montecitorio ci sono più assistenti parlamentari che parlamentari per la seduta del 13 agosto, fissata alle 13, per incardinare due decreti legge, quello giustizia, che prevede l’aumento del personale amministrativo per velocizzare i lavori del Pnrr, e quello sulla terra dei fuochi. Neanche il sistema dei microfoni è funzionante. Sui banchi non ci sono deputati, piuttosto fili elettrici e poltrone smontate poiché sono in corso i lavori di sostituzione dell’impianto.

Ecco Roberto Giachetti, segretario d’Aula che ha il compito di leggere il verbale della seduta precedente: «Tanto io sono sempre qui», è l’esordio all’arrivo. E poi: «Da settembre cambia tutto. I microfoni inizieranno a lampeggiare quando sta finendo il tempo dell’intervento e poi si spegneranno così saremo costretti a rispettare i minuti a disposizione. Avete visto? Vi ho anche dato la notizia del 13 agosto». Scherza il deputato di Italia viva in un transatlantico deserto, dove arriva Fabio Rampelli, che dovrà presiedere la seduta, al posto del presidente Lorenzo Fontana. Niente treni e navi per lui, vive nella Capitale.

Marco Coppo, l’altro deputato presente, anche lui di FdI, gli chiede: «Quanto dura la seduta? Due ore?». «Ma che sei matto?», risponde a tono Rampelli con cadenza romana. La seduta in effetti inizia alle 13 come da programma e si chiude dopo cinque minuti, gli unici due deputati sono seduti in prima fila e ascoltano in silenzio in un’Aula spettrale, dove subito dopo riapre il cantiere dei lavori.

Per il governo c’è Anna Maria Bernini, ministro dell’Università: «Solo posti in piedi oggi», ironizza arrivando dal ministero: «Io sono a Roma, al lavoro perché gli studenti di medicina entreranno in aula il primo settembre e abbiamo le ultime cose ancora da sistemare». E poi rivolgendosi a Rampelli aggiunge: «I decreti delegati erano già pronti ma da qui avete mandato il decreto approvato solo a maggio». Un po’ di polemica agostana ma non troppa, sempre in un clima di abbracci tra simpatia e compassione per chi è ancora qui quando l’ultima seduta era stata il 6 agosto ma poi, l’8 agosto, i due decreti sono stati pubblicati in gazzetta ufficiale andavano incardinati a stretto giro. Quindi di nuovo tra i banchi, seppur in modalità fantasma.

Si parla delle vacanze non ancora iniziate o interrotte. Il deputato Coppo è arrivato all’alba da Asti per essere presente oggi alle 13. “Era così presto che sul pulmino dell’aeroporto c’ero solo io e nessun altro. Poi ne ho approfittato per correre per quattro chilometri attorno all’isola Tiberina”. Attorno a lui, i pochi presenti strabuzzano gli occhi: “Con questo caldo? Almeno adesso bevi tanti acqua”. “Andiamo in buvette, te la offro io - dice Comba - sono stato io a precettarti e a obbligarti a venire”. Ah, no. Anche la buvette è sbarrata.

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